Sanremo 2020, tutte le anticipazioni della seconda serata

Seconda serata tra reunion, storia e comunicazione sociale

La prima serata della settantesima edizione del Festival della Canzone Italiana, al di là dei voti della stampa inclementi con tutta l’organizzazione ma soprattutto con Amadeus – da 4 in pagella -, chiude con grande successo; oltre 10 milioni di telespettatori sono rimasti incollati allo schermo con uno share del 52,2% , con un picco di ascolto a inizio gara del 60%.
“Dovrei dire nuntio vobis gaudium magnum. Dopo 15 anni, la prima serata della kermesse torna dopo il 50% di share” afferma Coletta.

Polemiche sulla mancata messa in onda all’apertura, del messaggio di Roger Waters, frontman dei Pink Floyd – preannunciato in conferenza stampa -. In molti si sono chiesti se sia stato eliminato per problemi di contenuti politici, visto il dichiarato orientamento della star. Amadeus in modo secco liquida l’insinuazione, con questioni di scaletta è Coletta ribadisce che la decisione è stata di tipo editoriale perché il messaggio era so0rattutto di complimenti per le scelte del direttore artistico.

Fiorello fa nuovamente irruzione in sala stampa e monopolizza la scena ancora una volta mentre Amadeus scappa per le prove e ci rivela che stasera anche lui canterà un inedito, dal titolo “La classica canzone di Sanremo” e afferma: “È così bella che se fossi in gara avrei vinto, anche se in realtà io non ho mai vinto nulla, neanche un Telegatto!”.


Stasera la sfida tra le nuove proposte sarà tra Lula e Fasma e subito dopo tra Sentieri e Faustino. Solo in due andranno alla semifinale. Stesso meccanismo di voto della prima serata.

Tre donne affiancheranno il conduttore. Direttamente dal Tg1 Emma D’Aquino e Laura Chimenti. Divideranno la scena con una delle artiste italiane più amate all’estero ovvero Sabrina Salerno, icona sexy degli anni ’80 e ’90.
Rivelato l’ordine di uscita dei big in gara. Il primo a esibirsi sarà Piero Pelù, seguito da Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Levante, i Pinguini tattici nucleari, Tosca, Gabbani, Jannacci, Rancore, Junior Cally, Giordana e infine Zarrillo.


Gli ospiti invece saranno: i Ricchi e Poveri, Franco Gatti, Angela Brambati, Marina Occhiena e Angelo Sotgiu dopo cinquanta anni tutti e quattro riuniti; Massimo Ranieri, che duetterà con Tiziano Ferro in Perdere l’amore; Gigi d’Alessio e Zucchero.


Tiziano Ferro, oltre al duetto con Ranieri farà anche un medley di sue canzoni, tra cui il grande successo “Sere nere”.
Spostando lo sguardo su questa sera «Qualle di ieri è andata bene – ha detto Amadeus -, ma stasera sarà un’altra partita. Vedremo come andrà e cosa farà Fiorello, perché io davvero non so cosa fa».
Gli ospiti della serata sono i Ricchi e Poveri nella formazione originale formata da , Massimo Ranieri, Gigi D’Alessio e Zucchero.

Sanremo 2020, si parte col botto

Prima serata del Festivàl ricca di emozioni, novità, piacevoli conferme e stravaganti look.

Sul palco dell’Ariston è stato dato il via alla 70esima edizione del Festival della canzone italiana, la prima condotta da Amadeus. Sul palco insieme a lui Diletta Leotta e Rula Jebreal, presenti oggi alla conferenza stampa d’apertura insieme a Nicola Savino, conduttore de L’Altro Festival.

Apertura da “catechesi” di Don Rosario Fiorello tra il pubblico dell’Ariston che predica bene, ma razzola male.
La sua vena ironica non risparmia anche per la prima serata le polemiche sui vari ospiti che hanno dato forfait, dalla Bellucci a Jovanotti, senza esclusione di colpi.

