Coronavirus, ecco i dati sulla mortalità. Facciamo chiarezza.

Mortalità più alta per anziani e malati, ancora nessuna vittima tra i bambini

La diffusione a macchia d’olio del Coronavirus in Italia ha comportato, come per ogni caso eclatante, una miriade di articoli notevolmente disinformativi, distorsivi della realtà.

Il fenomeno, che è pur certo grave, è stato trasformato in una macchina della cattiva informazione, volta a creare panico, solo per qualche visualizzazione in più. Gli sciacalli socialmediatici non si sono di certo astenuti dall’approfittare della situazione.

Per comprendere al meglio la gravità del CoVid19 – questo il vero nome del virus – è necessario fare più attenzione ai dati relativi alla mortalità.

Il virus, con sintomi assimilabili a quelli di una forte influenza (febbre alta, difficoltà respiratorie), riesce ad uccidere (almeno dai dati rilevati) soggetti deboli e in età avanzata.

Tabella relativa alla mortalità del virus in Cina

Da un lato, i dati tabellari dimostrano che più si è anziani, più il virus è efficace. Dall’altro, la consolazione: non si sono verificati ancora casi di morte per bambini e quelli tra gli adolescenti e postadolescenti sono nella quota dello 0,2%.

Dati che dovrebbero far comprendere, senza ovviamente abbassare la guardia, che l’essere contagiati dal virus non significa certa morte e che è necessario affidarsi alle cure del personale sanitario competente.

Ma si può guarire dal Coronavirus? Certo!

Anzi, i casi di guarigione, con dimissioni dall’ospedale, (tre per ora in Italia) non sono affatto pochi. Ciò dimostra che prendendo le giuste precauzioni e affidandosi alla competenza dei medici, in attesa di un vaccino, è possibile uscire indenni dal contagio. L’allarmismo, in questi casi, può aiutare solo a peggiorare la diffusione e il trattamento scorretto della malattia.

Ti consigliamo: Coronavirus, cosa fare in caso di contagio

Autore: Luca Capacchione

Collaboratore giornalista, speaker radiofonico, vice-direttore del Picentia Short Film Festival, laureando in giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, esperto in rapporti istituzionali.

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