Salvatore Perna, maestro della pizza da Pomigliano D’arco, a Radio Musica Television: “Chiudere la pizzeria è stata la cosa più triste in 31 anni di carriera”

Il racconto dell’imprenditoria in difficoltà

La crisi causata dalla pandemia del Covid-19 riguarda specialmente quegli imprenditori che sono costretti a chiudere le loro attività. È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television Salvatore Perna, maestro di pizza napoletana e proprietario della pizzeria “Pizza Italia” presso Pomigliano D’arco in provincia di Napoli.

“Guardiamo il lato positivo di questa situazione. Ci godiamo un po’ di più la famiglia, rispolverando un po’ i vecchi valori legati all’unità famigliare. Questo virus ci dimostra che dobbiamo apprezzare sempre di più le cose che abbiamo e non dare nulla per scontato”.

Le difficoltà degli imprenditori:”La prima difficoltà è stata quella di essere stato costretto a dover chiudere la pizzeria, è stata davvero una brutta sensazione. In quel posto c’è la mia anima e tutto quello che ho fatto nella mia vita. Speriamo di poter riaprire e in un aiuto del Governo. Mi dispiace per i miei operai, che cercherò di aiutare finchè posso. Speriamo di riaprire presto perchè la situazione è triste e tragica; le spese e la merce che saremmo costretti a buttare perchè quelli che utilizziamo sono tutti prodotti freschi”.

Sulla carenza di lievito per le pizze:”Secondo me vista la chiusura delle pizzerie, le persone si riversano nei supermercati per acquistare il lievito e magari ci sarà stata qualche fabbrica del Nord che produce lievito che a causa del virus non riesce più a rifornire i punti vendita. Però bisogna imparare bene ad utilizzare il lievito; vi svelo un aneddoto, un’amica di mia moglie l’altro giorno voleva mettere mezzo chilo di lievito in un impasto di un chilo, quando con mezzo chilo di lievito si riescono a fare quasi 500 pizze. Poi bisogna pensare anche al fatto che troppo lievito rende la pizza meno digeribile. Però per sopperire alla mancanza di lievito si può utilizzare quello che noi a Napoli chiamiamo “criscito”, ovvero una piccola quantità di un precedente impasto che si comporta come lievito anche se la lievitazione è più lenta”.

Luca Capasso, sindaco di Ottaviano (NA), a Radio Musica Television: “Il Governo è stato irresponsabile”

Il primo cittadino del vesuviano sull’emergenza coronavirus

Il sindaco di Ottaviano (NA), l’avvocato Luca Capasso, tira le somme dell’emergenza coronavirus durante la puntata del 16 marzo di “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

I primi due casi di contagio da CoVid-19, verificatesi nel comune vesuviano, hanno visto protagonisti una donna e suo figlio. La donna, anziana, è deceduta qualche giorno fa, mentre il figlio è risultato positivo al tampone subito dopo il decesso.

“Ho chiuso le scuole anche per il personale ATA e ho disposto la sanificazione di tutte le strade e di tutti gli ambienti della nostra città. I servizi comunali essenziali rimangono disponibili, mentre quelli non essenziali saranno curati digitalmente dal nostro personale” – ha detto il sindaco – “c’è una struttura privata che sarebbe disposta a mettere a disposizione 15 posti in terapia intensiva, ma la Regione Campania non mi ha dato ancora risposta”.

Sul Governo: “Conte è stato un irresponsabile a gestire la situazione in modo approssimativo. Sembra più che ovvio che fare D.P.C.M. a pezzi è assurdo. Non è possibile gestire la situazione in modo diverso regione per regione. Mi sono ritrovato ordinanze di contenimento degli arrivi dal nord Italia, nel mese scorso, nonostante le disposizioni regionali me lo consentissero. Servivano misure più dure sin dall’inizio, ma nessuno ha avuto il coraggio di metterle in atto. C’è bisogno di un’unica testa pensante e comandante. Da questo esecutivo non mi sento rappresentato”.

E su Mattarella:”Il Presidente della Repubblica è stato, nei suoi modi pacati e istituzionali, molto chiaro. A grandi linee ha redarguito l’operato del Governo e l’Europa”.

Sulla questione carceri: “Io sono un avvocato penalista e la sospensione dei colloqui non l’ho condivisa minimamente, soprattutto fino al 15 maggio. Le rivolte dei detenuti, partite da Salerno, erano inevitabili visto che la situazione era già sull’orlo del precipizio. Ormai si va a tentoni, così come i vari D.P.C.M. che si sono susseguiti in queste settimane”.

“Da sindaco ho affrontato tante emergenze (ghiaccio, neve, incendi), ma se questa è la situazione, se queste sono le tutele che come sindaco ho e che hanno i cittadini, non so se alla fine di tutto questo continuerò a ricoprire questa carica. La sfiducia nei confronti di chi è a Roma e a Napoli in questo momento è alta” – ha concluso Capasso.