Massimo Costantino a Radio Musica Television: “Situazione atipica e mai affrontata, i calciatori hanno bisogno di tempo per riprendersi”.

La pandemia di Coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo, ha inevitabilmente colpito anche il mondo del calcio. Della situazione sulle serie minori e sulla condizione dei calciatori ne abbiamo parlato con il mister Massimo Costantino, che a inizio stagione sedeva sulla panchina del Messina.

La Serie C e D ai tempi del Covid-19:”In questi ultimi anni si è migliorati tanto, perchè si è riusciti a portare queste categorie ad un buon livello. Le problematiche rimangono per la Serie D, perchè mentre per la Serie C ci si parla e quindi tutti sono tutelati, invece tra i dilettanti non si parla di accordi e tutti sanno che la differenza tra C e D riguarda l’aspetto contrattuale. La tutela contrattuale in D è più complessa e tutti quei ragazzi che vivono di questo e giocano in questa categoria non hanno certezze e avranno moltissime difficoltà”.

Rischio estinzione delle squadre:”Al momento non è facile capire se come e quando si potrà riprendere, ma è anche vero che in questo momento gran parte delle società di Serie C e D vogliono che il campionato termini. Questo ci deve far pensare, perchè più passa il tempo e più sembra che le società ne vogliano approfittare, nel senso che purtroppo non si può giocare. C’è chi lavora in merito però credo che ci sia qualcuno che voglia cogliere l’occasione per risparmiare qualche soldino”.

Le difficoltà di un imprenditore sportivo:”Il fattore economico si ricollega al fattore sportivo, perchè per avere delle squadre sane bisogna avere anche alla base una società sana e solida. È normale che se un imprenditore ha problemi con la propria azienda pensi per primo a questa, altrimenti non ci potrebbe essere la società sportiva correlata. Credo però che se dovessero continuare i campionati sarebbe ancora peggio, perchè aumenterebbero sempre di più le spese. C’è da capire gli imprenditori, ma bisogna capire anche le singole famiglie di calciatori e addetti ai lavori che hanno le stesse difficoltà”.

Sulla preparazione ai tempi del Coronavirus:”Intanto ci troviamo davanti ad una situazione mai verificata, di conseguenza non ci sono protocolli e regole. Già nel momento in cui una squadra affronta una preparazione atletica nei successivi 30/40 giorni non riesce ad avere una condizione ottimale ed essere performante e, il top si raggiunge dopo 4/5 partite di campionato. Ora la situazione prevede un rientro in campo non prima di fine Maggio e i calciatori hanno bisogno di almeno 3 settimane per rientrare in una condizione discreta. Non vedremo sicuramente partite di altissimo livello sulla performance fisica, sia in Serie C che nelle serie maggiori come la Serie A. I calciatori prima di 15/20 giorni non torneranno ad allenarsi e, al ritorno nonostante il lavoro fatto a casa, bisognerà avere tempo per riprendersi”.

Su promozioni e retrocessioni:”Questa situazione è ancora più difficile. Ad oggi ognuno parla in base ai propri interessi, ho sentito parlare di mini-tornei, ma sarebbe un’assurdità per squadre come il Benevento, il Monza e la Reggina che hanno ammazzato il campionato. Penso che in questo momento chiunque debba decidere avrà delle difficoltà, ma come si può scegliere chi far retrocedere in questo momento con i distacchi tra le squadre di 1/2 punti. se ciò dovesse accadere penso che ci sarà una mini-riforma dei campionati. Altrimenti sarà difficile iniziare la prossima stagione per via dei tanti ricorsi che ci sarebbero”.

La quarantena del mister Costantino:”Ho organizzato le mie giornate dividendo un po’ l’ambiente di lavoro e l’ambiente di relax. In una stanza entro solo per guardare le partite ed avere una distrazione è importante altrimenti sarebbe insostenibile stare in casa tutto questo tempo”.

Dario Hubner a Radio Musica Television: “Bisogna risolvere prima questa pandemia e poi ripensare al calcio, a Brescia gli anni più belli”.

È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television Dario Hubner, allenatore italiano e ex attaccante di Brescia, Cesena e Piacenza.

