Da qualche giorno il Festival di Sanremo si è concluso, la scenografia del Teatro Ariston è stata smontata e gli artisti sono tornati a casa. Noi, però, non siamo assolutamente stanchi e vogliamo dire la nostra, a mente fredda, su quello che il Festivàl è stato.

A spuntarla dopo cinque lunghi giorni è stato Diodato, giovane tarantino, che con la sua “Fai rumore”, ha sbancato soprattutto grazie al punteggio attribuitogli dalla Sala Stampa. In seconda posizione l’ormai affermato Francesco Gabbani, che con un’eventuale vittoria sarebbe entrato negli annali della competizione: una sorta di re Mida che porta ogni volta testi e musiche d’oro. Terzi i Pinguini Tattici Nucleari, vera piacevole sorpresa di Sanremo 2020.

Per le nuove proposte a vincere è stato l’amato Leo Gassmann, figlio di Alessandro, che ha battuto la voce splendida della sedicenne Tecla Insolia.

A Roma, i dirigenti Rai hanno già battezzato questa settantesima edizione come il “Festival dei record”, mettendo praticamente la firma sull’Amadeus-bis, il quale, però, dovrà fare a meno di Fiorello, dichiaratosi fuori dalla partita già con largo anticipo. Eppure le polemiche durante la settimana non sono mancate.

Dall’ormai proverbiale, ma archiviato, “passo indietro”, ai maestri d’orchestra sottopagati, passando per la questio legata a Junior Cally e il playback dei grandi ritorni dei Ricchi e Poveri e di Albano e Romina Power, le varie testate di gossip (e non solo) hanno avuto molto da ridire.

Alle cronache rimarrà di sicuro la performance mancata di Bugo e Morgan, i quali hanno lasciato, nel bene e nel male, una canzone che diverrà nel breve termine il meme più forte della rete.

Sanremo compie settanta anni, dedicati alle donne e portati inevitabilmente bene, e noi non possiamo che esserne più felici.