Durante il programma “Magazine: Musica e Notizie” in onda su Radio Musica Television è intervenuto il sindaco di Locri Giovanni Calabrese per dibattere sui temi più caldi del momento, ecco quanto emerso:

Sulla riapertura dei lidi: “Siamo molto preoccupati a tal riguardo, anche in caso di riapertura ogni stabilimento vedrà una riduzione degli ombrelloni di almeno il 60%, sarà dura andare avanti”.

Sulla gestione dell’emergenza: “Fortunatamente a Locri abbiamo avuto solo 10 casi, di cui solo 2 in ospedale e gli altri in isolamento domiciliare. I cittadini stanno rispettando in maniera molto rigorosa i provvedimenti del governo nazionale e regionale. Per quanto riguarda i voucher e buoni spesa, noi li abbiamo già distribuiti al 70% degli aventi diritto e da oggi è in distribuzione il restante 30% proveniente dai fondi della protezione civile. Stiamo guardando con curiosità e preoccupazione a ciò che accadrà il 4 maggio, speriamo che soprattutto l’edilizia pubblica e privata venga sbloccata perché qui in città abbiamo 7-8 cantieri bloccati”

Sulla riapertura degli asili estivi: “Da quel che si dice, i minori dovrebbero non essere interessati al contagio quindi con le dovute precauzioni si potrebbe pensare anche di riaprire questi punti di ritrovo per i nostri bambini che, non dimentichiamo, sono probabilmente i più colpiti da questo periodo forzato di reclusione in casa”.

Sulla situazione della sanità in Calabria: “Nella mia regione ed in particolare nella mia zona la situazione sanitaria è molto critica, abbiamo un ospedale fermo da diversi anni nonostante tutte le sollecitazioni fatte a chi di dovere; le persone sottoposte a tampone sono state molto poche, si è deciso di non attivare il laboratorio a Locri quindi tutti i test vanno inviato a Reggio Calabria e per una riposta si attendono anche 4/5 giorni. Per ripartire il 4 maggio ci sarà bisogno di un impegno molto maggiore per controllare le persone che si dovranno recare sul posto di lavoro, capisco che a parole sia molto facile, ma è innegabile che la situazione sia stata gestita in maniera confusionale dal governo con continui dietrofront e modifiche ai provvedimenti presi. Quello che oggi noi sindaci chiediamo è la chiarezza, disposizioni certe da riportare ai nostri cittadini, cose che oggi ancora non ci sono. Molto dipenderà anche dalla coscienza civile di ogni persona, difficilmente potremmo tornare alla nostra normale vita a breve”.

Sul post-covid a Locri: “Siamo molto preoccupati anche per quanto riguarda il ritorno a scuola dei nostri ragazzi, deve essere garantito loro di potersi sedere tra i banchi in totale sicurezza, non possiamo pensare solo ai problemi immediati ma anche a quelli futuri. Cambierà anche la concezione del palazzo municipale, prima punto di riferimento per i cittadini che sapevano di potersi rivolgere lì per qualsiasi cosa, ora invece con queste nuove tecnologie ci sarà uno stravolgimento anche in questo genere di rapporti”.

Sulla questione anziani: “Dobbiamo essere in grado di garantire a questa categoria di poter ritornare alla loro vita, leggo che probabilmente saranno quelli che dovranno restar in casa più tempo, non dimentichiamoci che sono anche quelli che hanno più patologie e che hanno bisogno di assistenza domiciliare, assistenza che stiamo cercando di garantire ma ovviamente molti operatori non si fidano a recarsi in quelle abitazioni perché non siamo in grado di garantirgli i presidi sanitari di cui hanno bisogno. Ad oggi qui dei soldi di cui parla il governo non è arrivato nulla, le risorse sono in esaurimento

Sugli aiuti economici alle famiglie: “Di media, ai trecento aventi diritto del comune, sono stati distribuiti buoni sposi per un valore di 220€, parliamo veramente di poca roba, nemmeno venti giorni di sostentamento. Per chi ha lavori precari, gente che viene pagata alla giornata, siamo veramente allo stremo delle forze, alla fame, speravamo in questa cassa integrazione ma evidentemente non ha funzionato. Temo che siano stati spesi parecchi miliardi ma che non si stiano trovando soluzioni strutturali, dare 220€ di buono spesa ad una famiglia è quasi un’elemosina, c’è un problema sociale in Italia che al momento viene sottovalutato”.