Spalla, o forse secondo conduttore, il Rosario Nazionale ha detto, punzecchiando i vertici della comunicazione governativa “Sarò il Rocco Casalino di Amadeus, lui l’amico di una vita”.

Tra luci futuristiche ed effetti speciali apre le danze Amadeus che fa sbocciare la meravigliosa scenografia che richiama in tutta la sua essenza la Città dei Fiori.

Un po’ teso, ma elegante in giacca di lurex, Amadeus ha dato il via alla settantesima edizione del Festival di Sanremo. “Benvenuti” – ha detto scendendo dalla scalinata e con la scenografia che armoniosamente lo accompagnava – Quando, 35 anni fa, ho cominciato questo mestiere, e da Verona andavo a Milano, avevo un sacco di sogni. E questo è il sogno più grande. A Milano ho conosciuto un altro ragazzo col quale ho condiviso una promessa: essere insieme sul palco di Sanremo”. Trentacinque anni dopo Fiorello ha mantenuto la parola.

La serata di apre con le nuove proposte. Quattro i duelli, divisi due questa sera e due, invece, per domani. Chi passa va dritto in semifinale. A votare sarà solo la giuria demoscopica, composta da trecento “ampi fruitori” di musica.

I primi a sfidarsi gli Eugenio in via di gioia e Tecla Insolia, con una vittoria estremamente di misura (50,6% dei consensi) che vede passare quest’ultima con un brano non proprio giovanile, ma molto ben eseguito. Interessantissima l’esibizione degli Eugenio in via di gioia, pregna di spettacolo ed espressività. Un peccato l’esclusione.

Il secondo duello ha visto protagonisti Fadi e Leo Gassman, che sereno e sorridente coinvolge il tutto il pubblico sanremese passando il turno con il 54% dei voti e con un’esibizione di buon livello. Non sfigura Fadi che, con un saluto spontaneo alla propria terra (la Romagna, ndr.), scarica tutta la tensione e dimostra ancora una volta il suo essere genuino.

Sulle note di Domenico Modugno entra Tiziano Ferro che incanta l’Ariston con “Nel blu dipinto di blu”, canzone simbolo del Festival di Sanremo. Dalla scalinata scende Diletta Leotta, che rompe la scena con un fascino Disney con un vestito da mille e una notte.

Parte la gara che vede alternarsi Irene Grandi, testo buono, ma musicalità estremamente discreta, Rita Pavone, “maschiaccio” con un rock allo stato puro.
Esibizione più discussa della serata, non per la musica, ma per il vestire, quella di Achille Lauro. Scalzo, coperto da un mantello, si spoglia cinque secondi dopo l’inizio della propria esibizione, “fregandosene” (proprio come il suo brano, ndr.) della sua silouette troppo in vista dalla calzamaglia dorata, firmata da Gucci. Una rivisitazione non riuscita di Renato Zero in chiave 2.0.

Diletta Leotta, Amadeus, Rula Jebreal al photocall della conferenza stampa.

Elegantissima ed eterea, sul palco del Festival, arriva Rula Jebreal. La giornalista palestinese invita tutti a fare “un passo avanti”, oltre le critiche, oltre il rumore e le convinzioni delle polemiche.

Prosegue la gara con Diodato, la prima canzone dallo stile davvero sanremese, “Fai rumore”, Le Vibrazioni, che portano sul palco la lingua dei segni che si presta, anche nel ballo, a far da cornice ad un sound rock anni 70 estremamente apprezzato.

Direttamente dal Maracanà arriva la gag di Diletta Leotta, che intervista un improbabile “Amadinho” a bordo campo, precedendo i primi veri ospiti internazionali del Festival: Albano e Romina Power.
“I miei genitori pop”, come presentati da Romina Carrisi, figlia dei due.

