Scuola, tutti promossi e per la maturità esame online orale. Niente prova di terza media, se non si rientra entro 18/5

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto scuola. “Abbiamo pensato – ha detto il ministro Azzolina durante la conferenza stampa dopo il Cdm – due possibili opzioni che permetteranno di fare gli esami secondo i reali apprendimenti anche grazie al lavoro sulla didattica a distanza. Abbiamo messo in sicurezza l’anno scolastico. Non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie vetuste, la valutazione guarda alla crescita e maturazione dello studente, che è messo al centro. Se ci saranno apprendimenti da recuperare, li recupereranno a settembre”. 

Non riusciamo ad aggiornare le graduatorie di istituto  – ha detto ancora -e questo è dovuto a procedure vetuste: non riusciamo a portare avanti le domande cartacee. Chiedo scusa io a tutti i precari, li aggiorneremo l’anno prossimo con procedura digitalizzata”.

Il decreto varato dal Consiglio dei ministri conferma il lavoro svolto in queste ultimi giorni dalla stessa ministra Lucia Azzolina e dovrà essere ora recepito da una o più ordinanze per divenire ‘operativo’.

Tra le novità principali: le commissioni per i quasi 500 mila maturandi saranno tutte interne; potrà essere modificata la data di inizio delle lezioni per il prossimo anno scolastico, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni; l’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi a questo anno scolastico potranno avvenire nel nell’anno scolastico successivo; potranno essere confermati i libri di testo adottati quest’anno anche per il prossimo, richiesta avanzata dai sindacati della scuola; diventa obbligatoria la didattica a distanza: “il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione”. Se non si rientrerà a scuola, anche gli scrutini quest’anno saranno a distanza.

Tra le novità introdotte da decreto, anche il fatto che il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) debba rendere il proprio parere entro sette giorni dalla richiesta da parte del Ministro dell’Istruzione sui provvedimenti che riguardano la scuola, decorso questo termine, si può prescindere dal parere; slitta l’aggiornamento delle graduatorie istituto 2020.

Inoltre, fermi restando “i limiti e le restrizioni” sullo svolgimento di tutte le prove stabilite dalle procedure concorsuali, durante lo stato di emergenza, il provvedimento approvato prevede che il Ministero dell’istruzione possa bandire i concorsi per l’assunzione di personale docente ed educativo per i quali possegga possiede le necessarie autorizzazioni. E tuttavia, lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del decreto.

Per i laureati in legge, il semestre di tirocinio all’interno del quale ricade il periodo di sospensione delle udienze dovuto all’emergenza COVID-19, è da considerarsi svolto anche nel caso in cui il praticante non abbia assistito al numero minimo di udienze.

Via libera, intanto, sempre dal Cdm alle assunzioni chieste dal Ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da quota 100. Si attua una norma inserita nel decreto scuola approvato in autunno, voluta dalla ministra Lucia Azzolina. Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle graduatorie ad esaurimento, che non hanno potuto occupare questi posti lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.

MES: che cos’è? Sfatiamo le 5 bufale più diffuse sui social

Il dibattito sorto attorno alla riforma dell’ESM (MES) presenta elementi di confusione e mistificazione della realtà. A prescindere dalle posizioni ideologiche – pro o contro l’integrazione europea – occorrerebbe sempre che si facesse informazione corretta. In questo caso invece, forse ancor più che sull’adozione della moneta unica, demagogia, pressappochismo e una non indifferente dose di cinismo propagandistico sembrano aver preso il sopravvento.

Le polemiche alimentate dai partiti genericamente definiti sovranisti – e in misura più defilata dal ministro degli Esteri Di Maio – sono basate su assunti che proveremo ora a smontare.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è un’istituzione che toglie risorse all’Italia a beneficio di Francia e Germania