Mi chiamavano Tatanka, la biografia di Hubner: “Credo sia bello perché è una storia semplice, dove racconto di quando ero piccolo e giocavo nel piazzale sotto casa con gli amici e racconto la mia storia dall’inizio nei dilettanti fino ad arrivare in Serie A. Ci sono tante cose semplici ma belle e gli amici che lo hanno letto mi hanno detto che appassiona cosi tanto che si legge molto velocemente. È una storia che qualunque persona può ripercorrere”

Il calcio ai tempi del Covid-19: “Io credo che il problema del calcio non sussiste, mi sfiora appena. Se penso al calcio, mi vengono in mente ai calciatori della serie minori che sono in difficoltà perché non hanno stipendi milionari, per cui un calciatore di Serie C senza stipendio fa fatica e ci sono anche tante spese. Se al Calciatore di Serie A non danno lo stipendio per un paio di mesi può sopravvivere. Al momento però è più importante la salute e quindi il calcio sinceramente non mi sfiora minimamente, poi quando la questione si risolverà allora potremo ricominciare a parlare di calcio”.

Sul fondo di solidarietà per i calciatori di Serie C e D: “Sarebbe una situazione positiva. I calciatori di Serie A e B vivono un livello superiore, Serie C e D vivono una situazione più complessa perché senza stipendio non credo riescano ad avere delle basi economiche solide. Quelli che stanno meglio dovrebbero e potrebbero aiutare quelli in difficoltà”.

Sulla ripresa atletica dei giocatori:”Sicuramente la ripresa sarebbe un problema, ma io penso che al momento il calcio bisognerebbe metterlo da parte. Poi quando sarà il momento si vedrà cosa si puo’ fare meglio, ma è sicuro che tutte le squadre partiranno allo stesso livello dal punto di vista fisico. Al momento non penso al calcio e quindi non me ne sento di parlarne; una volta sistemata la salute poi si può pensare al resto”.

La tutela dei calciatori: “Penso che quando si tornerà a giocare, ci saranno tutte le garanzie, sarebbe da pazzi giocare senza queste. Non ci sono solo gli 11 giocatori per squadra in campo, ma ci sono anche gli arbitri, lo stadio, i magazzinieri, i massaggiatori, i dirigenti e tante altre persone. Sicuramente ci sono persone che studieranno il modo per non far rischiare nulla a chi è allo stadio”.

I ricordi al Brescia: “A Brescia ho giocato 4 anni che considero belli. Ho conosciuto grandissime persone, schiette, umili, chiare per cui il bresciano è una bella persona, perché è istintivo però è una persona onesta. Ho sempre avuto buonissimi rapporti con tutti e devo dire che il Brescia è una cosa speciale per me”.

Hubner post calcio giocato: “Io ho sempre vissuto la mia vita in maniera tranquilla e non sono cambiato rispetto all’epoca. I miei punti di vista sono intatti, lo considero un pregio, ma potrebbe essere anche un difetto. Vedo attaccanti che hanno fatto un decimo dei miei gol e sono rimasti in questo mondo. Se fossi stato più furbo avrei avuto oggi qualche incarico, ma sono felice cosi, per cui sono contento che la gente mi apprezzi per quello che ho fatto in campo”.

Quanto è mancato per il grande salto: ” Io sono stato un attaccante di provincia e ho fatto tanti gol perché la squadra giocava per me. Quando vai nelle grandi squadre incontri tanti campioni e spesso ognuno pensa per se quindi non so se in una grande squadra avessi fatto gli stessi gol. Quando guardo indietro sono molto contento di quello che ho fatto, a 20 anni giocavo in prima categoria, a 30 anni giocavo in Serie A e quindi devo essere solo felice del percorso che ho fatto”.

Antonio Del Giudice, Sindaco di Striano, a Radio Musica Television: “Abbiamo creato il Centro Unico di Raccolta per aiutare i nostri cittadini, purtroppo ci manca un Governo con gli attributi”.

Continua il nostro giro d’Italia per scoprire come la penisola vive in periodo di Coronavirus. Oggi è intervenuto ai nostri microfoni il Sindaco di Striano Antonio Del Giudice.

La disinformazione:”Io credo che l’informazione in questa situazione è fondamentale. Noi a Striano abbiamo anticipato un po’ i tempi, abbiamo chiuse le scuole il 19 Febbraio, abbiamo chiuso i mercati rionali e di fare tanta prevenzione dandoci ragione. Noi come Comune abbiamo chiuso i punti di maggiore contagio. Il problema è che la disinformazione ha fatto si che la gente uscisse senza precauzioni e senza utilizzare accortezze verso i propri familiari. Visto che non avevamo informazioni noi ci siamo rivolti a persone che hanno vissuto la situazione ad Hong Kong ed abbiamo utilizzato le loro misure di precauzione. La nostra informazione e la precauzione ci ha dato ragione perchè noi avevamo 3 casi sul nostro territorio, di cui uno guarito e due in fase di guarigione. Noi dobbiamo capire che il virus si trasmette tra persone quindi meno si esce e meno ci sono rischi di contagio. La nostra ordinanza è stata rispettata anche grazie al grande lavoro delle forze dell’ordine e della Protezione Civile. Abbiamo cercato di creare una macchina perfetta anche con i nostri medici di base, che sono 6, in modo tale da poter curare le persone in casa ed evitare qualunque tipo di assembramento”.

