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Scuola, tutti promossi e per la maturità esame online orale. Niente prova di terza media, se non si rientra entro 18/5

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto scuola. “Abbiamo pensato – ha detto il ministro Azzolina durante la conferenza stampa dopo il Cdm – due possibili opzioni che permetteranno di fare gli esami secondo i reali apprendimenti anche grazie al lavoro sulla didattica a distanza. Abbiamo messo in sicurezza l’anno scolastico. Non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie vetuste, la valutazione guarda alla crescita e maturazione dello studente, che è messo al centro. Se ci saranno apprendimenti da recuperare, li recupereranno a settembre”. 

Non riusciamo ad aggiornare le graduatorie di istituto  – ha detto ancora -e questo è dovuto a procedure vetuste: non riusciamo a portare avanti le domande cartacee. Chiedo scusa io a tutti i precari, li aggiorneremo l’anno prossimo con procedura digitalizzata”.

Il decreto varato dal Consiglio dei ministri conferma il lavoro svolto in queste ultimi giorni dalla stessa ministra Lucia Azzolina e dovrà essere ora recepito da una o più ordinanze per divenire ‘operativo’.

Tra le novità principali: le commissioni per i quasi 500 mila maturandi saranno tutte interne; potrà essere modificata la data di inizio delle lezioni per il prossimo anno scolastico, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni; l’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi a questo anno scolastico potranno avvenire nel nell’anno scolastico successivo; potranno essere confermati i libri di testo adottati quest’anno anche per il prossimo, richiesta avanzata dai sindacati della scuola; diventa obbligatoria la didattica a distanza: “il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione”. Se non si rientrerà a scuola, anche gli scrutini quest’anno saranno a distanza.

Tra le novità introdotte da decreto, anche il fatto che il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) debba rendere il proprio parere entro sette giorni dalla richiesta da parte del Ministro dell’Istruzione sui provvedimenti che riguardano la scuola, decorso questo termine, si può prescindere dal parere; slitta l’aggiornamento delle graduatorie istituto 2020.

Inoltre, fermi restando “i limiti e le restrizioni” sullo svolgimento di tutte le prove stabilite dalle procedure concorsuali, durante lo stato di emergenza, il provvedimento approvato prevede che il Ministero dell’istruzione possa bandire i concorsi per l’assunzione di personale docente ed educativo per i quali possegga possiede le necessarie autorizzazioni. E tuttavia, lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del decreto.

Per i laureati in legge, il semestre di tirocinio all’interno del quale ricade il periodo di sospensione delle udienze dovuto all’emergenza COVID-19, è da considerarsi svolto anche nel caso in cui il praticante non abbia assistito al numero minimo di udienze.

Via libera, intanto, sempre dal Cdm alle assunzioni chieste dal Ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da quota 100. Si attua una norma inserita nel decreto scuola approvato in autunno, voluta dalla ministra Lucia Azzolina. Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle graduatorie ad esaurimento, che non hanno potuto occupare questi posti lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.

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Lulù Oliveira a Radio Musica Television: ”Ripresa dei campionati? Sarà una scelta difficile”

Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto l’ex calciatore Luís Airton Oliveira Barroso, meglio conosciuto come Lulù Oliveira. L’ex attaccante brasiliano durante il programma “TACA LA …MARCA”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano, ecco quanto emerso:

Riprendere i campionati – ”Se riprendesse il campionato, deve esserci una tutela totale. Fin quando il virus è attivo non si può fare nulla. Anche in Brasile è tutto fermo, nella mia città ci sono 35 casi. Per tutti è una tragedia immensa, anche io ho smesso di correre con il nuovo decreto.”

La scelta del Belgio – ”Aver sospeso il campionato è un grandissimo problema. Il problema non è per chi ha molti punti di vantaggio, ma per gli altri. Chi vince il campionato di B o di C, cosa farà? Non so come faranno a trovare una soluzione, è molto difficile. Non si può finire il campionato in questo modo. ”

Il presidente Cellino – ”E’ un presidente, cerca di tutelare la sua attività. Con il suo pensiero il Brescia rifarebbe di nuovo la Serie A, ma non pensa che così ci saranno delle difficoltà per chi deve salire dalla B alla A.”

Preparazione atletica dei giocatori – ”Allenarsi da solo non è la stessa cosa di allenarsi in gruppo. Se il campionato riprendesse a fine maggio, le squadre dovranno riprendere la preparazione già da ora.”

Giocare a porte chiuse – ”Non mi è mai capitato di giocare in uno stadio vuoto. Una partita senza pubblico è paragonabile alla pasta senza sale, non c’è gusto.

Cagliari e Fiorentina – ”Quel Cagliari era una squadra che non aveva paura di nessuno, c’era un bel legame tra di noi. Quell’anno potevamo vincere anche il campionato, era un super Cagliari. A Firenze vincere la supercoppa contro il Milan è stato bellissimo. Ma ho ricordi belli anche a Venezia, nella Lucchese e nella Nuorese, dove ho concluso la mia carriera in Italia. Per non dimenticare Catania, lì ho passato due anni belli della mia carriera.”

Edmundo – ”Perdere Edmundo è stato un grande dispiacere per tutti i tifosi viola”.

La collaborazione tra Lulù Oliveira, Antonio Criniti e Massimiliano Cappioli – ”Lavoriamo in estate insieme con i ragazzi. L’anno scorso a Ischia, io e Criniti senza Cappioli, lavorammo insieme con i ragazzini di 9-11 anni. Rispondo alle loro domande, mi chiedono come si arriva a giocare in serie a.

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Massimo Costantino a Radio Musica Television: “Situazione atipica e mai affrontata, i calciatori hanno bisogno di tempo per riprendersi”.

La pandemia di Coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo, ha inevitabilmente colpito anche il mondo del calcio. Della situazione sulle serie minori e sulla condizione dei calciatori ne abbiamo parlato con il mister Massimo Costantino, che a inizio stagione sedeva sulla panchina del Messina.

La Serie C e D ai tempi del Covid-19:”In questi ultimi anni si è migliorati tanto, perchè si è riusciti a portare queste categorie ad un buon livello. Le problematiche rimangono per la Serie D, perchè mentre per la Serie C ci si parla e quindi tutti sono tutelati, invece tra i dilettanti non si parla di accordi e tutti sanno che la differenza tra C e D riguarda l’aspetto contrattuale. La tutela contrattuale in D è più complessa e tutti quei ragazzi che vivono di questo e giocano in questa categoria non hanno certezze e avranno moltissime difficoltà”.

Rischio estinzione delle squadre:”Al momento non è facile capire se come e quando si potrà riprendere, ma è anche vero che in questo momento gran parte delle società di Serie C e D vogliono che il campionato termini. Questo ci deve far pensare, perchè più passa il tempo e più sembra che le società ne vogliano approfittare, nel senso che purtroppo non si può giocare. C’è chi lavora in merito però credo che ci sia qualcuno che voglia cogliere l’occasione per risparmiare qualche soldino”.

Le difficoltà di un imprenditore sportivo:”Il fattore economico si ricollega al fattore sportivo, perchè per avere delle squadre sane bisogna avere anche alla base una società sana e solida. È normale che se un imprenditore ha problemi con la propria azienda pensi per primo a questa, altrimenti non ci potrebbe essere la società sportiva correlata. Credo però che se dovessero continuare i campionati sarebbe ancora peggio, perchè aumenterebbero sempre di più le spese. C’è da capire gli imprenditori, ma bisogna capire anche le singole famiglie di calciatori e addetti ai lavori che hanno le stesse difficoltà”.

Sulla preparazione ai tempi del Coronavirus:”Intanto ci troviamo davanti ad una situazione mai verificata, di conseguenza non ci sono protocolli e regole. Già nel momento in cui una squadra affronta una preparazione atletica nei successivi 30/40 giorni non riesce ad avere una condizione ottimale ed essere performante e, il top si raggiunge dopo 4/5 partite di campionato. Ora la situazione prevede un rientro in campo non prima di fine Maggio e i calciatori hanno bisogno di almeno 3 settimane per rientrare in una condizione discreta. Non vedremo sicuramente partite di altissimo livello sulla performance fisica, sia in Serie C che nelle serie maggiori come la Serie A. I calciatori prima di 15/20 giorni non torneranno ad allenarsi e, al ritorno nonostante il lavoro fatto a casa, bisognerà avere tempo per riprendersi”.

Su promozioni e retrocessioni:”Questa situazione è ancora più difficile. Ad oggi ognuno parla in base ai propri interessi, ho sentito parlare di mini-tornei, ma sarebbe un’assurdità per squadre come il Benevento, il Monza e la Reggina che hanno ammazzato il campionato. Penso che in questo momento chiunque debba decidere avrà delle difficoltà, ma come si può scegliere chi far retrocedere in questo momento con i distacchi tra le squadre di 1/2 punti. se ciò dovesse accadere penso che ci sarà una mini-riforma dei campionati. Altrimenti sarà difficile iniziare la prossima stagione per via dei tanti ricorsi che ci sarebbero”.