L’esigenza di dotare l’area euro di una rete di protezione per i Paesi con fondamentali di bilancio deboli è stata spesso invocata da buona parte di coloro che criticano l’ESM. Da quel fronte sono arrivate le richieste di una mutualizzazione dei debiti sovrani, la richiesta di emissione di eurobond garantiti dalla BCE quale prestatore di ultima istanza, l’armonizzazione dei tassi rendimento con annullamento degli spread. L’Italia in questa fase storica si trova ad essere il Paese con i fondamentali più a rischio per via dell’abnorme rapporto fra debito e pil, del trend di crescita di questo parametro che proietta il rapporto verso il 140% alla fine del prossimo triennio, della incapacità oramai consolidata di rispettare il Medium Term Objective di riduzione del disavanzo strutturale. A fronte di questa rete di protezione il nostro Paese ha contribuito finora con 14,33 miliardi dei 125 sottoscritti. Gli stati membri che contribuiscono in misura maggiore sono proprio Germania e Francia, rispettivamente con 27 e 20 miliardi di capitale versato e 190 e 142 di capitale sottoscritto. Francia e soprattutto Germania non sembrano essere a rischio di aiuti da parte dell’ESM eppure sono i due maggiori contributori.

L’Italia non potrà accedere al MES

Buona parte delle critiche si concentrano sulla possibilità di accesso agli eventuali aiuti. Si fa riferimento in particolare al rispetto del parametro del 60% del rapporto debito/pil che escluderebbe il nostro Paese da un programma di aiuti.

Nella realtà sono previste due procedure: una per coloro che rispettano il limite del 60%, il PCCL (Precautional Conditioned Credit Line); una per quei membri che non rispettano i parametri, l’ECCL (Enhanced Conditions Credit Line). Nel secondo caso, quello che riguarderebbe noi, è escluso che l’aiuto sia subordinato alla ristrutturazione del debito. E’ previsto un Memorandum of Understanting solo nel caso in cui il giudizio sulla sostenibilità del debito fosse negativo. Si tratta, come dovrebbe essere evidente, di una precauzione per evitare il moral hazard di chi potrebbe essere incentivato a non mantenere sotto controllo in conti pubblici sapendo che c’è un soggetto esterno che risponde dell’azzardo. Per quanto riguarda l’obiezione secondo la quale chi rispetta il parametro del 60% ricordiamo che Spagna e Irlanda quando chiesero l’intervento dell’ESM avevano un rapporto debito/pil proprio intorno al 60.

L’Italia sarà stritolata dal MES

Le misure adottate dall’ESM-MES (e prima ancora dall’ESFS) si sostanziano in prestiti a lunga e lunghissima scadenza a tassi agevolati, molto inferiori a quanto vengono di solito prezzati dagli investitori/prestatori. Ad esempio la Grecia, che ha usufruito complessivamente di 204 miliardi di aiuti, ha pagato sui prestiti un tasso medio ponderato inferiore all’1,4%. La durata (maturity) massima dei bond emessi in favore della Grecia è di 40 anni (bond emesso nel dicembre 2015). Come questi interessi, di gran lunga inferiori al tasso di aggiudicazione dei BTP italiani emessi solo pochi mesi fa, possano strangolare il nostro Paese non è dato saperlo.

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Il MES serve a salvare Deutsche Bank

È vero che uno dei temi toccati dalla riforma del Trattato è il backstop a favore delle banche, ma questo passaggio (che ci riserviamo di analizzare magari in altra occasione) è parte di un percorso verso quella unione bancaria di cui si parla da quasi un decennio e per la quale non è ancora intravisto un punto d’approdo.

La normativa comunitaria di riferimento per il salvataggio degli istituti di credito in stato di crisi è la BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive). Fra il 2014 e il 2015 si è ritenuto opportuno separare anche normativamente i requisiti e le procedure di risoluzione delle crisi bancarie attraverso l’individuazione di parametri separati in funzione della sistemicità dell’istituto in crisi. A seconda dell’essere considerati su basi quantitative sistemici o non sistemici, gli istituti devono adempiere a differenti parametri patrimoniali. Per gli istituti non considerati sistemici si applicano i parametri contenuti nella MREL (Minimum Requirement of Eligible Liabilities); per quelli sistemici i requisiti sono stabiliti dalla TLAC (Total Loss Absorbing Capacity). Nei trenta istituti considerati sistemici dal Financial Stability Board c’è anche Deutsche Bank con capitali da detenere a riserva superiori dell’1,5% rispetto ai requisiti minimi.