Dopo i grandi successi di Sanremo, il duo presenta, dopo venticinque anni di inattività, l’inedito “Raccogli l’attimo” scritto da un Cristiano Malgioglio in forma e in rosso sgargiante. Dirige l’orchestra l’amatissimo Beppe Vessicchio, che torna dopo una incomprensibile assenza, a dare il la all’orchestra di musica leggera del Festival di Sanremo. Interpretazione a parte, in evidente playback, lo stile tipico del ciuffo bianco fa ballare tutto l’Ariston.

La gara prosegue con Anastasio che, tra i preferiti di Amadeus, con “Rosso di rabbia” giustifica in parte i super voti ricevuti dalla stampa che ha preascoltato il pezzo. Mash-up di rock e rap che fa andare su di giri anche la regia di Rai 1.

Tiziano Ferro, con una voce rotta dall’emozione, commuove l’Ariston con una interpretazione, non eccessivamente precisa, ma in suo pieno stile, di “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, Mimì.

Diletta Leotta, con un monologo accompagnato da una melodia strappalacrime, si toglie qualche sassolino dalla scarpa prima e commuove poi. “Sono qui perché sono bella, ne sono consapevole” – dice ironicamente – “Io non ho paura del tempo e ringrazio mia nonna per avermi accompagnato nella consapevolezza della vita”.

Dopo la Leotta neanche i quattro super ospiti attori (Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria e Michaela Ramazzotti) hanno potuto mantenere l’attenzione così alta quanto lei. Un gradito ritorno all’Ariston di Favino che canta con i suoi colleghi la soundtrack del nuovo film di Muccino firmata Baglioni, quest’ultimo mai nominato (un po’ di stizza da parte di mamma Rai?).

Come anticipato da Amadeus, il momento di riflessione è affidato al monologo di Rula Jebreal. La giornalista Palestinese parla delle tante donne torturate, uccise, infamate e poco rispettate ancora. Struggente il racconto del suicidio della madre e delle “favole” che si raccontava con le compagne di orfanotrofio. Poi punta il dito contro la magistratura: “Potreste chiedermi com’ero vestita ieri sera sul palco di Sanremo. Non chiedete alle donne vittime di stupro com’erano vestite e se l’avessero meritato per questo”.

Emma Marrone viene richiamata da Amadeus sul palco e canta i suoi successi. Evidente lo stato di salute della cantante che è costretta ad una performance castrata per quanto concerne l’estensione vocale. Dopo l’esibizione è stata la prima artista nella storia del Festival ad uscire dall’Ariston e ad andare sul palco di Piazza Colombo per il “Festival fuori dal Festival”.

Sul palco del Festival Elodie, che spacca letteralmente il ritmo della serata con un pezzo altamente radiofonico e cucitole addosso da Mahmood, Bugo e Morgan, che graffiano con un’eclettica esibizione nel loro puro stile, Alberto Urso, che piace e non dispiace con la sua accennata lirica, Riki, che si rivela probabilmente la delusione della serata. A chiudere in bellezza, invece, Raphael Gualazzi con un connubio perfetto con una coloratissima band jazz.

Terminate le esibizioni, viene subito resa nota la classifica stilata sui voti dei trecento giurati della demoscopica. A svettare sono Le Vibrazioni, ultimi Bugo e Morgan.

Classifica completa prima serata. Fonte: UFFICIO STAMPA RAI

A chiudere Nicola Savino in diretta su RaiPlay con L’Altro Festival.

Sanremo 2020, svelato il programma serata per serata

La 70ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo che vede la direzione artistica di Amadeus, andrà in onda su Rai1 dal 4 al 8 febbraio 2020 in diretta dal Teatro Ariston.

Il Festival, secondo fonti RAI, si articolerà in cinque serate. Gli Artisti e le relative canzoni che parteciperanno a Sanremo 2020 saranno suddivisi in due sezioni:

– Sezione CAMPIONI

– Sezione NUOVE PROPOSTE

Ecco il programma serata per serata:

Prima Serata (martedì 4 febbraio 2020)

Si alzerà il sipario sul palco del Teatro Ariston e verranno eseguite 12 canzoni in gara della sezione CAMPIONI e 4 canzoni della sezione NUOVE PROPOSTE.