Sull’emergenza alimentare:”Un altro problema da qualche giorno e che ci sono cittadini che non hanno la possibilità di mettere il piatto a tavola. Per questo abbiamo creato il CUR, centro unico di raccolta, dove stiamo distribuendo pacchi alimentare che la gente ci consegna e quindi stiamo cercando di sopperire a questa emergenza. Anche questo è stato preso da modello nei comuni limitrofi e anche fuori regione”.

Sui voucher:”Ieri in Giunta abbiamo deliberato su come distribuire questi soldi, abbiamo messo in moto la nostra macchina dei servizi sociali anche dettando quali sono i criteri da rispettare. Noi abbiamo percepito 80.600 euro, abbiamo creato voucher di 25 euro e in base al nucleo familiare saranno distribuiti. Tutto questo sarà controllato dal Servizio Affari Generali. Sul nostro territorio abbiamo fatto una convenzione con le nostre attività commerciali in modo che questi soldi rimangano sul nostro territorio, anche perchè i nostri commercianti hanno fatto tanta beneficenza”.

Sul Governo:”I Sindaci e le amministrazioni sono stati lasciati da soli, senza alcun supporto da parte del Governo. Se chi ci comanda avesse avuto gli attributi avrebbero deciso loro le linee guida per capire a chi spettassero i voucher e poi tutto sommato non hanno fatto che anticipare dei soldi che ci sarebbero spettati tra qualche settimana”.

“Noi come Giunta volevamo fare dei bonifici ai bisognosi, ma non abbiamo potuto farli perchè lo Stato ha parlato solo di buoni spesa e quindi nella fase di controllo si perde davvero tanto tempo. Il nostro problema è come risanare i nostri bilanci, noi non sappiamo da dove prendere soldi. Non abbiamo un Governo che ci sa gestire e che sa prendere decisioni, siamo stati mandati alla deriva”.

Sulla lettera di Berlusoni e la ripresa:”Noi abbiamo bisogno di un Governo che ci dia delle linee guida immediate, abbiamo bisogno di far ripartire le nostre attività commerciali. Pensiamo in positivo e che questa pandemia finisca presto, ma le assicuro che tra 20 giorni raccoglieremo tanti morti, ma non di Coronavirus ma le attività commerciali che non potranno più riaprire, questo è il vero dramma”.

On.Graziano Di Natale a Radio Musica Television:”I medici vanno al nord perchè si sentono più protetti, qui in Calabria si è troppo legati alle poltrone”.

Alla puntata del 3 aprile 2020 di Magazine: Musica e Notizie, è intervenuto l’on. Graziano Di Natale, consigliere regionale della Calabria, intervistato da Luca Capacchione e Gaetano Risi.

Sulla sanità: “In Calabria la situazione è drammatica, sia perché la situazione in generale non è pronta ad affrontale tale emergenza, sia perché non ci sono le strutture quindi abbiamo avuto molti disagi ad affrontare l’ultima ondata di contagi. C’è da dire che qui i contagi sono contenuti, ma siamo in difficoltà perché c’è una disorganizzazione comune e quindi ne risente anche l’efficienza delle cure”.

Sull’esodo dei medici al nord: “Purtroppo qui al sud non abbiamo le stesse strutture del nord. Basti pensare che medici e operatori sanitari non hanno le misure di protezione per affrontare questa emergenza, quindi si stenta ad andare avanti. È da apprezzare il lavoro del Presidente della Regione che insieme all’opposizione sta cercando di individuare la soluzione ai tantissimi problemi da affrontare. I medici preferiscono andare fuori perchè si sentono più sicuri e più protetti “.

Sul creare un ospedale mobile: “Innanzitutto dobbiamo prima rendere efficienti i nostri ospedali fissi. In questa fase dobbiamo fronteggiare l’emergenza con le strutture che abbiamo. Pensare di fare una struttura mobile è al vaglio della Regione cosi come lo screening di massa. Pensate che arrivando pochissimi tamponi anche cercare di fare questo ci risulta difficile. La Calabria fa capire gli anni di disorganizzazione della sanità”.