Essere istituto sistemico significa che, in caso di crisi, un salvataggio pubblico non contravviene a nessuna regola sul bail in. Quindi la riforma dell’ESM non incide su un’eventuale crisi di DB.

In Italia il governo Movimento 5 Stelle-Lega ha voluto considerare sistemica la piccola Carige.

Il Fondo Salva Stati non è un ente politico ma un gruppo di tecnocrati che non risponde a nessuno

Le decisioni sugli interventi sono prese da un board del quale fanno parte i rappresentanti dei 19 governi dell’Eurogruppo. L’attuale presidente è Mario Centeno. Gli altri membri sono i ministri delle finanze. Per l’Italia c’è dunque Roberto Gualtieri.

In definitiva riteniamo tutte queste obiezioni prive di fondamento e le polemiche ad esse connesse strumentali. Il MES è probabilmente uno strumento perfettibile, così come lo è l’Unione Europea, ma non c’è dubbio che l’acceso dibattito di questi giorni non abbia alcuna ragione di esistere.

L’autore del post è Costantino De Blasi, risk manager e financial advisor / Liberi, Oltre le illusioni – Tratto da un’analisi de IlSole24Ore

Twitter @DeShindig

FONTI (IlSole24Ore):

ESM interests and fees

Aste e collocamenti BTp a 10 anni 

Video integrale “Liberi, Oltre le illusioni – Spazio Aperto – MES, con Costantino De Blasi e Giampaolo Galli” 

Antonio Del Giudice, Sindaco di Striano, a Radio Musica Television: “Abbiamo creato il Centro Unico di Raccolta per aiutare i nostri cittadini, purtroppo ci manca un Governo con gli attributi”.

Continua il nostro giro d’Italia per scoprire come la penisola vive in periodo di Coronavirus. Oggi è intervenuto ai nostri microfoni il Sindaco di Striano Antonio Del Giudice.

La disinformazione:”Io credo che l’informazione in questa situazione è fondamentale. Noi a Striano abbiamo anticipato un po’ i tempi, abbiamo chiuse le scuole il 19 Febbraio, abbiamo chiuso i mercati rionali e di fare tanta prevenzione dandoci ragione. Noi come Comune abbiamo chiuso i punti di maggiore contagio. Il problema è che la disinformazione ha fatto si che la gente uscisse senza precauzioni e senza utilizzare accortezze verso i propri familiari. Visto che non avevamo informazioni noi ci siamo rivolti a persone che hanno vissuto la situazione ad Hong Kong ed abbiamo utilizzato le loro misure di precauzione. La nostra informazione e la precauzione ci ha dato ragione perchè noi avevamo 3 casi sul nostro territorio, di cui uno guarito e due in fase di guarigione. Noi dobbiamo capire che il virus si trasmette tra persone quindi meno si esce e meno ci sono rischi di contagio. La nostra ordinanza è stata rispettata anche grazie al grande lavoro delle forze dell’ordine e della Protezione Civile. Abbiamo cercato di creare una macchina perfetta anche con i nostri medici di base, che sono 6, in modo tale da poter curare le persone in casa ed evitare qualunque tipo di assembramento”.

Sull’emergenza alimentare:”Un altro problema da qualche giorno e che ci sono cittadini che non hanno la possibilità di mettere il piatto a tavola. Per questo abbiamo creato il CUR, centro unico di raccolta, dove stiamo distribuendo pacchi alimentare che la gente ci consegna e quindi stiamo cercando di sopperire a questa emergenza. Anche questo è stato preso da modello nei comuni limitrofi e anche fuori regione”.

Sui voucher:”Ieri in Giunta abbiamo deliberato su come distribuire questi soldi, abbiamo messo in moto la nostra macchina dei servizi sociali anche dettando quali sono i criteri da rispettare. Noi abbiamo percepito 80.600 euro, abbiamo creato voucher di 25 euro e in base al nucleo familiare saranno distribuiti. Tutto questo sarà controllato dal Servizio Affari Generali. Sul nostro territorio abbiamo fatto una convenzione con le nostre attività commerciali in modo che questi soldi rimangano sul nostro territorio, anche perchè i nostri commercianti hanno fatto tanta beneficenza”.