La quarantena del mister Costantino:”Ho organizzato le mie giornate dividendo un po’ l’ambiente di lavoro e l’ambiente di relax. In una stanza entro solo per guardare le partite ed avere una distrazione è importante altrimenti sarebbe insostenibile stare in casa tutto questo tempo”.

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Dario Hubner a Radio Musica Television: “Bisogna risolvere prima questa pandemia e poi ripensare al calcio, a Brescia gli anni più belli”.

È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television Dario Hubner, allenatore italiano e ex attaccante di Brescia, Cesena e Piacenza.

Mi chiamavano Tatanka, la biografia di Hubner: “Credo sia bello perché è una storia semplice, dove racconto di quando ero piccolo e giocavo nel piazzale sotto casa con gli amici e racconto la mia storia dall’inizio nei dilettanti fino ad arrivare in Serie A. Ci sono tante cose semplici ma belle e gli amici che lo hanno letto mi hanno detto che appassiona cosi tanto che si legge molto velocemente. È una storia che qualunque persona può ripercorrere”

Il calcio ai tempi del Covid-19: “Io credo che il problema del calcio non sussiste, mi sfiora appena. Se penso al calcio, mi vengono in mente ai calciatori della serie minori che sono in difficoltà perché non hanno stipendi milionari, per cui un calciatore di Serie C senza stipendio fa fatica e ci sono anche tante spese. Se al Calciatore di Serie A non danno lo stipendio per un paio di mesi può sopravvivere. Al momento però è più importante la salute e quindi il calcio sinceramente non mi sfiora minimamente, poi quando la questione si risolverà allora potremo ricominciare a parlare di calcio”.

Sul fondo di solidarietà per i calciatori di Serie C e D: “Sarebbe una situazione positiva. I calciatori di Serie A e B vivono un livello superiore, Serie C e D vivono una situazione più complessa perché senza stipendio non credo riescano ad avere delle basi economiche solide. Quelli che stanno meglio dovrebbero e potrebbero aiutare quelli in difficoltà”.

Sulla ripresa atletica dei giocatori:”Sicuramente la ripresa sarebbe un problema, ma io penso che al momento il calcio bisognerebbe metterlo da parte. Poi quando sarà il momento si vedrà cosa si puo’ fare meglio, ma è sicuro che tutte le squadre partiranno allo stesso livello dal punto di vista fisico. Al momento non penso al calcio e quindi non me ne sento di parlarne; una volta sistemata la salute poi si può pensare al resto”.

La tutela dei calciatori: “Penso che quando si tornerà a giocare, ci saranno tutte le garanzie, sarebbe da pazzi giocare senza queste. Non ci sono solo gli 11 giocatori per squadra in campo, ma ci sono anche gli arbitri, lo stadio, i magazzinieri, i massaggiatori, i dirigenti e tante altre persone. Sicuramente ci sono persone che studieranno il modo per non far rischiare nulla a chi è allo stadio”.

I ricordi al Brescia: “A Brescia ho giocato 4 anni che considero belli. Ho conosciuto grandissime persone, schiette, umili, chiare per cui il bresciano è una bella persona, perché è istintivo però è una persona onesta. Ho sempre avuto buonissimi rapporti con tutti e devo dire che il Brescia è una cosa speciale per me”.

Hubner post calcio giocato: “Io ho sempre vissuto la mia vita in maniera tranquilla e non sono cambiato rispetto all’epoca. I miei punti di vista sono intatti, lo considero un pregio, ma potrebbe essere anche un difetto. Vedo attaccanti che hanno fatto un decimo dei miei gol e sono rimasti in questo mondo. Se fossi stato più furbo avrei avuto oggi qualche incarico, ma sono felice cosi, per cui sono contento che la gente mi apprezzi per quello che ho fatto in campo”.

Quanto è mancato per il grande salto: ” Io sono stato un attaccante di provincia e ho fatto tanti gol perché la squadra giocava per me. Quando vai nelle grandi squadre incontri tanti campioni e spesso ognuno pensa per se quindi non so se in una grande squadra avessi fatto gli stessi gol. Quando guardo indietro sono molto contento di quello che ho fatto, a 20 anni giocavo in prima categoria, a 30 anni giocavo in Serie A e quindi devo essere solo felice del percorso che ho fatto”.

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Gianluca Monti a Radio Musica Television: ”Non si potrà ritornare a giocare in breve tempo. Dall’anno prossimo non ci saranno più i tre gironi di Serie C”

A Radio Musica Television il giornalista sportivo Gianluca Monti

Gianluca Monti, nota firma del giornalismo sportivo italiano, è intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television, il quale durante la trasmissione “TACA LA …MARCA”, si è soffermato sull’attuale situazione di emergenza del calcio in Italia.

Quando si potrà ritornare in campo – ”Non ho certezze, purtroppo non si possono avere. Credo che sarà difficile ritornare a giocare a calcio anche tra un mese o più tardi. E’ impossibile ritornare sul rettangolo di gioco in breve tempo soprattutto in zone come Bergamo, anche se a porte chiuse. Sono consapevole che c’è chi la pensa diversamente, questo campionato rischia di essere del tutto falsato.”

La situazione attuale tra club e calciatori – “C’è tanta confusione, ci sono squadre come la Juventus che si sono portate avanti. Io spero che i soldi che vengono risparmiati dagli stipendi dei calciatori, non vadano soltanto nelle casse delle società, ma che aiutino anche tanti giocatori di Serie C e di Serie D.”

Serie C e Serie D rischiano l’estinzione – “Si è discusso tanto di riforma dei campionati, penso che adesso sia il momento di farlo. Prevedo che il prossimo anno non avremo tre gironi di Serie C, ognuno di 20 squadre, dispiace tanto per gli stessi calciatori. Non c’è calcio per tutti, come non c’è lavoro per tutti.“

Benevento – “Il Benevento stramerita la promozione, inutile dirlo. E’difficile dal punto di vista regolamentare capire come andranno le cose. Gravina parla di una Serie A a 22 squadre, io penso che sia impossibile, visto che ci saranno club che rischieranno di non iscriversi al prossimo campionato della massima serie . Ritengo che Il Benevento farà parte della prossima Serie A in un modo o nell’altro.”

La situazione del Napoli – “Una quarantena iniziata un pò in anticipo per i giocatori del Napoli, dopo la partita di Salisburgo. La squadra è forte, e stava iniziando nuovamente a far vedere i suoi valori con Gattuso. Purtroppo questa situazione pregiudicherà tutto.”

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MES: che cos’è? Sfatiamo le 5 bufale più diffuse sui social

Il dibattito sorto attorno alla riforma dell’ESM (MES) presenta elementi di confusione e mistificazione della realtà. A prescindere dalle posizioni ideologiche – pro o contro l’integrazione europea – occorrerebbe sempre che si facesse informazione corretta. In questo caso invece, forse ancor più che sull’adozione della moneta unica, demagogia, pressappochismo e una non indifferente dose di cinismo propagandistico sembrano aver preso il sopravvento.

Le polemiche alimentate dai partiti genericamente definiti sovranisti – e in misura più defilata dal ministro degli Esteri Di Maio – sono basate su assunti che proveremo ora a smontare.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è un’istituzione che toglie risorse all’Italia a beneficio di Francia e Germania

L’esigenza di dotare l’area euro di una rete di protezione per i Paesi con fondamentali di bilancio deboli è stata spesso invocata da buona parte di coloro che criticano l’ESM. Da quel fronte sono arrivate le richieste di una mutualizzazione dei debiti sovrani, la richiesta di emissione di eurobond garantiti dalla BCE quale prestatore di ultima istanza, l’armonizzazione dei tassi rendimento con annullamento degli spread. L’Italia in questa fase storica si trova ad essere il Paese con i fondamentali più a rischio per via dell’abnorme rapporto fra debito e pil, del trend di crescita di questo parametro che proietta il rapporto verso il 140% alla fine del prossimo triennio, della incapacità oramai consolidata di rispettare il Medium Term Objective di riduzione del disavanzo strutturale. A fronte di questa rete di protezione il nostro Paese ha contribuito finora con 14,33 miliardi dei 125 sottoscritti. Gli stati membri che contribuiscono in misura maggiore sono proprio Germania e Francia, rispettivamente con 27 e 20 miliardi di capitale versato e 190 e 142 di capitale sottoscritto. Francia e soprattutto Germania non sembrano essere a rischio di aiuti da parte dell’ESM eppure sono i due maggiori contributori.

L’Italia non potrà accedere al MES

Buona parte delle critiche si concentrano sulla possibilità di accesso agli eventuali aiuti. Si fa riferimento in particolare al rispetto del parametro del 60% del rapporto debito/pil che escluderebbe il nostro Paese da un programma di aiuti.

