Le difficoltà della Regione al momento:”La fatica sta nel fatto che dobbiamo soffrire molte disfunzioni dello Stato, specialmente la mancanza di rifornimenti dei materiali necessari per operatori e pazienti che ci sono sia negli ospedali che in quelli costruiti in poco tempo come quello degli alpini. Stiamo combattendo una battaglia quasi da soli, c’è un aiuto dello Stato che però non è come quello che ci aspettavamo”.

Sulla consegna dei nuovi rifornimenti:”Si ci stiamo arrivando, ma è passato quasi un mese dal decreto e sono morte tante persone. La vicenda è iniziata ad inizio Febbraio, siamo abbastanza in ritardo. È un tasto dolente e non stiamo qui ad incolpare, ma bisognerà fare un’analisi seria quando tutto questo finirà”.

Sulla ripresa:”La mia sensazione è che in Europa non si è capito cosa stia succedendo. Qui sono e saranno dolori, perchè la chiusura delle attività significano soldi in meno che con i 50 miliardi dei decreti non possono essere colmati. Tutte le attività chiuse si trovano in una situazione pesante da affrontare e nessuno li aiuta perchè ad oggi nelle tasche dei cittadini lombarde non c’è nulla”.

Sull’ospedale in Fiera:”Penso che l’ospedali in Fiera dovrebbe aprire per settimana prossima. Ieri con una Giunta straordinaria abbiamo deciso di far diventare quel padiglione con 400 posti letto un reparto del Policlinico di Milano”.

Sulla sicurezza degli autisti:”Il nostro interesse è quello di preservare la salute di tutti, autisti compresi che continuano a lavorare sia in taxi che nel trasporto pubblico. Purtroppo il rifornimento di materiale sanitario ci è arrivato da poco anche perchè dalla Protezione Civile non ci è arrivato nulla di quello che ci era stato detto fatta eccezione per quelle mascherine che come abbiamo visto tutti non erano assolutamente idonee. Noi per ora non alimenteremo polemiche, ma poi se ne parlerà perchè è vergognoso che una Regione sia rifornita con questo tipo di materiale”.

La lettera dei sindacalisti per la salvaguardia degli operatori negli ospedali:”Noi stiamo cercando di sopperire alle mancanze notevoli in cui ci siamo trovati. Quello che è accaduto al Redaelli, dove non vi sono riforniture necessarie per tutti, succede anche in tanti altri ospedali. È chiaro che quando non arriva una rifornitura importante, non siamo in grado di rifornire tutti. È facile poi alzare la polemica sulla Regione ma purtroppo noi stiamo combattendo da soli con le nostre forze”.

Sull’impiego dell’esercito:”IN giro ci sono ancora pochi soldati rispetto alla nostra necessità. Noi siamo stati i primi a mettere in strada, con l’operazione strade sicure, circa 436 soldati nell’agosto 2009. Oggi il Presidente Fontana ha chiesto una presenza di uomini per controllare le persone che circolano in strada, la risposta è stata di 114 uomini per Milano e la Provincia. Questo numero è una presa in giro, perché pensiamo che la Lombardia necessiti di un numero superiore di almeno due zeri visto l’ampio territorio da controllare. Ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta e quindi siamo ancora in una situazione molto deficitaria”.