Sul Governo:”I Sindaci e le amministrazioni sono stati lasciati da soli, senza alcun supporto da parte del Governo. Se chi ci comanda avesse avuto gli attributi avrebbero deciso loro le linee guida per capire a chi spettassero i voucher e poi tutto sommato non hanno fatto che anticipare dei soldi che ci sarebbero spettati tra qualche settimana”.

“Noi come Giunta volevamo fare dei bonifici ai bisognosi, ma non abbiamo potuto farli perchè lo Stato ha parlato solo di buoni spesa e quindi nella fase di controllo si perde davvero tanto tempo. Il nostro problema è come risanare i nostri bilanci, noi non sappiamo da dove prendere soldi. Non abbiamo un Governo che ci sa gestire e che sa prendere decisioni, siamo stati mandati alla deriva”.

Sulla lettera di Berlusoni e la ripresa:”Noi abbiamo bisogno di un Governo che ci dia delle linee guida immediate, abbiamo bisogno di far ripartire le nostre attività commerciali. Pensiamo in positivo e che questa pandemia finisca presto, ma le assicuro che tra 20 giorni raccoglieremo tanti morti, ma non di Coronavirus ma le attività commerciali che non potranno più riaprire, questo è il vero dramma”.

On.Graziano Di Natale a Radio Musica Television:”I medici vanno al nord perchè si sentono più protetti, qui in Calabria si è troppo legati alle poltrone”.

Alla puntata del 3 aprile 2020 di Magazine: Musica e Notizie, è intervenuto l’on. Graziano Di Natale, consigliere regionale della Calabria, intervistato da Luca Capacchione e Gaetano Risi.

Sulla sanità: “In Calabria la situazione è drammatica, sia perché la situazione in generale non è pronta ad affrontale tale emergenza, sia perché non ci sono le strutture quindi abbiamo avuto molti disagi ad affrontare l’ultima ondata di contagi. C’è da dire che qui i contagi sono contenuti, ma siamo in difficoltà perché c’è una disorganizzazione comune e quindi ne risente anche l’efficienza delle cure”.

Sull’esodo dei medici al nord: “Purtroppo qui al sud non abbiamo le stesse strutture del nord. Basti pensare che medici e operatori sanitari non hanno le misure di protezione per affrontare questa emergenza, quindi si stenta ad andare avanti. È da apprezzare il lavoro del Presidente della Regione che insieme all’opposizione sta cercando di individuare la soluzione ai tantissimi problemi da affrontare. I medici preferiscono andare fuori perchè si sentono più sicuri e più protetti “.

Sul creare un ospedale mobile: “Innanzitutto dobbiamo prima rendere efficienti i nostri ospedali fissi. In questa fase dobbiamo fronteggiare l’emergenza con le strutture che abbiamo. Pensare di fare una struttura mobile è al vaglio della Regione cosi come lo screening di massa. Pensate che arrivando pochissimi tamponi anche cercare di fare questo ci risulta difficile. La Calabria fa capire gli anni di disorganizzazione della sanità”.

Sulla chiusura delle strutture: “Le passate chiusure di strutture ospedaliere ci presentano territori isolati che non hanno appoggi sanitari. Il punto è quello di cercare di individuare strutture per garantire una certezza ai cittadini di poter rivolgersi in un punto. Oggi bisogna fronteggiare l’emergenza a partire da ciò che abbiamo. Con le misure di contenimento abbiamo ridotto il numero di positivi e queste ci fa vedere un po’ di luce alla fine del tunnel. Le strutture per gli anziani sono quelle più soggette anche perchè sono i più papabili ad essere contagiati, ecco perchè lo screening ci aiuterebbe ad isolare i positivi e preservare quelli che sono ancora sani”.

L’idea della nave ospedale del Sindaco di Gioia Tauro: “Si, ho sentito questa proposta di adeguare una nave come punto di assistenza. Noi abbiamo delle strutture in Calabria con validissimi medici, infermieri e operatori sanitari, ritengo che allestire una nave può essere una ottima idea, ma costa tanto in termini di tempi di costruzione. Qui non siamo in Lombardia che hanno costruito un ospedale in 10 giorni, ma abbiamo tempi molto più lenti per cui oggi l’emergenza è quella di adeguare le nostre strutture alla questione. Se pensiamo alla nave dobbiamo pensare anche che nel cosentino non abbiamo un centro Covid-19”.

