Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto l’ex calciatore ed opinionista, Florin Raducioiu, il quale, durante il programma “Taca La Marca”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano. Ecco quanto emerso.

La quarantena: “Io sono in Romania da un paio di mesi, di preciso a Costanza. Qui la situazione è meno drammatica rispetto all’Italia, ci sono sia i decessi e che diversi contagiati ma sicuramente non è come da voi. Anche qui si esce con l’autocertificazione e tutto sommato i rumeni sono abbastanza disciplinati rispettando al meglio le regole imposte. Mi sembra di vivere uno scenario da film.”

Un messaggio per Brescia :”Mi considero bresciano d’adozione non a caso ho anche 2 figli lì con la madre. La città è stata colpita in maniera forte insieme alla città di Bergamo. Il popolo bresciano è da ammirare ed è forte, basti al fatto di aver organizzato una raccolta fondi riuscendo a raggiungere circa 16 milioni di euro. È una città ferita ma penso che si rialzerà con forza, sono contatto con i miei cari e non vedo l’ora di tornare nella mia città”.

Sulla ripresa del campionato: “Anche io mi domando cosa fare dopo questo pandemia. Secondo me l’Uefa ha preso una decisione coraggiosa con il rinvio dell’Europeo. Sono d’accordo per riprendere e finire la stagione con le dovute cautele, ovviamente non so dire quale sia il periodo di ripresa o le modalità da perseguire, sono curioso di come sarà l’organizzazione del calcio dopo di ciò, sia per i tifosi e per gli stadi vuoti ma anche per la questione del distanziamento sociale”.

La forma atletica dei calciatori in vista della ripresa: “Ricordo di aver giocato il mondiale ’94 fu molto particolare dal punto di vista climatico, dove le temperature raggiungevano 40 gradi. Oggi i metodi di allenamento sono diversi, c’è un modo più veloce e intelligente di allenarsi, stiamo vedendo tutti questi campioni sui social come si mantengono in forma con continuità nonostante tutto. Prima di ripartire con la competizione agonistica però c’è bisogno di un richiamo fisico di un paio di settimane per tornare ad una forma discreta”.

Confronto tra il Milan di Capello e quello di Sacchi: “Ho fatto parte del Milan di Capello che vinse Scudetto e Coppa dei Campioni. Il mio Milan era meno spettacolare e più propenso a fare gol velocemente, quello di Sacchi invece fece una rivoluzione del calcio e la squadra era composta da grandissimi campioni. In un eventuale classifica, il Milan di Capello era sicuramente uno dei migliori, anche se quello di Sacchi era più spettacolare, ha segnato un’epoca ed è stato precursore del calcio moderno basato sul gioco e sul tiki taka”.

Hagi, obiettivo della Lazio – “Parto da una premessa, il mio parere è imparziale, non alterato da pregiudizi, da sentimenti personali, dato che si tratta del figlio di Hagi, il mio caro amico e compagno di “grandi battaglie calcistiche”. Dobbiamo tenere conto della sua annata non positiva ed abbastanza travagliata, Genk ( non positiva ), nel Rangers ha alternato delle buone prestazioni ad altre deludenti, ed è questo il grande problema, è piuttosto incostante, quindi non credo che sia pronto per un esperienza “laziale” da protagonista, in questo momento, sarebbe davvero difficile per lui trovare un posto da titolare nello scacchiere di Inzaghi. Certo bisogna capire cosa farebbe la Lazio con un giocatore piuttosto giovane, difatti investire su un prospetto richiede molta pazienza da parte della società e tanto spirito di sacrificio da parte del ragazzo. Riguardo le sue qualità tecnico-tattiche, è un giocatore che gioca prevalentemente in fase di possesso, un aspetto da gestire con molta attenzione da parte dell’allenatore, va inserito in un sistema di gioco che lo esalti, è un ambidestro dotato di buona visione, abile nel fornire assist ai compagni di squadra, le sue qualità fisiche non sono eccelse, quindi si tratterebbe di una scommessa rischiosa, ma forse ne varrebbe la pena di giocarla. Faccio il tifo per lui perché lo ritengo un bravo ragazzo.”