Nella realtà sono previste due procedure: una per coloro che rispettano il limite del 60%, il PCCL (Precautional Conditioned Credit Line); una per quei membri che non rispettano i parametri, l’ECCL (Enhanced Conditions Credit Line). Nel secondo caso, quello che riguarderebbe noi, è escluso che l’aiuto sia subordinato alla ristrutturazione del debito. E’ previsto un Memorandum of Understanting solo nel caso in cui il giudizio sulla sostenibilità del debito fosse negativo. Si tratta, come dovrebbe essere evidente, di una precauzione per evitare il moral hazard di chi potrebbe essere incentivato a non mantenere sotto controllo in conti pubblici sapendo che c’è un soggetto esterno che risponde dell’azzardo. Per quanto riguarda l’obiezione secondo la quale chi rispetta il parametro del 60% ricordiamo che Spagna e Irlanda quando chiesero l’intervento dell’ESM avevano un rapporto debito/pil proprio intorno al 60.

L’Italia sarà stritolata dal MES

Le misure adottate dall’ESM-MES (e prima ancora dall’ESFS) si sostanziano in prestiti a lunga e lunghissima scadenza a tassi agevolati, molto inferiori a quanto vengono di solito prezzati dagli investitori/prestatori. Ad esempio la Grecia, che ha usufruito complessivamente di 204 miliardi di aiuti, ha pagato sui prestiti un tasso medio ponderato inferiore all’1,4%. La durata (maturity) massima dei bond emessi in favore della Grecia è di 40 anni (bond emesso nel dicembre 2015). Come questi interessi, di gran lunga inferiori al tasso di aggiudicazione dei BTP italiani emessi solo pochi mesi fa, possano strangolare il nostro Paese non è dato saperlo.

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Il MES serve a salvare Deutsche Bank

È vero che uno dei temi toccati dalla riforma del Trattato è il backstop a favore delle banche, ma questo passaggio (che ci riserviamo di analizzare magari in altra occasione) è parte di un percorso verso quella unione bancaria di cui si parla da quasi un decennio e per la quale non è ancora intravisto un punto d’approdo.

La normativa comunitaria di riferimento per il salvataggio degli istituti di credito in stato di crisi è la BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive). Fra il 2014 e il 2015 si è ritenuto opportuno separare anche normativamente i requisiti e le procedure di risoluzione delle crisi bancarie attraverso l’individuazione di parametri separati in funzione della sistemicità dell’istituto in crisi. A seconda dell’essere considerati su basi quantitative sistemici o non sistemici, gli istituti devono adempiere a differenti parametri patrimoniali. Per gli istituti non considerati sistemici si applicano i parametri contenuti nella MREL (Minimum Requirement of Eligible Liabilities); per quelli sistemici i requisiti sono stabiliti dalla TLAC (Total Loss Absorbing Capacity). Nei trenta istituti considerati sistemici dal Financial Stability Board c’è anche Deutsche Bank con capitali da detenere a riserva superiori dell’1,5% rispetto ai requisiti minimi.

Essere istituto sistemico significa che, in caso di crisi, un salvataggio pubblico non contravviene a nessuna regola sul bail in. Quindi la riforma dell’ESM non incide su un’eventuale crisi di DB.

In Italia il governo Movimento 5 Stelle-Lega ha voluto considerare sistemica la piccola Carige.

Il Fondo Salva Stati non è un ente politico ma un gruppo di tecnocrati che non risponde a nessuno

Le decisioni sugli interventi sono prese da un board del quale fanno parte i rappresentanti dei 19 governi dell’Eurogruppo. L’attuale presidente è Mario Centeno. Gli altri membri sono i ministri delle finanze. Per l’Italia c’è dunque Roberto Gualtieri.

In definitiva riteniamo tutte queste obiezioni prive di fondamento e le polemiche ad esse connesse strumentali. Il MES è probabilmente uno strumento perfettibile, così come lo è l’Unione Europea, ma non c’è dubbio che l’acceso dibattito di questi giorni non abbia alcuna ragione di esistere.

L’autore del post è Costantino De Blasi, risk manager e financial advisor / Liberi, Oltre le illusioni – Tratto da un’analisi de IlSole24Ore

Twitter @DeShindig

FONTI (IlSole24Ore):

ESM interests and fees

Aste e collocamenti BTp a 10 anni 

Video integrale “Liberi, Oltre le illusioni – Spazio Aperto – MES, con Costantino De Blasi e Giampaolo Galli” 

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Dido Lettieri a Radio Musica Television: “Le mie mascherine richieste da tutto il mondo”

Dido Lettieri si è contraddistinto per le sue buone azioni in questo periodo di crisi sanitaria regalando mascherine. Lo abbiamo ascoltato ai microfoni di Radio Muisca Television.

Sulle mascherine: “Ho regalato 15 mila mascherine. Ho una tappezzeria a Grosseto e quest’iniziativa è nata nel momento in cui servivano iniziative e non si trovavano da nessuna parte e quando ho visto che il prezzo di quelle poche in giro si aggirava introno ai 15 euro con mio figlio ho iniziato a farle per gli amici. Quando poi ho pubblicato questo su facebook ho iniziato ad avere richieste da ogni parte del mondo”.

La spedizione nel mondo: “C’era un corriere qui a Grosseto, al quale le davo già imbustate anche grazie all’aiuto di 40 sarte che non cucivano da anni e in casa hanno collaborando rispolverando le loro macchine da cucito e la produzione è quasi di 2000 mascherine al giorno. Ovviamente tutto questo è gratuito le persone che le richiedono pagano solo la spedizione”.

Le sensazioni: “Ovviamente mi sento soddisfatto, contento, questa è una missione e oggi come oggi ho finito elastico, tessuto e tutto, non ho più nulla però ho fatto il mio massimo. Attraverso il mio tutorial che è stato tradotto in tutte le lingue ho esortato le persone a farle da soli se si avevano i materiali a disposizione. La mia mascherina non sarà utile per gli interventi chirurgici, però sicuramente migliori di tante altre viste in circolazione”.

Sull’autorizzazione: “Per fare una mascherina bisogna avere un luogo sterile e inoltre questa non viene toccata da nessuna persona. Il processo è molto più complesso, quindi non penso proprio a richiedere qualche certificazione. È praticamente impossibile avere la certificazione a meno che non si abbia un laboratorio che produce materiali sanitari. Per questo sono gratuite e nessuno può vietarmi di regalarle”.

Sulla produzione futura: “Ieri ho finito tutti i materiali e quindi essendomi rimaste solo 2000 mascherine, quando tutto finisce chiudo la serranda e sarò contento di aver dato il mio contributo. Quando mi arrivano messaggi positivi sono contento ed è una grande soddisfazione”.

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Francesco Scudieri a Radio Musica Television: “Qui in Spagna la situazione è grave, De Luca è una star”

La situazione in Spagna: “La situazione in Spagna è abbastanza grave. Dopo l’Italia siamo il secondo paese con più casi di Covid-19. In questa settimana siamo in una situazione abbastanza stabile in merito ai positivi, ma la situazione più tragica riguarda il numero dei morti che si aggirano sui 700/800. Viaggiamo con un pò di ritardo rispetto all’Italia”.

Le restrizioni spagnole: “Sono come quelle italiane. Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Sanchez ha prolungato la quarantena fino all’11 Aprile per tutti. Io mi reputo una persona fortunata e riesco a lavorare a casa grazie allo smart-working, dato che la mia azienda è una e-commerce online e quindi continuo a lavorare tranquillamente anche se la mole di lavoro è diminuita”.

La situazione economica: “Io penso che la situazione in Spagna sia leggermente diversa. Sicuramente l’economia spagnola risentirà di questa crisi, ma c’è un organizzazione migliore delle cose e forse l’immagine che i media danno è più tragica e catastrofica rispetto alla realtà. La situazione sicuramente è grave, ma si sta reagendo molto bene. Madrid essendo la capitale ha le migliori strutture, i migliori ospedali, ma anche più casi”.

La differenza tra Spagna e Germania: “A livello economico la Spagna è molto più simile all’Italia sul piano di costi di vita e di retribuzioni rispetto alla Germania. La qualità della vita a Madrid è molto alta e questo fa la differenza. La Germania è un ottimo posto per vivere per i nuclei familiari, perché l’assistenza sanitaria è ottima e si guadagna bene”.

La situazione Italia-Europa vista dall’estero: “È una situazione abbastanza complicata. La mia visione in merito agli aiuti della comunità europea è simile a quella italiana, perché secondo me in questo momento di difficoltà bisogna mostrare l’unione tra i paesi. Purtroppo in questo momento non ci si sta comportando bene perché non si è Comunità Europea solo quando bisogna pagare i debiti”.

Sui dipendenti degli altri stati:”Al momento misure restrittive sui dipendenti non ce ne sono nonostante la nostra azienda operi su 26 nazioni. Il problema riguarda la durata della pandemia, perchè se dovesse durare sei mesi allora si potrebbero avere dei problemi, ma per il momento si va avanti uniti”.

Come passare il tempo in quarantena:”Cerco oltre al lavoro di fare un po’ di allenamento in caso perchè mi faccio essere in forma, poi sto sperimentando diverse ricette, quindi mi sto dilettando ai fornelli perchè in questo periodo siamo tutti un po’ chef. Anche in Spagna il lievito e la farina vanno a ruba, così come la carta igienica e gli alcolici e questo non è il massimo”.

