Ai microfoni di Radio Musica Television durante il programma “TACA LA…MARCA” è intervenuto l’ex portiere Generoso Rossi con il quale abbiamo affrontato le tematiche riguardanti la situazione del calcio durante la crisi sanitaria. Ecco quanto emerso:

La vita in quarantena: “Come tutti sono in casa e rispetto le regole imposte dal Governo, stando a casa. Per quanto riguarda le tradizioni pasquali le stiamo rispettando al meglio con casatielli e pastiere. Continuiamo così aspettando che la situazioni volgi al termine”.

La ripresa del calcio giocato: “A mio parere non si dovrebbe riprendere e si dovrebbe programmare direttamente la prossima stagione. Tornare in campo ora falserebbe tutto visto che in calciatori non sono in condizione, ma purtroppo dietro tutto ci sono altri interessi specialmente economici che dovrebbero essere messi da parte”.

La tutela dei calciatori: “Il problema è molto grave, anche perchè l’altro giorno parlando con un mio amico che è il preparatore dei portieri del Livorno mi è stato detto che si parla di ritiro. Il problema però è che per affrontare il ritiro devi stare sempre a contatto con gente che non fa parte del tuo staff. Il contatto con l’esterno c’è sempre visto che devi essere ospitato in un hotel e quindi deve aprire una struttura con tutti gli addetti connessi. Tuttavia per tutelare tutti i calciatori si parla di tamponi continui che la gente comune non ha a disposizione, ci sono molte persone che muoiono perchè non hanno ricevuto un tampone e utilizzarli in questo modo mi sembra uno spreco “.

Gli allenamenti dei portieri: “In questo periodo per un portiere allenarsi è praticamente impossibile, il pallone non lo vedi ameno che non hai un giardino. C’è il bisogno di avere un contatto con la palla, l’unica cosa che si può fare è un richiamo fisico, a differenza degli altri calciatori che possono allenarsi con esercizi diversi come slalom e navette”.

Decurtazione degli stipendi: “Sicuramente se tagliano lo stipendio a Ronaldo per tre mesi lui non se ne accorge nemmeno, ma se lo fanno a chi gioca in Serie C, la differenza si nota. In Serie C i calciatori percepiscono stipendi ai minimi federali e se hanno famiglia non sono riusciti a conservare granchè per poter vivere serenamente ora. Per la Serie D è ancora peggio, visto che è uno sport a livello amatoriale dove nessuno guadagna”.

La scuola calcio: “Ho una scuola calcio che al momento è giustamente ferma. Essere in contatto con i bambini è una cosa straordinaria, e per questo non appena è uscito il decreto ho fermato subito tutto per salvaguardare la loro salute. Ovviamente manca tutto e i ragazzi sono vogliosi di riprendere, restiamo in contatto sempre con video chiamate sperando di poterci ritrovare in campo il più presto possibile”.