Sulla chiusura delle strutture: “Le passate chiusure di strutture ospedaliere ci presentano territori isolati che non hanno appoggi sanitari. Il punto è quello di cercare di individuare strutture per garantire una certezza ai cittadini di poter rivolgersi in un punto. Oggi bisogna fronteggiare l’emergenza a partire da ciò che abbiamo. Con le misure di contenimento abbiamo ridotto il numero di positivi e queste ci fa vedere un po’ di luce alla fine del tunnel. Le strutture per gli anziani sono quelle più soggette anche perchè sono i più papabili ad essere contagiati, ecco perchè lo screening ci aiuterebbe ad isolare i positivi e preservare quelli che sono ancora sani”.

L’idea della nave ospedale del Sindaco di Gioia Tauro: “Si, ho sentito questa proposta di adeguare una nave come punto di assistenza. Noi abbiamo delle strutture in Calabria con validissimi medici, infermieri e operatori sanitari, ritengo che allestire una nave può essere una ottima idea, ma costa tanto in termini di tempi di costruzione. Qui non siamo in Lombardia che hanno costruito un ospedale in 10 giorni, ma abbiamo tempi molto più lenti per cui oggi l’emergenza è quella di adeguare le nostre strutture alla questione. Se pensiamo alla nave dobbiamo pensare anche che nel cosentino non abbiamo un centro Covid-19”.

Sul progetto database del Trentino: “È una buona iniziativa e proprio perché ci aiuterebbe a poter individuare chi è positivo o meno per poter isolare i malati e individuare chi è sano”.

Sullo sfogo della poltrona: “Si per me è cosi, si siede in poltrona solo chi si vuole riposare. Chi fa politica o chi rappresenta le istituzioni dovrebbe alzarsi dalle poltrone e cercare di affrontare i problemi. L’ho detto perché penso che in Calabria bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare, bisogna lavorare e dare ai cittadini una certezza che non sono lasciati soli e che siamo in grado di affrontare l’emergenza. Oggi ci sarà una riunione della Cittadella Regionale con il Presidente della Giunta Regionale, il Capo dipartimento della Sanità e il Commissario dell’ASP di Cosenza per delineare in maniera chiara le prossime mosse nell’individuare i punti Covid e per individuare una strategia per dare delle certezze ai nostri cittadini”.

Dido Lettieri a Radio Musica Television: “Le mie mascherine richieste da tutto il mondo”

Dido Lettieri si è contraddistinto per le sue buone azioni in questo periodo di crisi sanitaria regalando mascherine. Lo abbiamo ascoltato ai microfoni di Radio Muisca Television.

Sulle mascherine: “Ho regalato 15 mila mascherine. Ho una tappezzeria a Grosseto e quest’iniziativa è nata nel momento in cui servivano iniziative e non si trovavano da nessuna parte e quando ho visto che il prezzo di quelle poche in giro si aggirava introno ai 15 euro con mio figlio ho iniziato a farle per gli amici. Quando poi ho pubblicato questo su facebook ho iniziato ad avere richieste da ogni parte del mondo”.

La spedizione nel mondo: “C’era un corriere qui a Grosseto, al quale le davo già imbustate anche grazie all’aiuto di 40 sarte che non cucivano da anni e in casa hanno collaborando rispolverando le loro macchine da cucito e la produzione è quasi di 2000 mascherine al giorno. Ovviamente tutto questo è gratuito le persone che le richiedono pagano solo la spedizione”.

Le sensazioni: “Ovviamente mi sento soddisfatto, contento, questa è una missione e oggi come oggi ho finito elastico, tessuto e tutto, non ho più nulla però ho fatto il mio massimo. Attraverso il mio tutorial che è stato tradotto in tutte le lingue ho esortato le persone a farle da soli se si avevano i materiali a disposizione. La mia mascherina non sarà utile per gli interventi chirurgici, però sicuramente migliori di tante altre viste in circolazione”.

Sull’autorizzazione: “Per fare una mascherina bisogna avere un luogo sterile e inoltre questa non viene toccata da nessuna persona. Il processo è molto più complesso, quindi non penso proprio a richiedere qualche certificazione. È praticamente impossibile avere la certificazione a meno che non si abbia un laboratorio che produce materiali sanitari. Per questo sono gratuite e nessuno può vietarmi di regalarle”.

Sulla produzione futura: “Ieri ho finito tutti i materiali e quindi essendomi rimaste solo 2000 mascherine, quando tutto finisce chiudo la serranda e sarò contento di aver dato il mio contributo. Quando mi arrivano messaggi positivi sono contento ed è una grande soddisfazione”.

