Ai microfoni di “Magazine: Musica e Notizie”, su Radio Musica Television, è intervenuta Iva Zanicchi. L’amatissima cantante, durante l’appuntamento condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione, ha raccontato la sua quarantena e tutti i risvolti che questa ha avuto sulla sua vita artistica.

La sua quarantena – “Sono stata 27 giorni senza uscire di casa, poi ho usato tutte le precauzioni per andare in una trasmissione televisiva anche se me ne pento. Ora, sono 13 giorni che non esco di casa. La mia unica uscita è quella per andare nel mio giardino, mi diverto a fare la contadina. Sto riscoprendo varie attività. Io e mio marito cuciniamo molto, e non dico, scherzosamente, quanto sia ingrassata. A Pasqua abbiamo fatto ben tre tipi di tortelli: in Romagna ci trattiamo bene! Durante questo periodo, poi, ho riscoperto il piacere di ascoltare musica classica e devo ammettere di essere una grande appassionata di Beethoven. Beethoven è di una semplicità, di una grandezza straordinaria: ci sono dei brani come Per Elisa facili, belli e che possono piacere a tutti. Non per portare l’acqua al mio mulino, sono emiliana, ma la potenza di Verdi non la tiene nessuna. Invece, le melodie di Puccini hanno ispirato anche agli artisti pop, tra cui anche i Beatles. Oggi invece i nostri giovani – sopratutto le nostre cantanti – preferiscono cantare solo in inglese. Li comprendo ma è gran un peccato che non cantino più nella propria lingua. È chiaro che per avere un successo internazionale bisogna cantare in una lingua comprensibile a tutti e altamente diffusa. Io ho avuto la possibilità di cantare in tutti il mondo, calcando palchi prestigiosi, ma ritengo di non essere così famosa a livello internazionale, almeno per i requisiti richiesti oggi”.

Sulla situazione Coronavirus – “È bene ricordare che dobbiamo stare a casa. Definisco – e lo dico senza problemi – bastardi coloro che vanno ancora in giro. Sono degli egoisti che non solo non si amano, ma non amano nemmeno i loro cari. Voglio ricordare che a morire non sono solo i vecchi ma anche i giovani. Metterei l’esercito per strada. Io spero che l’Italia si possa rialzare, stamattina ho ascoltato a malincuore che il PIL è sceso del 9,1% e questa di certo non è una bella notizia”.

Sul Festival di Sanremo – “Sono nata lì. Ho fatto prima il Festival Castrocaro, ma senza vincerlo. Dopo un paio d’anni di studi andai a Sanremo. Ho portato al Festival canzoni molto melodiche con partner grandissimi. La mia prima prima vittoria è stata con il brano Non pensare a me con Claudio Villa, il re incontrastato di quei tempi. Poi ho portato Zingara e ho vinto con Ciao cara come stai. Con l’enorme e intramontabile Sergio Endrigo sono arrivata terza, ma la sua canzone e la sua maestria meritavano molto di più. Sanremo è una manifestazione che ho sempre amato e che amo ancora: è praticamente casa per me e ogni anno lo seguo con vivo interesse”.

La sua esperienza politica – “Al Parlamento Europeo ho terminato con il 94% di presenze. Sono andata in giro per il mondo, ma soprattutto ho visitato i Paesi più poveri. Ho visto cose che è meglio non raccontare. È un’esperienza che mi ha arricchito umanamente. In tempi non sospetti dissi che l’Italia era un braccio sul mediterraneo e che era logico che i migranti arrivassero tutti in Italia, ma comunque che era altrettanto logico che il nostro Paese non doveva essere lasciato solo. Una volta chiusa la parentesi della politica, ho pensato di continuare con il mio lavoro e non è stato facile. Venendo ormai dalla politica, ritornare a fare musica per me non è stata dura ma durissima. Io sono forte e sono riuscita a ritornare a fare ciò che mi piace e che mi è sempre piaciuto fare”.

Sul nuovo singolo e sul nuovo album – ”Testo di Malgioglio e ben arrangiato. Doveva partecipare a questo nuovo disco anche J-Ax, ma Il diffondersi di questo virus ha stroncato tutto. Non solo, il due e l’otto maggio dovevo fare uno spettacolo su Canale 5 in prima serata con la Grande Orchestra. Purtroppo salta tutto, ma non demordiamo. Abbiamo ancora tanto tempo davanti a noi”.