Sul progetto database del Trentino: “È una buona iniziativa e proprio perché ci aiuterebbe a poter individuare chi è positivo o meno per poter isolare i malati e individuare chi è sano”.

Sullo sfogo della poltrona: “Si per me è cosi, si siede in poltrona solo chi si vuole riposare. Chi fa politica o chi rappresenta le istituzioni dovrebbe alzarsi dalle poltrone e cercare di affrontare i problemi. L’ho detto perché penso che in Calabria bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare, bisogna lavorare e dare ai cittadini una certezza che non sono lasciati soli e che siamo in grado di affrontare l’emergenza. Oggi ci sarà una riunione della Cittadella Regionale con il Presidente della Giunta Regionale, il Capo dipartimento della Sanità e il Commissario dell’ASP di Cosenza per delineare in maniera chiara le prossime mosse nell’individuare i punti Covid e per individuare una strategia per dare delle certezze ai nostri cittadini”.

Dido Lettieri a Radio Musica Television: “Le mie mascherine richieste da tutto il mondo”

Dido Lettieri si è contraddistinto per le sue buone azioni in questo periodo di crisi sanitaria regalando mascherine. Lo abbiamo ascoltato ai microfoni di Radio Muisca Television.

Sulle mascherine: “Ho regalato 15 mila mascherine. Ho una tappezzeria a Grosseto e quest’iniziativa è nata nel momento in cui servivano iniziative e non si trovavano da nessuna parte e quando ho visto che il prezzo di quelle poche in giro si aggirava introno ai 15 euro con mio figlio ho iniziato a farle per gli amici. Quando poi ho pubblicato questo su facebook ho iniziato ad avere richieste da ogni parte del mondo”.

La spedizione nel mondo: “C’era un corriere qui a Grosseto, al quale le davo già imbustate anche grazie all’aiuto di 40 sarte che non cucivano da anni e in casa hanno collaborando rispolverando le loro macchine da cucito e la produzione è quasi di 2000 mascherine al giorno. Ovviamente tutto questo è gratuito le persone che le richiedono pagano solo la spedizione”.

Le sensazioni: “Ovviamente mi sento soddisfatto, contento, questa è una missione e oggi come oggi ho finito elastico, tessuto e tutto, non ho più nulla però ho fatto il mio massimo. Attraverso il mio tutorial che è stato tradotto in tutte le lingue ho esortato le persone a farle da soli se si avevano i materiali a disposizione. La mia mascherina non sarà utile per gli interventi chirurgici, però sicuramente migliori di tante altre viste in circolazione”.

Sull’autorizzazione: “Per fare una mascherina bisogna avere un luogo sterile e inoltre questa non viene toccata da nessuna persona. Il processo è molto più complesso, quindi non penso proprio a richiedere qualche certificazione. È praticamente impossibile avere la certificazione a meno che non si abbia un laboratorio che produce materiali sanitari. Per questo sono gratuite e nessuno può vietarmi di regalarle”.

Sulla produzione futura: “Ieri ho finito tutti i materiali e quindi essendomi rimaste solo 2000 mascherine, quando tutto finisce chiudo la serranda e sarò contento di aver dato il mio contributo. Quando mi arrivano messaggi positivi sono contento ed è una grande soddisfazione”.

Francesco Scudieri a Radio Musica Television: “Qui in Spagna la situazione è grave, De Luca è una star”

La situazione in Spagna: “La situazione in Spagna è abbastanza grave. Dopo l’Italia siamo il secondo paese con più casi di Covid-19. In questa settimana siamo in una situazione abbastanza stabile in merito ai positivi, ma la situazione più tragica riguarda il numero dei morti che si aggirano sui 700/800. Viaggiamo con un pò di ritardo rispetto all’Italia”.

Le restrizioni spagnole: “Sono come quelle italiane. Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Sanchez ha prolungato la quarantena fino all’11 Aprile per tutti. Io mi reputo una persona fortunata e riesco a lavorare a casa grazie allo smart-working, dato che la mia azienda è una e-commerce online e quindi continuo a lavorare tranquillamente anche se la mole di lavoro è diminuita”.

