È intervenuta ai microfoni di Radio Musica Television Silvia Piani, Assessore alle politiche per la famiglia e genitorialità e pari opportunità della Lombardia. Ecco quanto emerso:

Contributi alle famiglie: ” Abbiamo fatto un pacchetto di riforme chiamato Pacchetto Famiglia, dove vi sono due linee di intervento, una riguarda un contributo di 500 euro sulla rata del mutuo della prima casa, l’altra riguarda un contributo fino a 500 euro destinati all’acquisto di strumenti per la didattica a distanza. Si potrà scegliere solo una delle due offerte e le domande potranno essere fatte dalle 12 del 4 Maggio alle 12 dell’11 Maggio. Per poter fare domanda è necessario dimostrare che il richiedente abbia subito una diminuzione del reddito dovuta all’emergenza sanitaria. Al momento abbiamo stanziato 16,5 milioni, avrei voluto metterne di più e non mi escludo di poterlo fare. L’obiettivo è quello di raccogliere le domande, cercare di soddisfare quante più richieste è possibile, la mia idea è eventualmente di andare a rifinanziare il progetto magari ampliando l’accesso, ovviamente basandoci sulle risorse che avremo a disposizione”.

Per i bambini che si affacciano al mondo della scuola: “Quella è una scelta ministeriale, al momento la scuola di ogni ordine e grado difficilmente riprenderà. Mandare bambini alla scuola materna o al nido significherebbe avere l’impossibilità di rispettare le regole del distanziamento sociale. Sebbene il virus ha un impatto minimo sui bambini, questi possono trasformarsi nel veicolo dello stesso virus che potrebbe contagiare altri membri della famiglia. Noi come Regione possiamo essere più stringenti, ma la scelta finale spetta al Ministero. Al momento è ancora prematuro parlare di questa questione”.

“Un altro problema potrebbe riguardare quei genitori che restano a casa e quindi non lavorano per accudire i figli nel periodo in cui le scuole rimangono chiuse. Questa è una decisione che deve prendere sempre il Governo centrale, esistono già degli strumenti come il congedo parentale e il voucher baby sitter, ora sembra che sia permesso mandare i bambini dai nonni. Scriverò al Ministro Bonetti cercando di dare delle proposte perchè capisco che accedere a un congedo parentale con una decurtazione dello stipendio è un problema, così come per il fatto che questo duri solo 15 giorni, ma il problema persiste per il tempo rimanente. Mi aspetterei uno strumento che permette a un genitore di stare in casa per tutto il tempo senza perdere tutto lo stipendio o perdendo una piccola parte. Al momento questa può essere una soluzione valida, la baby sitter non è semplice da trovare e si cerca di evitare di lasciarli ai nonni per preservare la loro salute. Noi come Regione Lombardia abbiamo una programmazione sulla conciliazione vita-lavoro e stiamo cercando di capire se ci sono strumenti all’interno delle azioni che mettiamo già in campo”.

Problemi riguardo i genitori che non sono mai stati sposati o non divorziati a livello giudiziario: “Quello che abbiamo imparato in questo periodo di emergenza è che ci sono un mucchio di situazioni familiari e personali di cui non ne eravamo minimamente a conoscenza. Quando ci sono di mezzo due figli riconosciuti non ci si può impedire di vedere un figlio, non esiste il fatto che se non si è sposati non si è genitori”.

I dati della Lombardia: “Al momento i dati che abbiamo sono abbastanza confortanti, finalmente i numeri negativi stanno calando, il dato ancora più positivo sono i guariti. In questa situazione è facile lasciare andare la situazione per aggirare il sistema ed è giusto progettare una Fase 2, anche per l’economia territoriale che ci impone di riprendere a vivere altrimenti ne usciremmo distrutti, il tutto sempre rispettando le norme sanitarie, mantenendo una certa rigidità e un certo senso civico. Bisogna riprendere ma non pensare di poter riprendere a fare la vita che si faceva il 20 Febbraio, dobbiamo cercare di tornare ad una pseudo-normalità con l’obiettivo di non ricadere in questa crisi sanitaria”.

“Io credo che la Regione Lombardia sia stata travolta da uno tsunami difficile da preventivare. Non so il perchè noi siamo stati colpiti in maniera maggiore, magari a causa di manifestazioni sportive o di piazza, ma non mi permetto di dare sentenze visto che non è mio compito. Abbiamo attraversato una grande emergenza e come Regione abbiamo cercato di reagire nel miglior modo possibile tenendo conto della pressione che è stata fatta sul sistema sanitario e sul personale sanitario, visto che abbiamo dovuto far fronte a una carenza in questo settore. Lezioni dal Ministro Toninelli non ne prenderei perchè se dobbiamo parlare di errori potremmo aprire il vaso di Pandora, non sbaglia chi non fa e quando si lavora per salvare vite e di salvaguardare la salute e si affronta una guerra come questa bisogna avere le armi giuste. Adesso abbiamo queste armi che quando siamo stati colpiti dal nemico invisibile non avevamo, è molto facile stare seduti e attaccare e criticare chi sta facendo un grandissimo sforzo per salvare vite umane”.