Opinioni su De Luca:”Dopo le sue dichiarazioni qui De Luca è diventato una star. Al di la dei modi che a mio parere sono studiati anche per avere un po’ più di notorietà, ma tutto sommato fa bene a mantenere la massima allerta, anche perchè sappiamo come siamo noi campani”.

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Jeda Neves a Radio Musica Television: ”Sono favorevole a un rientro in campo. Cagliari? È casa”

Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto l’ex calciatore, Jeda Neves, il secondo miglior marcatore straniero della storia della Serie B, durante il programma “TACA LA …MARCA”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano, ecco quanto emerso:

Riprendere i campionati – ”Bisogna analizzare come sarà la situazione dopo Pasqua. Io sono favorevole ad un rientro in capo, se ci saranno tutte le misure necessarie per tutelare i calciatori. Fermare definitivamente questi campionati porterebbe ad una grosso danno economico. Il calcio è importante dal punto di vista finanziario ma è anche un grande fattore aggregante e sociale.”

Preparazione atletica dei giocatori – “Mantenersi con un piano alimentare e tecnico da casa è una cosa, essere preparati per ritornare in campo è un’altra. Se si ritornerà in campo sicuramente si giocherà ogni tre giorni, quindi gli atleti devono essere pronti per questo. Ho sentito alcuni preparatori atletici, se dopo Pasqua si potrà ricominciare con la preparazione atletica, le squadre avranno a disposizione una quindicina di giorni per tentare di raggiungere il massimo della forma. C’è il rischio concreto che si giocherà fino a luglio, quindi i calciatori dovranno stare molto attenti anche al fattore climatico.”

Cagliari – “I ricordi belli in terra sarda sono stati davvero tanti. In due anni e mezzo non potrò mai dimenticare la salvezza raggiunta con un’avvincente rincorsa, la stessa rimarrà indelebile anche nella mente dei tifosi. A Cagliari mi sono sentito a casa, come se fossi in Brasile. La partita con la Reggina dinanzi al nostro pubblico con la permanenza in A garantita è stato un momento di gioia incredibile.”

Il presidente Cellino – “Lo conosco, è una persona che ammiro aldilà delle sue affermazioni che possono essere discutibili o meno. Non fa mancare nulla alla sua squadra, gestisce bene la sua società. Io gli vorrei solo chiedere una cosa: se finisse adesso il campionato, accetterebbe la retrocessione del Brescia? Se non andrebbe a fare alcun ricorso, accetterei le sue parole. Bisogna avere rispetto per le tante vittime di questa piaga che ci sta colpendo, ma bisogna andare avanti in tutti i settori. Poi è chiaro, come ho detto precedentemente, è doveroso che ci siano tutte le condizioni per poter ripartire.”

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Riccardo De Corato, Assessore alla sicurezza Regione Lombardia a Radio Musica Television:”Combattiamo con le nostre forze, ci aspettavamo di più dallo Stato”.

Le difficoltà della Regione al momento:”La fatica sta nel fatto che dobbiamo soffrire molte disfunzioni dello Stato, specialmente la mancanza di rifornimenti dei materiali necessari per operatori e pazienti che ci sono sia negli ospedali che in quelli costruiti in poco tempo come quello degli alpini. Stiamo combattendo una battaglia quasi da soli, c’è un aiuto dello Stato che però non è come quello che ci aspettavamo”.

Sulla consegna dei nuovi rifornimenti:”Si ci stiamo arrivando, ma è passato quasi un mese dal decreto e sono morte tante persone. La vicenda è iniziata ad inizio Febbraio, siamo abbastanza in ritardo. È un tasto dolente e non stiamo qui ad incolpare, ma bisognerà fare un’analisi seria quando tutto questo finirà”.

Sulla ripresa:”La mia sensazione è che in Europa non si è capito cosa stia succedendo. Qui sono e saranno dolori, perchè la chiusura delle attività significano soldi in meno che con i 50 miliardi dei decreti non possono essere colmati. Tutte le attività chiuse si trovano in una situazione pesante da affrontare e nessuno li aiuta perchè ad oggi nelle tasche dei cittadini lombarde non c’è nulla”.

Sull’ospedale in Fiera:”Penso che l’ospedali in Fiera dovrebbe aprire per settimana prossima. Ieri con una Giunta straordinaria abbiamo deciso di far diventare quel padiglione con 400 posti letto un reparto del Policlinico di Milano”.

Sulla sicurezza degli autisti:”Il nostro interesse è quello di preservare la salute di tutti, autisti compresi che continuano a lavorare sia in taxi che nel trasporto pubblico. Purtroppo il rifornimento di materiale sanitario ci è arrivato da poco anche perchè dalla Protezione Civile non ci è arrivato nulla di quello che ci era stato detto fatta eccezione per quelle mascherine che come abbiamo visto tutti non erano assolutamente idonee. Noi per ora non alimenteremo polemiche, ma poi se ne parlerà perchè è vergognoso che una Regione sia rifornita con questo tipo di materiale”.

La lettera dei sindacalisti per la salvaguardia degli operatori negli ospedali:”Noi stiamo cercando di sopperire alle mancanze notevoli in cui ci siamo trovati. Quello che è accaduto al Redaelli, dove non vi sono riforniture necessarie per tutti, succede anche in tanti altri ospedali. È chiaro che quando non arriva una rifornitura importante, non siamo in grado di rifornire tutti. È facile poi alzare la polemica sulla Regione ma purtroppo noi stiamo combattendo da soli con le nostre forze”.

Sull’impiego dell’esercito:”IN giro ci sono ancora pochi soldati rispetto alla nostra necessità. Noi siamo stati i primi a mettere in strada, con l’operazione strade sicure, circa 436 soldati nell’agosto 2009. Oggi il Presidente Fontana ha chiesto una presenza di uomini per controllare le persone che circolano in strada, la risposta è stata di 114 uomini per Milano e la Provincia. Questo numero è una presa in giro, perché pensiamo che la Lombardia necessiti di un numero superiore di almeno due zeri visto l’ampio territorio da controllare. Ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta e quindi siamo ancora in una situazione molto deficitaria”.

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Arrivati in Piemonte i primi 22 medici volontari del Governo a rinforzo degli ospedali del territorio

Accompagnati dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, sono atterrati questo pomeriggio all’Aeroporto di Torino Caselle i primi 22 medici volontari che il Governo ha messo a disposizione degli ospedali piemontesi.

Ad accoglierli il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Chiara Appendino e il prefetto di Torino Claudio Palomba.

Presenti anche il vicepresidente della Regione Fabio Carosso e il commissario straordinario per il coronavirus in Piemonte Vincenzo Coccolo che, insieme all’assessore alla Sanità Luigi Icardi, ha organizzato l’immediata operatività della squadra.

Presente anche ad accoglierli il direttore tecnico-operativo dell’Aeroporto di Caselle Lorenzo Gusman.

“Lo Stato c’è – ha sottolineato il ministro Boccia- è sempre al fianco di Regioni e cittadini perché in una situazione come quella che stiamo vivendo nessuno ce la fa da solo. Dobbiamo tenerci per mano e superare insieme questa emergenza. Il governo continua ad acquistare quanto più possibile e fa arrivare, grazie allo straordinario lavoro delle nostre forze dell’ordine e delle forze armate, materiali sanitari e personale medico e infermieristico nei territori più colpiti. Il Piemonte e la Valle d’Aosta, come la Lombardia, le Marche, l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige hanno fatto richiesta di medici volontari per supportare gli ospedali in situazioni critiche e la risposta dello Stato è stata immediata. Grazie alla solidarietà e alla generosità degli operatori sanitari oggi è stato possibile far arrivare in sei diverse Regioni altri medici volontari; qui a Torino ne sono appena arrivati 22 e altri due medici andranno in Valle d’Aosta; la prossima settimana sarà operativa anche l’unità infermieristica Covid-19 del governo, coordinata dalla Protezione civile”.

“Voglio solo dirvi grazie di cuore – ha detto con emozione il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -, perché ci sono tanti piemontesi che vi stanno aspettando e hanno bisogno di voi”.

I 22 medici volontari arrivano da varie parti d’Italia e andranno a sostenere gli ospedali del territorio:
7 prenderanno sevizio all’ospedale Covid di Verduno e 1 a Cuneo, 7 a Torino e provincia, 1 a Vercelli, 1 a Biella, 2 a Novara, 1 nel Vco, 1 ad Asti e 1 ad Alessandria.
Sono specializzati in malattie infettive, anestesia rianimazione, chirurgia generale, cardiologia, medicina d’urgenza e interna.

“Siamo anche noi commossi perché non ci aspettavamo questa accoglienza – ha commentato uno dei 22 medici atterrati a Caselle -. Siamo venuti per lavorare e ci auguriamo di poter fare ciò che vi aspettate da noi”.

”Non ce la facevo a stare a casa con i nipoti, sono un medico anestesista rianimatore in pensione e sono tornata a lavorare” ha aggiunto una dottoressa in arrivo dalla Toscana.