La situazione economica: “Io penso che la situazione in Spagna sia leggermente diversa. Sicuramente l’economia spagnola risentirà di questa crisi, ma c’è un organizzazione migliore delle cose e forse l’immagine che i media danno è più tragica e catastrofica rispetto alla realtà. La situazione sicuramente è grave, ma si sta reagendo molto bene. Madrid essendo la capitale ha le migliori strutture, i migliori ospedali, ma anche più casi”.

La differenza tra Spagna e Germania: “A livello economico la Spagna è molto più simile all’Italia sul piano di costi di vita e di retribuzioni rispetto alla Germania. La qualità della vita a Madrid è molto alta e questo fa la differenza. La Germania è un ottimo posto per vivere per i nuclei familiari, perché l’assistenza sanitaria è ottima e si guadagna bene”.

La situazione Italia-Europa vista dall’estero: “È una situazione abbastanza complicata. La mia visione in merito agli aiuti della comunità europea è simile a quella italiana, perché secondo me in questo momento di difficoltà bisogna mostrare l’unione tra i paesi. Purtroppo in questo momento non ci si sta comportando bene perché non si è Comunità Europea solo quando bisogna pagare i debiti”.

Sui dipendenti degli altri stati:”Al momento misure restrittive sui dipendenti non ce ne sono nonostante la nostra azienda operi su 26 nazioni. Il problema riguarda la durata della pandemia, perchè se dovesse durare sei mesi allora si potrebbero avere dei problemi, ma per il momento si va avanti uniti”.

Come passare il tempo in quarantena:”Cerco oltre al lavoro di fare un po’ di allenamento in caso perchè mi faccio essere in forma, poi sto sperimentando diverse ricette, quindi mi sto dilettando ai fornelli perchè in questo periodo siamo tutti un po’ chef. Anche in Spagna il lievito e la farina vanno a ruba, così come la carta igienica e gli alcolici e questo non è il massimo”.

Opinioni su De Luca:”Dopo le sue dichiarazioni qui De Luca è diventato una star. Al di la dei modi che a mio parere sono studiati anche per avere un po’ più di notorietà, ma tutto sommato fa bene a mantenere la massima allerta, anche perchè sappiamo come siamo noi campani”.

Luigi Rovetto, fondatore MEI a Radio Musica Television: “La ripresa la vedo triste, secondo il mio programma i politici guadagnerebbero molto di meno”

Luigi Rovetto, il fondatore del Movimento Economico Italiano, è intervenuto ai microfono di Radio Musica Television e abbiamo parlato sui vari scenari della ripresa economica italiana post pandemia.

Il Movimento economico italiano:”La Nascita del Movimento economico italiano è avvenuta in seguito alle necessità economiche del paese. Tutti dicevano sempre le stesse cose senza realizzare nulla, e allora con un mio compagno ebbi l’idea di scrivere un intero programma che si basa sulle condizioni di vita, sulle promesse irrealizzate e su tutto ciò che si diceva sulla vita economica del paese.

Lo stipendio dei politici secondo il programma:”I politici purtroppo lasciano molto a desiderare. Parlano tanto e non dicono niente, hanno un loro modo particolare di esporre le proprie idee. Il politico come stipendio doveva partire da una paga iniziale e in base al merito prendere una percentuale in più e ovviamente raggiungere Roma con i mezzi pubblici o con le auto a proprie spese”.

La situazione post virus:”La previsione è triste. Quello che lo Stato dovrebbe fare e mettere denaro sul mercato, ma il denaro dovrebbe essere erogato in maniera sicura attraverso un finanziamento che passa attraverso le banche direttamente sul conto della persona. Per controllare che questo denaro sia speso bene, basterebbe tracciare i pagamenti fatti come vale per il bancomat. Se non si mette in atto tutto il programma, il risultato è fasullo. Infatti li è prevista la tassa unificata sul 35% dell’utile netto ed evitare tutti gli altri tipi di tassazioni. Per il commerciante questo rappresenterebbe una ripresa molto rapida”.