A “Magazine: Musica e Notizie” su Radio Musica Television il consigliere comunale e provinciale di Salerno Roberto Celano. Ecco quanto è emerso dall’intervista di Luca Capacchione e Gaetano Risi:

La proposta al presidente De Luca: “Da tempo insieme al mio collega Giuseppe Ruberto sto lottando per far sì che ristoranti e pizzerie venissero aperti per l’asporto. Sono stato sin dall’inizio dell’emergenza uno dei sostenitori della chiusura totale tant’è che il 4 marzo chiesi a De Luca di far saltare il concorsone organizzato dalla Regione Campania, con 15.000 partecipanti: lui non ascoltò minimamente per fini elettorali. Il cibo a domicilio cotto viene consegnato in tutto il mondo ed ha una funzione anche sociale. Solo a Salerno ci sono circa 10.000 anziani e il cibo a domicilio cotto farebbe sì che gli anziani non siano costretti a uscire così spesso. In provincia di Salerno sono state chiuse 3.000 pizzerie che potrebbero fare benissimo la consegna a domicilio. Nelle nostre case arriva di tutto, dal pacco di Amazon alla posta, passando ai latticini. Non capisco perché il cibo d’asporto cotto è vietato solo in Campania. È una battaglia ampiamente condivisa, anche dai consiglieri di maggioranza sia in consiglio regionale che in consiglio provinciale. De Luca che è un governatore che non torna sui propri passi, ci sta pensando, anche se sappiamo già che la risposta non sarà positivia. De Luca ha definito “idioti” chi parlava di tamponi di massa, invece ora è il primo a parlare di screening a tappeto per la fase 2. Prima chiude le cartolibrerie, e poi dopo due giorni parla di ripresa e riapertura. De Luca è in confusione, è in ritardo sui tamponi e sui posti letto delle terapie intensive. Sta facendo tutto per la campagna elettorale, ricordiamo che se si avrebbe votato prima del Coronavirus non sarebbe salito. Il suo partito voleva cambiare anche il candidato. Nella comunicazione è bravissimo, ma chi lo conosce come noi sa bene che i fatti e la comunicazione sono due cose distinte e separate”.

Il Mes: ”Berlusconi non ha detto sì al Mes così com’è, ma ha detto sì al prestito di 36 miliardi di euro senza le condizionalità previste dall’istituto europeo. Dobbiamo evitare quello che abbiamo visto in Grecia, dissanguata dalla Troika. Ho visto un’ Europa non unita in quella circostanza. Sarebbero risorse che andrebbero destinate alla sanità nazionale, che sta attraversando una crisi senza precedenti. Con questi soldi riusciremmo a rimettere in sesto la sanità che, in alcune regioni, dopo il virus sarebbe ancora peggio del virus stesso. Il post epidemia per le imprese sarà comunque tragico: il 40% delle PMI (piccole e medie imprese, ndr.) sicuramente avrà difficoltà a riaprire o addirittura non riaprirà.

Fase 2: ”La Campania e il Sud sono stati fortunati a non vedere quell’ondata di virus vista invece nelle altre regioni del Nord. Siamo stati fortunati perché comunque non abbiamo una sanità efficace come quella della Lombardia e del Veneto. Ora dobbiamo essere pronti per la fase 2. Dobbiamo ripartire in sicurezza, rispettando le regole e utilizzando i dispositivi di protezione personale adeguati. Siamo in ritardo, la Liguria ha già pensato al settore turistico, noi no e i nostri albergatori, i nostri proprietari di strutture balneari si ritrovano senza un soldo bucato. Dobbiamo far lavorare le aziende, in sicurezza, con tutte le precauzioni possibili. Abbiamo due costiere bellissime, la Cilentana e l’Amalfitana che vivono di turismo 365 giorni l’anno e sono state lasciate da sole. Dobbiamo permettere agli operatori del turismo di avviare le loro attività ed essere pronti per giugno, luglio e agosto. Il Governo deve aiutare le aziende turistiche spingendo gli italiani a fare vacanze italiane, anche con le dovute detrazioni fiscali”.