“Nelle prossime ore prorogheremo la nostra ordinanza – ha aggiunto il presidente Cirio -. Ma in Piemonte non ci sarà nessun tipo di allentamento delle misure di contenimento, perché adesso più che mai è importante continuare a restare a casa. Non possiamo vanificare l’enorme sforzo che tutti abbiamo fatto finora, per questo stiamo anche valutando un possibile inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi viola le regole.
Vogliamo mandare un messaggio chiaro ai piemontesi: non ci sono ancora le condizioni per uscire, salvo nei casi di estrema necessità. So che è un grande sacrificio, ma vi chiedo di restare a casa”.

COMUNICATO STAMPA

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Giuseppe Ranuccio, sindaco di Palmi, a Radio Musica Television: “A Palmi siamo stati abbandonati dalla Protezione Civile e dalla Regione”

Il Covid-19 ha messo in seria crisi tutta l’Italia. Grandi diffoltà stanno riscontrando anche i comuni del Sud Italia che si ritrovano senza sanità come accade a Palmi (RC). Della questione ne abbiamo parlato con il Sindaco Giuseppe Ranuccio.

Le conseguenze del virus:”Si la nostra prima fonte di guadagno è il turismo. Sono in contatto con diversi ristoratori ed esercenti che vivono grazie al turismo e non siamo ancora in grado di dare risposte in merito a ciò che succederà quest’estate, non sappiamo ancora a cosa andiamo incontro”.

Sui provvedimenti:”Stiamo adottando ogni giorno ordinanze e decreti per limitare gli spostamenti e gli assembramenti. Fortunatamente i miei cittadini stanno rispondendo bene e stanno limitando il più possibile di muoversi. Siamo abbastanza contrari anche all’idea di portare a spasso i bambini, che secondo noi può essere il metodo per qualche furbetto di stare più del dovuto fuori casa”.

La richiesta per il voucher:”Siamo in continuo contatto con la responsabile dei servizi sociali. Con questa nuova ordinanza è vero che si lascia maggiore libertà ai sindaci, ma è anche vero che ci creano difficoltà nella scelta dei criteri. Noi ci stiamo attrezzando nel comprare i voucher e non direttamente i beni e darli ai bisognosi. Per i criteri si terranno maggiormente in considerazione quelle persone che non hanno alcuna entrata come il reddito di cittadinanza, ma si terranno presenti anche l’ISEE, il nucleo familiare e di tante altre cose. Le richieste saranno ovviamente da fare sempre al Comune e in base alle richieste consegneremo i voucher che acquisteremo direttamente dagli esercenti”.

Sulle misure stringenti utilizzate:”Si, ho adottato misure abbastanza drastiche tra cui l’ultima che riguarda la chiusura della città in entrata e in uscita, oltre a tutte le altre limitazioni. Ad oggi fortunatamente non abbiamo alcun caso accertato e credo che in questi casi la prudenza non è mai troppa e queste misure stanno mostrando i loro risultati”.

Sulla dimissione del responsabile della Protezione Civile calabrese:”Non sono totalmente in linea sul fatto di parlare di questi argomenti. Credo che l’uscita del responsabile voleva significare solo che lui non era competente nel campo medico e, della situazione poi la stampa ha saputo marciarci su. La cosa più allarmante è però l’impreparazione che una Regione come la nostra ha avuto nell’affrontare questa situazione. Sono convinto che la componente politica deve indirizzare e porsi degli obiettivi, sta poi alla parte gestionale ed amministrativa a tradurli in fatti concreti. La cosa preoccupante qui è l’assenza di sanità, come nella piana di Gioia Tauro che ha disposizione solo l’ospedale di Polistena che è al collasso e qualche piccolo presidio sanitario che sono stati smantellati. Si è passati da un eccesso ad un difetto e ora la gente non muore per mala sanità, ma per completa assenza di questa”.

Sui dispositivi di protezione:”Noi siamo stati quasi totalmente abbandonati. La Protezione Civile ci ha fornito 50 mascherine che assomigliano a fazzolettini inutili. Devo ringraziare i miei cittadini che si sono messi a cucirle loro e a distribuirle a chi necessitava o anche grazie a qualche imprenditore che ci ha fatto qualche donazione”.

Sui rientri:”Noi abbiamo più o meno 100 persone rientrate dalle zone rosse sia italiane che all’estero. Le abbiamo censite e messe in autoquarantena e hanno l’obbligo come per tutti di stare a casa”.

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Cateno De Luca, Sindaco di Messina, a Radio Musica Television:”Lo Stato ci prende in giro, bisogna aiutare anche i nuovi poveri del Coronavirus”

Radio Musica Television continua a parlare con i sindaci di Italia in merito alle situazioni causate dal Coronavirus. Oggi è intervenuto ai nostri microfoni il sindaco di Messina Cateno De Luca.

Un Sindaco fuori dagli schemi:”Diciamo che sono stato costretto e l’ho fatto in difesa di tutti i sindaci che ci sono sul territorio. Fino al 22 Marzo ho lottato in tutti i modi per cercare di evitare la diffusione del virus e quindi i morti, quando ho visto che era un questione di scontro con lo Stato mi sono attrezzato per farmi sentire a livello mediatico. Qui rischiamo di morire di mala burocrazia e di mala politica, perchè ribadisco che in periodo di guerra non si può ragionare ancora con le norme normali, anche perchè qui ci ritroviamo a combattere senza materiale sanitario e senza ventilatori. La stessa cosa riguarda i sostegni; prima di mandare i soldi sospendete tutte le bollette e cerchiamo di muovere un sistema che per ora è fermo, è inutile prelevare e poi promettere. Mentre abbiamo assistito alla situazione in Cina, noi dovevamo attrezzarci e agire, è questo dove siamo stati carenti e lo continuiamo ad essere. È inutile buttare benzina sul fuoco e dire di mandare soldi che tanto sappiamo che non arrivano”.

L’accesso alle richieste di voucher:”Questa è un’altra vergogna dello Stato. Come si fa a prendere un avvocato o un imprenditore che non lavora da un mese e non fattura più, sono loro i nuovi poveri del Coronavirus. È normale che per gli alimenti non vengono calcolati perchè si prende in considerazione la fatturazione dell’anno precedente”.

Sui 400 milioni dallo Stato:”Sono una vera e propria presa in giro, anche perchè questi soldi se arrivano, arriveranno dopo la fine della pandemia. Quando sarà poi i sindaci dovranno accingere ai dati INPS per capire a chi sono destinati i soldi, ma ora ci sono le persone che ti chiedono aiuto. I nuovi poveri come si aiutano? Questo significa che quelli a cui non spetterà nulla e sono in casa da tempo si ribelleranno. Io avevo previsto tutto e a Messina mi sono attrezzato; per ora abbiamo cucine da campo che sfornano pasti e li portano a casa, inoltre ci sono le catene solidali dei supermercati che dispongono i beni di prima necessità. Inoltre io 80 milioni di euro li ho già pronti e non ho bisogno di aspettare qualcuno che mi schiacci. I soldi bisogna prenderli da dove ci sono, perchè ci sono, bisogna far ripartire l’economia e poi si vede. È inutile continuare a fare norme ed usare piccole cifre perchè non porterà a niente”.

Sulle dichiarazioni di De Luca:”Il De Luca che usa il lanciafiamme è normale che ha ragione. Da Presidente della Regione potrebbe fare ben altro, ma il problema di fondo sta nel fatto che bisogna fare delle azioni per costringere chi sta sopra di noi a fare le cose cose devono essere fatte. Quando offri ai tuoi superiori le soluzioni al problema ti ripagano denunciandoti come ha fatto il Ministro dell’Interno con me e come le ho mandato un mazzo di rose come ringraziamento”.

Sulle problematiche con Villa San Giovanni:”C’è stata collaborazione tra due comuni anche perchè siamo entrambi vittime delle falsità dello Stato. Nel nostro territorio ci sono persone che sono arrivate senza un valido motivo, artisti di strada che sono qui per farsi la vacanza. Quando il tutto è stato denunciato dalla Polizia di Stato, il Ministero ha fatto uscire un comunicato stampa dicendo che tutto questo non corrispondeva al vero e nel frattempo a Villa c’erano i nostri cittadini siciliani bloccati li dalle forze dell’ordine, ma questo particolare non è stato messo nel comunicato stampa. È normale che poi sbrocchi, perchè chi sta sopra di te non solo ti crea problema, ma dice pure che dichiari il falso”.

“Il problema stava nel fatto che i decreti erogati non dovevano diventare carta igienica. Se si decide una cosa bisogna farla rispettare su tutto il territorio. Io avevo detto che sullo Stretto doveva essere attuato lo stesso metodo degli aeroporti, cioè prenotazione con evidenziazione della motivazione almeno 24 ore prima cosi che si potesse controllare per tempo, invece tutto è finito con la mia idea che è stata utilizzata nei passaggi da uno stato all’altro mentre io attendo ancora risposte”.

Sulle tante autocertificazioni:”Io in città sono stato chiaro e ho imposto di non uscire. Visto che però ci sono persone che escono per passeggiare, risolveremo il tutto con la tessera del pane, ossia che le persone possono uscire massimo due volte a settimana per andare a fare la spesa”.

