La Camera dei Deputati ha votato in nottata la fiducia al Governo, con 298 voti favorevoli, 142 contrari e 2 astenuti, sul Decreto Cura Italia (D.L. 17/3/2020, n. 18) circa le misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 (quantificate complessivamente in 25 miliari di euro). La scelta di porre la fiducia, già adottata anche in Senato, è stata motivata dal Governo dalla necessità di velocizzare l’iter di approvazione, alla luce del mancato accordo tra maggioranza e opposizioni su eventuali modifiche da apportare al testo originario.

Tra le misure previste dal Decreto rientrano il potenziamento del Sistema Sanitario nazionale (20.000 nuove assunzioni, aumento fondo per gli straordinari, aumento posti letto disponibili in terapia intensiva, utilizzo di personale e mezzi delle strutture sanitarie private). Prevista la sospensione dei mutui. Sospesi i versamenti fiscali e contributivi per piccole imprese, professionisti ed autonomi, con un potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia delle PMI di 1,5 miliardi. Bonus saranno concessi ai babysitter, mentre saranno confermati e rinnovati quelli per i lavoratori autonomi. Per i dipendenti dei settori produttivi sarà invece derogata la cassa integrazione. Ulteriori risorse saranno destinate al Fondo nazionale per l’Innovazione Digitale e la Didattica al fine di potenziare (o creare, laddove carenti) piattaforme, dispositivi e strumenti digitali negli istituti scolastici da destinare alla didattica a distanza. Previsto inoltre un incremento superiore ai 100 milioni di euro per gli straordinari delle Forze dell’Ordine.

La giornata odierna si presenta intensa di attività: saranno esaminati i 342 ordini del giorno, presentati in maggior parte dalle opposizioni (grande attenzione su uno riguardante l’utilizzo per l’emergenza dovuta al Covid-19 del tanto dibattuto Mes), e solo in un secondo momento sarà possibile il voto finale che convertirà in legge il Decreto.