Rosaria Capacchione a Radio Musica Television: la rivolta nelle carceri era prevedibile

Ai microfoni di Magazine: Musica e Notizie la giornalista ed ex-senatrice

Rosaria Capacchione, giornalista campana ed ex senatrice, è intervenuta ai microfoni Radio Musica Television durante il programma “Magazine: musica e notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

Il tema affrontato con la nota giornalista anti-camorra è stato la rivolta nelle carceri, difficile nodo da sciogliere di questi ultimi giorni. Alle cronache le rivolte dei detenuti, partite dal carcere di Salerno (Fuorni) e dilagate a macchia d’olio in tutta Italia.

“Il problema delle carceri si identifica su due livelli: quello del sovraffollamento e quello della deriva populista della carcerazione di ogni reato” – ha detto la Capacchione – “I 50.000 posti nelle carceri, di cui solo circa 40.000 disponibili, sono superati di oltre il 30%”.

Il problema sostanziale, come rilevato, è quello soprattutto dei detenuti in attesa di giudizio, dove la platea dei detenuti è composta da colletti bianchi, mafiosi e anche “poveracci”, da quei soggetti, cioè, che non hanno soldi nemmeno per difendersi in giudizio.

“La sentenza “Torreggiani”, inoltre, ci impone sanzioni dall’Unione Europea per la carcerazione che non garantisce la distanza di sicurezza, richiesta soprattutto in questo periodo di emergenza per CoVid-19. Le organizzazioni criminali hanno preso la palla al balzo e hanno gestito il collasso con le rivolte_ tutto ciò era prevedibile” – ha aggiunto la giornalista.

In conclusione, Rosaria Capacchione ha constatato come il D.P.C.M., relativo alla sospensione anche dei colloqui, è stata solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Il vero problema è stata la sospensione anche dei semi-liberi, cioè di coloro che hanno maturato la libertà durante la giornata, con la costrizione in carcere per la sola notte” – ha concluso la giornalista.