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Coronavirus, Conte: ‘4,3 miliardi ai Comuni e 400 milioni per la spesa’

Ecco le nuove misure spiegate dal Premier nell’ultima conferenza stampa

“Ci confronteremo a inizio settimana con gli esperti e confidiamo che ci portino ottime notizie. Noi ci manteniamo sempre vigili per adeguare le nostre valutazioni sulla base delle loro raccomandazioni”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
“Con ordinanza delle protezione civile aggiungiamo a questo fondo 400 milioni, un ulteriore anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per non fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari”. 

“Ho appena firmato un dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando delle misure per fare fronte all’emergenza Coronavirus.

“Oggi segnaliamo il numero più alto di guariti. Ci confronteremo a inizio settimana con gli esperti e confidiamo che ci portino buone notizie”.

“La ministra Catalfo e l’Inps stanno lavorando senza sosta. Vogliamo mettere tutti i beneficiari della Cassa integrazione di accedervi subito, entro il 15 aprile e se possibile anche prima”, afferma il premier.

“Non abbiamo fatto una proposta alla Commissione, ma all’Eurogruppo per elaborarla. C’e’ un dibattito in corso. Ma qui c’e’ un appuntamento con la storia e tutti devono essere all’altezza”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, commentando il no della Commissione ai coronabond. “Non passerò alla storia per chi non si e’ battuto: mi batterò sino alla fine per una soluzione europea”.

“Il compito della proposta non è rimesso alla presidente della commissione. Le proposte le elaborerà l’Eurogruppo”. Lo dice il premier commentando le parole di Ursula Von Der Leyen sui Coronabond.

“Lo ha detto Azzolina e confermo anche io che la sospensione delle attività didattiche proseguirà ragionevolmente: non c’è una prospettiva di tornare dopo il 3 aprile alle attività didattiche ordinarie. Quanto alla sospensione delle attività produttive non essenziali non sappiamo ancora, è ancora troppo presto. Dall’inizio della settimana inizieremo a lavorarci: il governo ha adottato questa misura col massimo senso della responsabilità”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Le parole di Von Der Leyen” sui Coronabond “sono sbagliate”. Quella indicata nella lettera dei nove capi di Stato europei “è la risposta più adeguata per uno shock simmetrico sull’economia e tutti devono essere all’altezza della sfida, anche la presidente della commissione europea”. Lo dice il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Stiamo lavorando per rendere fruibile il prima possibile” gli indennizzi e “dal 1 aprile con un click si potrà fare domanda e saranno erogati i 600 euro, che vogliamo rafforzare e allargare. Non è tanto il momento di riformare strumenti ordinari ma di far fronte a una situazione straordinaria”. Così il ministro Roberto Gualtieri rispondendo a una domanda sull’ipotesi di Reddito di emergenza. Il bonus sarà reso “più rapido, più efficace e più universale per chi non usufruisce di una fonte di reddito”.

Nella crisi del coronavirus la Commissione europea non pianifica l’emissione di bond propri sui debiti. Lo ha affermato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen in un’intervista alla Dpa. “Su questo ci sono chiari confini giuridici, e non c’è un piano. Non lavoriamo a questo”, ha affermato. La von der Leyen sottolinea inoltre che “la parola coronabond è solo una sorta di slogan. Dietro c’è la grande questione delle garanzie. E su questo le riserve della Germania come di altri paesi sono giustificate”.

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Avv. Maira Cacucci, Assessore all’istruzione di Rozzano a Radio Musica Television: “La situazione economica è complessa ma cerchiamo di essere vicini a tutti”.

È stata intercettata dai microfono di Radio Musica Television Maira Cacucci, avvocato penalista nonché Assessore all’istruzione e al commercio del Comune di Rozzano.

Provvedimenti per i più bisognosi:”Si, abbiamo preso spunto dalle indicazioni della Regione Lombardia e abbiamo stilato un elenco di tutti quei commercianti che si sono organizzati per il servizio a domicilio affinché questo sia conosciuto ed utilizzato di più, anche perché di anziani ce ne sono parecchi. Poi comunque ci sono sempre le persone in difficoltà che necessitano di ricevere i beni di prima necessità a casa. Il settore commerciale si è subito ben disposto e quindi abbiamo creato un servizio indispensabile per la cittadinanza”.

Sulle difficoltà di Rozzano:”Beh, questo è un Comune non semplice da gestire, però devo dire che ci ha dato anche tante soddisfazioni. La situazione di grande difficoltà ha favorito nel nostro Comune, ma anche in tanti altri comuni italiani, l’occupazione abusiva di abitazioni. Era prevedibile che accadesse”.

Gli aiuti del Comune:”Rozzano presenta una situazione economica abbastanza complicata, è la peggiore dei comuni vicino Milano. I nuclei familiari in difficoltà sono veramente tanti. Noi avevamo già introdotto la mensa gratis che aveva supportato i nuclei familiari, perché annullando i prezzi della mensa si ha un beneficio importante per quelle famiglie con due o più bambini a carico, perché costituisce un rispario che si aggira sui 200 euro al mese. Attualmente con la sospensione delle attività didattiche sono stati istituite videolezioni per continuare con la didattica e di questo devo ringraziare i dirigenti scolastici che stanno facendo un lavoro superlativo, noi come Comune abbiamo cercato di aiutarli acquistando apparecchi elettrici come computer da dare a quei ragazzi che non hanno la possibilità di acquistarlo, tutto questo ovviamente con un comodato d’uso gratuito cosi che qualsiasi ragazzo può ricevere lo strumento e ricevere le lezioni”.

Un aggiornamento sulla situazione in carcere:”Devo dire che nella maggioranza degli istituti l’organizzazione è stata abbastanza buona. Stanno raddoppiando le telefonate, cosi il detenuto può stare in contatto quotidianamente sia con la famiglia che con il difensore, hanno la possibilità anche di fare colloqui di 15 minuti con le videochiamate, quindi l’organizzazione è molto buona nonostante ci sia questo disagio non indifferente di non poter ricevere alcun contatto fisico. Inoltre gli articoli 123-124 del DPCM hanno dato la possibilità di snellire la procedura relativa alla concessione dei domiciliari secondo la legge 199 del 2010, quindi anche questo è uno strumento per poter essere scarcerati con una procedura più veloce. La finalità di questi provvedimenti non sono solo volti a svuotare le carceri, ma anche a riunire i nuclei familiari. Sono molto contenta di questi anche se l’incendio avvenuto al Tribunale di Milano farà ritardare leggermente il tutto”.

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Mario Matarazzo a Radio Musica Television: ”Lo stato deve agire. Andiamo incontro a seri danni”

L’imprenditore è intervenuto ai microfoni di “Magazine: Musica e Notizie”


È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television Mario Matarazzo, imprenditore nel mondo della ristorazione, con ben cinque pizzerie a Brescia, e membro dell’associazione GTN. Con lui, a “Magazine: Musica e Notizie”, argomento centrale sono state le ricadute economiche causate dal CoVid-19.

Sulle difficoltà dei commercianti: ”Lo Stato non sta prendendo in considerazione la nostra categoria, quella della ristorazione. Si sta bloccando tutto. Brescia, non essendo stata inserita nel decreto di Conte tra le zone rosse, è costretta a continuare a pagare tasse, mutui e affitti . Se non incassiamo come faccio a portare avanti cinque punti vendita? come pago i miei dipendenti? Come mai lo Stato dà a chi lavora 600 euro (una tantum, ndr.), quando con il Reddito di Cittadinanza si percepisce molto di più? Chi pensa a queste famiglie? Lo Stato deve intervenire per salvaguardare tutti. Non ce la facciamo più!”.

E sulle chiusure: “Nella mia situazione la perdita economica è stata pesante: ho perso 33 mila euro e ho costretti a casa venticinque dipendenti, con la speranza della Cassa integrazione. Magra consolazione è la pizzeria d’asporto, l’unica rimasta aperta”.

“In futuro, quando riapriremo, sempre con misure ridotte, troveremo difficoltà nei pagamenti – Ha affermato Matarazzo – Molti di noi, invece, non riapriranno mai più, ed è un’amara constatazione”.

In conclusione, l’appello ai colleghi: “Non staccate assegni, non indebitatevi! Tenete duro e insieme possiamo andare avanti”.

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Francesca Caruso, vice sindaco di Gallarate a Radio Musica Television:”Come in ogni città lombarda anche noi siamo in difficoltà; per le donne vittime di violenza: denunciate!”

Francesca Caruso, vice sindaco di Gallarate, è intervenuta ai microfoni di Gallarate. Con lei abbiamo parlato sia della situazione Covid-19 nel comune lombardo, ma anche della situazione della violenza sulle donne per il quale è stato istituito nel comando di Polizia locale un sportello mirato a ciò.

Sulla situazione Covid-19:”Siamo in difficoltà come tutte le altre città lombarde, noi siamo una delle città con meno contagiati visti i 30 positivi di Covid-19. Medici e operatori sanitari stanno combattendo per battere il virus, mentre le forze dell’ordine lavorano per far rispettare la regola base che è quella di restare in casa”.

