La situazione a Limbiate:”Siamo in guerra, i cittadini ci presentano tante problematiche a cui dobbiamo rispondere. Quello che noto è che negli ultimi giorni la gente inizia ad avere paura, quindi oltre al problema fisico, questo virus crea anche un enorme danno psicologico. Come situazioni particolari rispettiamo un po’ l’andamento di tutte le altre città. Noi siamo soliti guardare il numero di deceduti, ma dobbiamo anche rapportarli al numero dei cittadini. In questo momento abbiamo 5 deceduti e 41 ricoverati oltre alle tante quarantene”.

Sui provvedimenti:”Abbiamo predisposto uno sportello di supporto psicologico. Noi abbiamo un gruppo Whatts app di tutti i sindaci della Monza-Brianza dove abbiamo deciso di disporre gli stessi tipi di interventi”.

Per la ripresa dell’attività commerciale:”Qui la situazione prevede due tragedie:quella sanitaria e quella economica. Tutti aspettano questo 3 Aprile pensando che arrivata questa data si torni alla vita normale, ma non ci sarà vita normale nel breve. Detto ciò rischiamo anche sommosse da parte dei cittadini, perchè chi ha fame usa tutti i suoi mezzi possibili. Abbiamo a carico il sostegno di circa 60 famiglie, ma nelle prossime settimana cambieranno le cose perchè sarà sempre più difficile dare aiuto. Il messaggio che bisogna dare è che c’è un futuro e che si può vedere la luce ed uscire dal tunnel”.

“In una mia riflessione ho pensato che oltre ai medici in televisione non vediamo niente. Gli economisti li vedremo solo dopo pronti a dare sentenze e a parlare a fatti compiuti. Io gli chiederei cosa devo fare per la comunità. Loro non sanno neanche cosa sia un Comune, non sanno cosa sia la gestione”.