È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television l’avvocato penalista Lorenzo Gatto con il quale abbiamo parlato dell’influenza del Covid-19 all’interno del sistema giuridico. Ecco quanto emerso:

Novità dalle carceri: “È dall’altro ieri che mi chiamano tutti e credo che si sia creato un falso allarmismo visto che questa notizia delle scarcerazioni ha scatenato l’opinione pubblica e politica. Per fare chiarezza bisogna partire da una circolare del 21 Marzo, dove è stata fatta una comunicazione per conoscere la condizione di salute di tutti i detenuti e prendere provvedimenti per quelli di una certa età o in condizioni di salute non ottimali. Tra i segnalati vi è anche un mio assistito ed è trapelata la fake news che fosse pronto ad essere scagionato. Sono una persona schietta e ammetto che non mi è piaciuto l’atteggiamento utilizzato da giornali che hanno diffuso queste notizie, perché ciò ha creato pressione sui magistrati che avrebbero dovuto prendere la decisione. Questo può portare chi decide a cambiare la propria decisione visto il clamore causato all’esterno”.

“Viviamo in una situazione complicata e ci sono stati diversi casi di positività al Covid-19 all’interno delle carceri. Se questa infezione dovesse diffondersi e colpire anche agenti penitenziari sarebbe un vero disastro. Il detenuto deve essere trattato alla stessa maniera dei pazienti infetti dal virus”.

L’avvocato continua parlando delle misure mai prese prendendo in considerazione anche il caso di un suo assistito: “La magistratura però ha preso lo stesso delle decisioni in merito alla causa del detenuto. Diversi detenuti con gravi reati sono usciti a causa delle loro condizioni di salute molto difficili, ma ciò non significa che siano liberi e non controllati, anzi il controllo è maggiore. In Europa ci sono state le scarcerazioni di detenuti con pene inferiori a 5 anni, in Italia ne sono usciti pochissimi perché per i magistrati sussistevano ancora problemi legati alla sicurezza sociali e non li hanno scarcerati”.

“Nelle carceri ci sono detenuti che vengono ritenuti molto pericolosi al punto che nonostante l’età avanzata, facendo il caso del mio assistito, e condizioni di salute in peggioramento vengono mantenuto lo stesso in prigione, così come ci sono stati casi di detenuti con tumori che sono stati curati e operati all’interno di ospedali militarizzati”.

Infine esprime la sua opinione in merito alla diffusione mediatica della notizia: “La notizia viene riportata, anche se non in prima pagina, da tutte le testata e a mio parere questo è stato fatto per evitare che questi detenuti potessero uscire. Io sono pronto al confronto con chiunque in merito a questa questione”.