Sui fermi e le denunce:”Come Polizia locale abbiamo verificato più di 250 autocertificazioni di cui alcune sono in fase di approfondimento, 11 persone denunciate e due attività di commercio chiuse. Ci sono più o meno otto agenti per turno per fare questi controlli. La cittadinanza sta rispondendo abbastanza bene, perchè in un mese. con tutti questi controlli, solo 11 denunciati sono un numero basso. Hanno capito che l’unico modo di aiutare è restare in casa”.

Gli aiuti agli anziani:”Abbiamo fatto una giunta online e abbiamo attivato il servizio di assistenza telefonica per gli anziani oltre a quello della spesa a domicilio. Dal Lunedi al Venerdi gli anziani possono chiamare per compagnia o per scambiare qualche chiacchiera”.

Sui bisognosi:”Purtroppo questo è un problema che c’è ovunque. Noi come Comune abbiamo rinviato tutti i pagamenti, come la sospensione di tutte le rette da pagare per aiutare tutti con termine 30 aprile. Questo è un momento di emergenza e anche noi stiamo cercando di capire come poter aiutare le persone a livello economico”.

Sul primo soccorso:”Gallarate funziona come tutta la Lombardia. Nel primo soccorso intervengono sia i medici di base che i numeri predisposti, la cosa da non fare è recarsi in ospedale. Bisogna restare in casa il più possibile e nonostante ciò vedo ancora troppe persone fuori i supermercati. Ho visto persone con poche cose nelle buste, bisogna fare spese più grandi per ridurre le uscite, bisogna adottare le precauzioni che sono fondamentali”.

Sui casi di violenza domestica:”Il problema delle denunce che non arrivano c’è da sempre. La donna spesso ha paura di denunciare, è un lavoro che la donna deve fare. A Gallarate abbiamo il primo sportello nel comando di Polizia locale, e i numeri che ci arrivano sono alti. Questo ci dimostra che era un servizio necessario. La fascia di età è dai 18 ai 90; alle donne che sono costrette in casa con queste persone posso dire che il 1522 è sempre attivo e bisogna denunciare. Le forze dell’ordine per quello che possono ci sono sempre. Conosco bene l’argomento visto che sono avvocato, ci ho creduto e fin dall’inizio ho deciso di tutelare le persone in difficoltà”.

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Aldo Alessio, sindaco di Gioia Tauro a Radio Musica Television:”Vorremmo creare l’ospedale galleggiante, ma per ora non ci è permesso”

Il Sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio è intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television per parlare della situazione che coinvolge la Calabria in questa crisi causata dal Covid-19.

La situazione in Calabria:”In Calabria non possediamo strutture sanitarie ospedaliere in grado di poter sopportare l’onda d’urto che si può creare nel caso di espansione della pandemia. Anziché incolpare le poche strutture ospedaliere che lavorano, l’obiettivo è quello di far arrivare una nave nel porto di gioia Tauro, allestirla come ospedale in modo che ci possa aiutare in caso di espansione del virus. Si stanno già muovendo la Regione Liguria con l’ospedale galleggiante che è già operativo a Genova, e la stessa cosa la vuole fare anche la Regione Marche, quindi io non capisco perché per un progetto qui in Calabria devono uscire fuori sempre migliaia di ostacoli e difficoltà per fare un ragionamento semplice e attuabile. Ovviamente questo prevede un costo, ma rispetto ai potenziali morti che potremmo avere non bisogna pensare ai soldi ma alla situazione da affrontare. La risposta della Presidente della Regione è stata che per ora la Calabria non necessita di posti letto, quello che manca è solo la strumentazione e le strutture che servono per affrontare il virus. Penso che si dovrebbe fare una riunione prima di decidere anche perché penso che non tutti hanno capito ancora la gravità della situazione. la difficoltà non è solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale perché la situazione dei medio-piccoli imprenditori è grave e non abbiamo bisogno anche di una rivolta sociale”.

Sugli aiuti dell’imprenditoria locale:”Adesso abbiamo lanciato un appello a quegli imprenditori che potrebbero aiutarci economicamente, spero che arrivi una risposta positiva. Ora bisogna essere svegli e cercare di aiutare, sia sul genere alimentare che sugli attrezzi sanitari, perchè oggi dobbiamo essere tutti operativi per il territorio e per la comunità”.

Sulla cifra necessaria per l’ospedale galleggiante:”Non sto qua a dare cifre, basta andare a vedere le spese di Genova per renderci conto di quanto abbiamo bisogno. Penso che la cifra non si distacchi tanto dalla loro, inoltre abbiamo un armatore disposto a fornirci la nave quindi le spese sarebbero solo per l’allestimento”.

Sull’annullamento dell’ordinanza di qualche giorno fa:”L’annullamento è dovuto dal fatto che c’era scritto che le edicole dovevano essere chiuse la Domenica. Da li sono stato attaccato di voler ridurre la libertà di stampa, cosa assolutamente falsa perchè sono una persona molto democratica su questo punto di vista. Il punto sta nel fatto che dobbiamo evitare che la gente vada per strada e limitare la mobilità delle persone, poi se andiamo a comprare le sigarette o altre cose non ne usciamo più da questa situazione. Questo è per preservare la vita non perchè vogliamo creare un regime dittatoriale. Bisogna pensare che è per questo motivo che il virus si espande ovunque perchè siamo noi che ci muoviamo e lo portiamo in tutta Italia. Inizialmente il Sud era pulito poi da quando non è stato vietato il ritorno al Sud la situazione è precipitata anche qui”.

Sull’ordinanza dell’On.Santelli in merito al tampone per tutti gli operatori sanitari pubblici e privati:”Intanto bisogna vedere se ci sono i tamponi e tutto il kit necessario per tutte le persone, possiamo fare tutte le ordinanze che vogliamo, ma se non le mettiamo in atto, perchè non abbiamo i mezzi, rimane sulla carta. C’era l’ordinanza di ingresso in Calabria e lo stesso sono entrati, quindi bisogna mettere il sistema di controllo di tale ordinanza”.

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Pasquale Ferorelli a Radio Musica Television:”Il Covid-19 si insedia nei nostri occhi, ma gli enzimi del nostro corpo non riescono a distruggerlo, anzi…”

Il ricercatore è intervenuto ai microfoni di “Magazine: Musica e Notizie”

È stato intercettato ai microfoni di Radio Musica Television Pasquale Ferorelli, ricercatore che ha sviluppato una ricerca sul carcinoma polmonare presentata al Convegno di oncologia a Vienna. Con lui andremo ad analizzare come avanza il Covid-19 nel corpo umano

“A Vienna sono stati presentati diversi lavori non solo quello del carcinoma polmonare. Questa è una delle ricerche più importanti a livello mondiale, perché è stata condotta da 60 soggetti di cui 4 università: l’Università di Roma Tor Vergata, L’Università di Mosca, Università del Molise e l’Università di Bruxelles. Al Convegno di Vienna sono stati presentati numerosi casi clinici da noi trattati con diversi prodotti come: la rigenerazione del midollo osseo e la rigenerazione del dito indice della mano di una bambina. Inoltre sono stati presentati i lavori che abbiamo fatto sul Coronavirus”.

La ricerca sul Coronavirus:”Questa infezione è provocata da una catena di amminoacidi destrosi. Devo premettere che gli esseri viventi sono organizzati con amminoacidi sinistrosi e questo permette agli esseri viventi di sintetizzare molecole a sinistra. Il virus sceglie gli organi più vulnerabili per poter accrescere il proprio genoma e questi sono gli occhi che essendo poco vascolarizzati presentano bassa difesa immunitaria. Questa è presentata dagli enzimi che hanno il compito di proteggere gli organi e l’occhio viene difese da enzimi che possono essere lisosomiali, ialuronici o di altri tipi. Quando il virus sceglie l’occhio come organo vulnerabile, vi trova l’acqua, ossia le lacrime, che sono ricche di energia, quindi il virus ha grande probabilità di fissarsi nella lacrima. Gli enzimi, che presentano amminoacidi sinistrosi, quando mangiano il virus non riescono a digerirlo per via degli amminoacidi destrosi e quindi l’enzima diventa il cavallo di Troia del virus che si lascia chiudere nell’enzima, che non viene attaccato dall’organismo perché considerato parte del corpo. Quindi l’enzima passa attraverso i turbinati e qui cerca di crescere e sviluppare il suo genoma. Qui nel naso ha delle possibilità: una è quella di indirizzarsi verso l’apparato respiratorio, ossia i polmoni. La mancanza di forza causata dal virus sta nel fatto che durante la creazione di energia l’acido piruvico, che deve creare l’acetil-coenzima A volto all’inizio della respirazione cellulare, viene trasformato dal virus in acido lattico e distrugge l’acetil-coenzima A che porta all’interruzione del processo di creazione dell’energia e all’infiammazione delle vie respiratorie. Quando il virus vede i nostri prodotti, ossia gli zuccheri, li attacca perchè li è avido di questi e li intrappola. Capisco che la spiegazione è molto complessa perchè c’è dietro una grande base biochimica”.

