È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television, durante il programma “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione, l’ingegnere Antonio Ilardi, con il quale si è parlato della situazione italiana e degli scenari futuri posti epidemia.

La ripresa: “La ripresa la vedo lunga e faticosa, supportata da pochi strumenti. Tutto andrà bene se cambieremo il nostro modo di intendere il rapporto con l’economia nel paese. Abbiamo bisogno di un vasto piano di semplificazioni burocratiche altrimenti non riusciremo mai a raggiungere gli obiettivi preposti, considerato che il paese era fermo già prima del Covid, è un paese lento che deve assumere una decisione dopo l’epidemia, ovvero se deve cambiare o meno l’approccio all’economia italiana. Le regole devono essere cambiate subito altrimenti settori come quello delle opere pubbliche. Abbiamo bisogno di un paese esattamente l’opposto di quello che abbiamo lasciato. Invito gli italiani a domandarsi che tipo di Italia vogliono, veloce o lenta? Quella lenta non si riprenderà mai”.

Velocizzazione della burocrazia, aeroporto di Salerno: “L’aeroporto di Salerno è un esempio della follia del popolo italiano. Nel momento in cui si era messa quasi in cantiere l’opera emerge il ricorso di un comitato che sospende e annulla alcuni atti, ma questa è follia. O scegliamo la strada dello sviluppo seguendo tutte le precauzioni per sostenere l’ambiente, o non potremo lamentarci se i nostri giovani sono disoccupati. In Italia abbiamo un esempio che è quello di Genova, dove si ricostruisce un ponte crollato in pochi mesi grazie ad un Commissario straordinario. Quell’opera se avesse seguito le procedure ordinarie non si sarebbe mai fatto. Nel nostro paese dobbiamo eliminare questa conflittualità dove si va sempre contro a ciò che ha fatto l’altro. Continuando cosi si favorisce solo l’emigrazione delle menti giovani verso altri paesi”.

“Oggi ciascuno di noi è definito dal partito in cui milita ed è sbagliato, perchè un italiano deve sentirsi parte di una comunità e non di tante piccole fazioni. Dopo la seconda Guerra Mondiale i nostri padri costituenti ebbero la maturità di trovare le regole di comune convivenza e diedero origine al miracolo economico. Oggi dovremmo recuperare quello spirito, ma è praticamente impossibile. Se non ci sentiamo parte di una comunità assisteremo ad un declino vorticoso e più veloce dell’Italia”.

Le misure che potrebbero esserci a livello europeo: “Io credo che l’accordo raggiunto dall’Euro-gruppo è un ottimo punto di compromesso che ovviamente rimane tale. È stato messo in campo un piano ambizioso ed importante che è fatto dalla cassa integrazione europea, dai prestiti alle imprese, da una linea di finanziamento del MES, che non è il MES per finanziare la sanità. Nel frattempo la Banca Centrale Europea ha dato luogo a 750 miliardi in più per acquistare titoli di stato dei paesi. I soldi ci sono, sta a noi capire come e in quanto tempo spenderli. Un paese maturo dovrebbe vedere la riunione di maggioranza e opposizione per capire quali procedure usare e verso quale modello di sviluppo avviare il paese. La polemica sul MES è alquanto ridicola ed è frutto di un modo di intendere politica diverso, finalizzato ad agitare gli animi”.