Francesco Scudieri a Radio Musica Television: “Qui in Spagna la situazione è grave, De Luca è una star”

La situazione in Spagna: “La situazione in Spagna è abbastanza grave. Dopo l’Italia siamo il secondo paese con più casi di Covid-19. In questa settimana siamo in una situazione abbastanza stabile in merito ai positivi, ma la situazione più tragica riguarda il numero dei morti che si aggirano sui 700/800. Viaggiamo con un pò di ritardo rispetto all’Italia”.

Le restrizioni spagnole: “Sono come quelle italiane. Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Sanchez ha prolungato la quarantena fino all’11 Aprile per tutti. Io mi reputo una persona fortunata e riesco a lavorare a casa grazie allo smart-working, dato che la mia azienda è una e-commerce online e quindi continuo a lavorare tranquillamente anche se la mole di lavoro è diminuita”.

La situazione economica: “Io penso che la situazione in Spagna sia leggermente diversa. Sicuramente l’economia spagnola risentirà di questa crisi, ma c’è un organizzazione migliore delle cose e forse l’immagine che i media danno è più tragica e catastrofica rispetto alla realtà. La situazione sicuramente è grave, ma si sta reagendo molto bene. Madrid essendo la capitale ha le migliori strutture, i migliori ospedali, ma anche più casi”.

La differenza tra Spagna e Germania: “A livello economico la Spagna è molto più simile all’Italia sul piano di costi di vita e di retribuzioni rispetto alla Germania. La qualità della vita a Madrid è molto alta e questo fa la differenza. La Germania è un ottimo posto per vivere per i nuclei familiari, perché l’assistenza sanitaria è ottima e si guadagna bene”.

La situazione Italia-Europa vista dall’estero: “È una situazione abbastanza complicata. La mia visione in merito agli aiuti della comunità europea è simile a quella italiana, perché secondo me in questo momento di difficoltà bisogna mostrare l’unione tra i paesi. Purtroppo in questo momento non ci si sta comportando bene perché non si è Comunità Europea solo quando bisogna pagare i debiti”.

Sui dipendenti degli altri stati:”Al momento misure restrittive sui dipendenti non ce ne sono nonostante la nostra azienda operi su 26 nazioni. Il problema riguarda la durata della pandemia, perchè se dovesse durare sei mesi allora si potrebbero avere dei problemi, ma per il momento si va avanti uniti”.

Come passare il tempo in quarantena:”Cerco oltre al lavoro di fare un po’ di allenamento in caso perchè mi faccio essere in forma, poi sto sperimentando diverse ricette, quindi mi sto dilettando ai fornelli perchè in questo periodo siamo tutti un po’ chef. Anche in Spagna il lievito e la farina vanno a ruba, così come la carta igienica e gli alcolici e questo non è il massimo”.

Opinioni su De Luca:”Dopo le sue dichiarazioni qui De Luca è diventato una star. Al di la dei modi che a mio parere sono studiati anche per avere un po’ più di notorietà, ma tutto sommato fa bene a mantenere la massima allerta, anche perchè sappiamo come siamo noi campani”.

Luigi Rovetto, fondatore MEI a Radio Musica Television: “La ripresa la vedo triste, secondo il mio programma i politici guadagnerebbero molto di meno”

Luigi Rovetto, il fondatore del Movimento Economico Italiano, è intervenuto ai microfono di Radio Musica Television e abbiamo parlato sui vari scenari della ripresa economica italiana post pandemia.

Il Movimento economico italiano:”La Nascita del Movimento economico italiano è avvenuta in seguito alle necessità economiche del paese. Tutti dicevano sempre le stesse cose senza realizzare nulla, e allora con un mio compagno ebbi l’idea di scrivere un intero programma che si basa sulle condizioni di vita, sulle promesse irrealizzate e su tutto ciò che si diceva sulla vita economica del paese.

Lo stipendio dei politici secondo il programma:”I politici purtroppo lasciano molto a desiderare. Parlano tanto e non dicono niente, hanno un loro modo particolare di esporre le proprie idee. Il politico come stipendio doveva partire da una paga iniziale e in base al merito prendere una percentuale in più e ovviamente raggiungere Roma con i mezzi pubblici o con le auto a proprie spese”.

La situazione post virus:”La previsione è triste. Quello che lo Stato dovrebbe fare e mettere denaro sul mercato, ma il denaro dovrebbe essere erogato in maniera sicura attraverso un finanziamento che passa attraverso le banche direttamente sul conto della persona. Per controllare che questo denaro sia speso bene, basterebbe tracciare i pagamenti fatti come vale per il bancomat. Se non si mette in atto tutto il programma, il risultato è fasullo. Infatti li è prevista la tassa unificata sul 35% dell’utile netto ed evitare tutti gli altri tipi di tassazioni. Per il commerciante questo rappresenterebbe una ripresa molto rapida”.