La zona più colpita dall’emergenza Coronavirus è quella lombarda. Abbiamo accolto ai nostri microfoni il Sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano e abbiamo parlato della gestione del virus sul territorio.

La storia di Sesto San Giovanni:”Sesto è una città operaia che raggiunse i 100mila abitanti nel periodo degli anni ’80, anni in cui c’erano le fabbriche aperte che poi hanno chiuso e ovviamente le persone sono andate via. La popolazione attuale prevede circa il 35% di persone over 65 e questo bruttissimo virus qui ci ha colpiti sebbene le ordinanze precauzionali.

I positivi:”Il primo caso dell’area metropolitana è stato proprio qui, un 78enne ricoverato al San Raffaele dopodiché c’è stato un focolaio con altri 5 comuni. E da qui sono state colpite quelle persone anziani che lavoravano nelle fabbriche e la loro salute respiratoria non era delle migliori.

L’ospedale:”Il nostro ospedale è da quattro settimane riconvertito a centro Covid, così come la Multimedica e il Bastini per creare più posti di terapia intensiva. È da qualche giorno che la situazione si sta stabilizzando ma è presto per poter cantare vittoria, anche perchè preoccupa questo weekend pasquale che potrebbe portare ad assembramenti ed evitare contagi”.

Le misure del Governo: “Io me la sono presa molto con Conte perché ha stabilito che quei soldi che ci spettavano per quelle persone disabili e con problemi o anziani non autosufficienti dovevano essere utilizzate per acquistare beni di prima necessità, e le persone che erano destinatarie di questi soldi che avrebbero ricevuto? La seconda tranche di fondi arrivati hanno attenuato un po’ la questione anche se io mi sono molto arrabbiato perché mi sono ritrovato cittadini che mi hanno accusato di volermi intascare questi fondi e quindi mi sono sfogato. Essere messi in questa situazione dopo tutto questo tempo non è il meglio, soprattutto se le istituzioni cercano di farsi belli con tante promesse e con parole che devono essere promesse”.

Gli aiuti della comunità: “Io non posso che ringraziare il terzo settore, volontari e associazioni che stanno svolgendo un grande lavoro con l’amministrazione comunale, Protezione Civile, SOS, medici in pensione, perché abbiamo creato una struttura operativa sul territorio che non lascia nessuno indietro. Questo è il bello in questa situazione tragica. E ci stanno aiutando in un modo non quantificabile”.