Francesca Caruso, vice sindaco di Gallarate a Radio Musica Television:”Come in ogni città lombarda anche noi siamo in difficoltà; per le donne vittime di violenza: denunciate!”

Francesca Caruso, vice sindaco di Gallarate, è intervenuta ai microfoni di Gallarate. Con lei abbiamo parlato sia della situazione Covid-19 nel comune lombardo, ma anche della situazione della violenza sulle donne per il quale è stato istituito nel comando di Polizia locale un sportello mirato a ciò.

Sulla situazione Covid-19:”Siamo in difficoltà come tutte le altre città lombarde, noi siamo una delle città con meno contagiati visti i 30 positivi di Covid-19. Medici e operatori sanitari stanno combattendo per battere il virus, mentre le forze dell’ordine lavorano per far rispettare la regola base che è quella di restare in casa”.

Sui fermi e le denunce:”Come Polizia locale abbiamo verificato più di 250 autocertificazioni di cui alcune sono in fase di approfondimento, 11 persone denunciate e due attività di commercio chiuse. Ci sono più o meno otto agenti per turno per fare questi controlli. La cittadinanza sta rispondendo abbastanza bene, perchè in un mese. con tutti questi controlli, solo 11 denunciati sono un numero basso. Hanno capito che l’unico modo di aiutare è restare in casa”.

Gli aiuti agli anziani:”Abbiamo fatto una giunta online e abbiamo attivato il servizio di assistenza telefonica per gli anziani oltre a quello della spesa a domicilio. Dal Lunedi al Venerdi gli anziani possono chiamare per compagnia o per scambiare qualche chiacchiera”.

Sui bisognosi:”Purtroppo questo è un problema che c’è ovunque. Noi come Comune abbiamo rinviato tutti i pagamenti, come la sospensione di tutte le rette da pagare per aiutare tutti con termine 30 aprile. Questo è un momento di emergenza e anche noi stiamo cercando di capire come poter aiutare le persone a livello economico”.

Sul primo soccorso:”Gallarate funziona come tutta la Lombardia. Nel primo soccorso intervengono sia i medici di base che i numeri predisposti, la cosa da non fare è recarsi in ospedale. Bisogna restare in casa il più possibile e nonostante ciò vedo ancora troppe persone fuori i supermercati. Ho visto persone con poche cose nelle buste, bisogna fare spese più grandi per ridurre le uscite, bisogna adottare le precauzioni che sono fondamentali”.

Sui casi di violenza domestica:”Il problema delle denunce che non arrivano c’è da sempre. La donna spesso ha paura di denunciare, è un lavoro che la donna deve fare. A Gallarate abbiamo il primo sportello nel comando di Polizia locale, e i numeri che ci arrivano sono alti. Questo ci dimostra che era un servizio necessario. La fascia di età è dai 18 ai 90; alle donne che sono costrette in casa con queste persone posso dire che il 1522 è sempre attivo e bisogna denunciare. Le forze dell’ordine per quello che possono ci sono sempre. Conosco bene l’argomento visto che sono avvocato, ci ho creduto e fin dall’inizio ho deciso di tutelare le persone in difficoltà”.

La Regione Lombardia ha svelato il decreto in anticipo, lo rivela la CNN

Atto grave degli esponenti della Regione

La fuga di notizie relative alla bozza del decreto di questa notte, relativo alla chiusura della Lombardia e di altre province del nord Italia, pare abbia finalmente un colpevole.

L’autorevole CNN, in un articolo dedicato alle misure del decreto, parla espressamente di diramazione agli organi di stampa, da parte dell’ufficio stampa della Regione Lombardia.

L’estratto dell’articolo della CNN

Un atto grave, se confermato, che sostanzializza un conflitto non necessario tra i poteri dello stato e che ha generato il panico negli scali ferroviari di Milano.

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Coronavirus: il governo blinda il nord Italia

Misure ancora più restrittive per cercare di contenere il contagio

Con la pubblicazione del D.P.C.M. n°7 del 8 marzo 2020, il governo guidato da Giuseppe Conte ha disposto la chiusura in entrata e in uscita della Lombardia e di diverse province del nord Italia. Unici casi ammessi di movimento sono quelli di rientro al proprio domicilio nelle zone chiuse, di conclamati e urgenti casi lavorativi, cure mediche necessarie. Anche all’interno delle zone interdette è vietato il movimento se non per i casi succitati.

Mappa delle zone interessate dal Decreto Legge

Disposizioni di chiusura o di limitazione per alcune attività commerciali per evitare assembramenti di persone. Scuole e università ancora chiuse.

I treni e gli aerei continueranno a viaggiare regolarmente, seppur con controlli più rigorosi da parte dell’autorità di polizia.

Conte ha inoltre aggiunto, a margine della conferenza stampa in tarda notte, che mercoledì, dopo essersi confrontato con le forze politiche, arriveranno in Parlamento anche tutte le disposizioni economiche per evitare il collasso del sistema.

Nella prima serata di ieri è stata diffusa una bozza del decreto legge, che ha da subito scatenato il panico tra i cittadini lombardi, i quali hanno preso d’assalto stazioni, biglietterie e gli ultimi treni in partenza verso il sud (in particolare gli InterCity Notte).

InterCity Notte Torino P.N.-Salerno preso d’assalto dai cittadini in fuga

Scene di panico causate da una “inaccettabile fuoriuscita di informazioni “- così l’ha definita Conte – che rischia di provocare uno stallo della già complicata situazione del sistema Italia.

Coronavirus, cosa fare per evitare il contagio

Le indicazioni del Ministero della Salute per la prevenzione

Le autorità sanitarie nazionali – visti i casi di contagio e la prima morte da Coronavirus (CoVid2019) in Lombardia, Veneto e Lazio – hanno disposto l’isolamento delle zone interessate, con chiusura degli uffici pubblici per i prossimi giorni.

Il consiglio è di rimanere nelle proprie abitazioni, per consentire un accertamento approfondito dei casi già individuati ed evitare ulteriori contagi.

Se riscontrate sintomi relativi a infezione da Coronavirus (febbre alta e difficoltà respiratorie), non recatevi al Pronto Soccorso, ma contattate le autorità al numero unico di emergenza 112.

Il personale preposto si richerà presso la vostra abitazione ed effettuerà un tampone da analizzare, per verificare la compatibilità con infezione da Coronavirus, che sarà accertata in poche ore.

In caso di dubbi, è possibile contattare, in via precauzionale, il numero di pubblica utilità 1500, attivato e gestito dal Ministero della Salute.

In allegato forniamo l’opuscolo di informazione sulla prevenzione diramato dal Ministero.