Seconda Serata (mercoledì 5 febbraio 2020)

Esecuzione delle altre 12 canzoni in gara della sezione CAMPIONI. Esecuzioni delle altre 4 canzoni in gara della sezione NUOVE PROPOSTE.

Terza Serata (giovedì 6 febbraio 2020)  SANREMO 70

Esecuzione da parte dei 24 CAMPIONI di canzoni edite appartenenti al repertorio della storia del Festival. Gli Artisti potranno scegliere di esibirsi insieme ad artisti ospiti italiani o stranieri.

Quarta Serata (venerdì 7 febbraio 2020)

Esecuzione delle 24 canzoni in gara della sezione CAMPIONI. Interpretazione delle 4 canzoni rimaste in competizione della sezione NUOVE PROPOSTE. Esecuzione delle 2 canzoni risultate vincitrici nelle rispettive sfide dirette all’interno della sezione NUOVE PROPOSTE. Al termine della serata verrà proclamata la canzone/artista Vincitrice della sezione NUOVE PROPOSTE.

Quinta Serata – Serata Finale (sabato 8 febbraio 2020)

Esecuzione delle 24 canzoni in competizione della sezione CAMPIONI. Al termine della serata verrà proclamata la canzone/artista Vincitrice della sezione CAMPIONI.

Picentia Short Film Festival 2020, aperto il bando di concorso

Al via le iscrizioni alla fase di selezione

Primo assaggio del Picentia Short Film Festival, kermesse internazionale del film corto che giungerà quest’anno alla quarta edizione.

Dal 7 gennaio, fino al 12 luglio, i filmmaker da tutto il mondo potranno iscriversi alla fase di preselezione della kermesse attraverso la piattaforma internazionale FilmFreeWay. Sette in tutto le sezioni di concorso previste: confermate dallo scorso anno Drama&Social, Comedy&Comic, Horror&Thriller, Past&Future e Music Video. Novità principale di quest’anno la sezione Green&Nature – in collaborazione con Legambiente – , che inquadrerà in maniera approfondita il tema ambientale con i relativi cambiamenti, cercando alacremente di sensibilizzare il pubblico, e l’estensione della categoria Docs a Docs&Discovery, dedicata al racconto e alla scoperta delle peculiarità del nostro pianeta.

A decretare gli allori saranno quattro giurie: la giuria tecnica sarà nominata dalla direzione artistica e decreterà un vincitore per ogni sezione; la giuria popolare voterà in sala sera per sera e la giuria stampa, composta da penne eminenti del settore culturale, assegnerà una menzione d’onore motivata. La sezione Green&Nature vedrà protagonista una giuria mista composta da rappresentanti scelti per metà da Legambiente e per metà dal direttivo secondo quanto stabilito dal protocollo firmato durante la scorsa edizione della kermesse.

Confermata la direzione artistica dello scorso anno, una delle più giovani d’Italia (ventitre anni di media) composta da Antonio Palo, Luca Capacchione ed Erica De Lisio.

“Siamo al secondo anno della programmazione triennale prevista – dichiarano i tre – Il quarto anno del Picentia sarà ricco di novità, di sorprese e di proposte che saranno svelate in corso d’opera. Il nostro obiettivo – aggiungono – è sempre il solito: dare artisticamente spazio a chi spazio non ha e creare, seppur limitatamente, posti di lavoro. Il nostro territorio, la Campania, Salerno, ha bisogno di alta cultura e occupazione e il Picentia si pone ormai da ben quattro anni come solida proposta di commistione tra questi”.

Alla terza edizione, in cinque giorni di evento, hanno preso parte duecentocinquantuno cortometraggi provenienti da quaranta paesi differenti, numerose personalità di spicco del settore accademico, culturale, cinematografico e della stampa.