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Orlando Fazzolari, sindaco di Varapodio a Radio Musica Television: “La situazione del Nord ci ha aiutati a contenere l’emergenza al Sud; la crisi italiana è causata dalle restrizioni dell’Europa”

Il primo cittadino del comune calabro è intervenuto a Magazine: Musica e Notizie

È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television il Sindaco da Varapodio (RC), con il quale abbiamo parlato della situazione Coronavurs in Italia e della crisi del Paese.

L’attenzione su Brescia:”Certo, nel bresciano ho tanti amici oltre allo studio professionale. Conosco molto bene la città, la zona, quindi sto seguendo molto da vicino la situazione che stanno affrontando. Brescia è una provincia e come Bergamo stanno messe molto male, tutte le strutture sanitarie sono al collasso”.

La situazione a Varapodio:”Il mio comune sta affrontando la situazione senza grossi problemi, per ora non abbiamo casi di Covid-19, c’è solo qualche situazione di quarantena obbligatoria per 16 cittadini che vengono dal Nord. Abbiamo emesso delle ordinanze per la limitazione delle attività nel comune anche per disciplinare l’ingresso nei negozi che sono rimasti aperti. Nei grandi negozi l’ingresso è uno per volta, invece per quelli più piccoli l’ingresso non è possibile, si deve solo consegnare la lista della spesa e attendere fuori. Poi ci stiamo adoperando come Comune a fornire le mascherine a tutta la popolazione, abbiamo tenuto tutte le attività aperte che sono stati riforniti di materiale sanitario. Per gli anziani e i bisognosi offriamo assistenza anche per gli elettrodomestici, oltre al servizio di spesa a domicilio. Da oggi c’è un nuovo provvedimento per i bisognosi, infatti saranno messi a disposizione dal Comune dei buoni per fare la spesa che potranno utilizzare nei negozi selezionati. Si cerca di alleviare il più possibile i nostri cittadini da questa crisi”.

Gli aiuti dalla Regione:”La Regione Calabria al momento non sta facendo provvedimenti a sostegno dell’economia dei comuni; l’unico provvedimento dall’Assessore all’Industria è stato quello della sospensione delle rate da pagare per le attività aperte che hanno ricevuto dei finanziamenti regionali. Per il resto non ci sono stati altri provvedimenti. Tutti i provvedimenti sono finalizzare ad evitare qualunque tipo di spostamento, infatti ora non è possibile arrivare in Calabria da altre regioni. Nonostante ciò, secondo me, questo provvedimento doveva essere preso prima perchè ci sono state molte persone che prima sono scese da altre regioni. Il troppo permissivismo del mese di Febbraio ci ha causato molti problemi che adesso stiamo affrontando. La leggerezza e la poca determinazione del Governo nel prendere provvedimenti ha messo l’Italia in grande difficoltà e nelle provincie del Nord ha creato il disastro. Qui al Sud siamo stati avvantaggiati dal fatto che conoscevamo già l’esperienza del Nord e quindi sono state attuate tutte le precauzioni in tempo. Penso che con una migliore gestione avrebbe evitato tutti questi morti, stessa cosa vale anche per la Francia, Spagna e le altre nazioni che saranno ancora più in difficoltà dell’Italia. Questa situazione ci sta creando un danno economico non indifferente, per ristabilire l’economia non basteranno i 25 miliardi stanziati, ma ce ne vorranno molti di più. l’Italia ha bisogno di essere libera e di non avere paletti o regole perchè questo ci ha paralizzati. Il nostro paese è stato demolito da tutti i patti firmati che hanno portato ad una riduzione della nostra potenza nel Mondo”.

L’Italia e l’Europa:”La presenza dell’Europa per noi non è stata un’opportunità, ma ci ha creato tanti problemi. Se andiamo indietro è perchè le condizioni imposte dall’Italia sembrano essere un disegno finalizzato a mettere in difficoltà l’Italia. Siamo andati indietro non perchè l’italiano non fosse più in grado di fare nulla, ma perchè le regole del gioco non ci hanno permesso di farci valere e i politici dal 1992 in poi non sono stati all’altezza della situazione nella migliore delle ipotesi, mentre nella peggiore sono stati collusi e venduti”.

Sul rapporto con i varapodiese:”Con i cittadini di Varapodio c’è un buon rapporto. Siamo contenti dei risultati e del tipo di vita che si conduce nel nostro paese. Molti ci identificano come un’oasi felice qui in Calabria, per il tipo di vita che conduciamo e per i risultati che otteniamo, per questo siamo molto contenti e andiamo avanti cosi”.

Sulla mancata considerazione dell’opposizione al Governo:”In questa fase non c’è ne maggioranza e ne opposizione, ma problemi da affrontare tutti insieme, non un uomo solo al comando perchè non siamo in una dittatura ma in una democrazia, quindi tutte le decisioni da prendere vanno condivise, invece queste uscite notturne di Conte e quattro suoi collaboratori non sono condivise anche con l’opposizione e chi oggi è anche la maggioranza nel Paese. Anche perchè bisogna unirsi anche con l’opposizione sia in questa situazione di emergenza che nella fase di ripartenza del Paese. Altrimenti Conte dovrebbe dimettersi e dare parola al popolo per vedere chi deve andare al Governo per favorire la ripartenza italiana”.

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Salvatore Perna, maestro della pizza da Pomigliano D’arco, a Radio Musica Television: “Chiudere la pizzeria è stata la cosa più triste in 31 anni di carriera”

Il racconto dell’imprenditoria in difficoltà

La crisi causata dalla pandemia del Covid-19 riguarda specialmente quegli imprenditori che sono costretti a chiudere le loro attività. È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television Salvatore Perna, maestro di pizza napoletana e proprietario della pizzeria “Pizza Italia” presso Pomigliano D’arco in provincia di Napoli.

“Guardiamo il lato positivo di questa situazione. Ci godiamo un po’ di più la famiglia, rispolverando un po’ i vecchi valori legati all’unità famigliare. Questo virus ci dimostra che dobbiamo apprezzare sempre di più le cose che abbiamo e non dare nulla per scontato”.

Le difficoltà degli imprenditori:”La prima difficoltà è stata quella di essere stato costretto a dover chiudere la pizzeria, è stata davvero una brutta sensazione. In quel posto c’è la mia anima e tutto quello che ho fatto nella mia vita. Speriamo di poter riaprire e in un aiuto del Governo. Mi dispiace per i miei operai, che cercherò di aiutare finchè posso. Speriamo di riaprire presto perchè la situazione è triste e tragica; le spese e la merce che saremmo costretti a buttare perchè quelli che utilizziamo sono tutti prodotti freschi”.

Sulla carenza di lievito per le pizze:”Secondo me vista la chiusura delle pizzerie, le persone si riversano nei supermercati per acquistare il lievito e magari ci sarà stata qualche fabbrica del Nord che produce lievito che a causa del virus non riesce più a rifornire i punti vendita. Però bisogna imparare bene ad utilizzare il lievito; vi svelo un aneddoto, un’amica di mia moglie l’altro giorno voleva mettere mezzo chilo di lievito in un impasto di un chilo, quando con mezzo chilo di lievito si riescono a fare quasi 500 pizze. Poi bisogna pensare anche al fatto che troppo lievito rende la pizza meno digeribile. Però per sopperire alla mancanza di lievito si può utilizzare quello che noi a Napoli chiamiamo “criscito”, ovvero una piccola quantità di un precedente impasto che si comporta come lievito anche se la lievitazione è più lenta”.

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Guido Bertolaso sui social: “Sono positivo al coronavirus”

Le dichiarazioni sui social del coordinatore dell’emergenza per la Lombardia

«Sono positivo al Covid-19», così poco dopo mezzogiorno Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e consulente per la Regione Lombardia chiamato dal presidente Attilio Fontana a seguire i lavori di costruzione dell’ospedale in Fiera Milano contro il Covid-19. «Quando ho accettato questo incarico – scrive sulla sua pagina Facebook – sapevo quali fossero i rischi a cui andavo incontro, ma non potevo non rispondere alla chiamata per il mio Paese».

Quanto al suo stato di salute dice di avere qualche linea di febbre e nessun altro sintomo per il momento. «Sia io che i miei collaboratori più stretti – continua – siamo in isolamento e rispetteremo il periodo di quarantena. Continuerò a seguire i lavori dell’ospedale Fiera e coordinerò i lavori nelle Marche». E poi conlude: «Vincerò anche questa battaglia».

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Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno (NA), a Radio Musica Television: “Mascherine grazie agli imprenditori locali”

A “Magazine: Musica e Notizie” il sindaco del comune vesuviano

La pandemia di Covid-19 sta mettendo in ginocchio tutta l’Italia da Nord a Sud. Di questo ne abbiamo parlato con il Sindaco di Terzigno (NA) Francesco Ranieri.

Il comportamento dei cittadini:”Mi è capitato spesso di arrabbiarmi con i miei cittadini, anche se nell’ultimi giorni sembrano aver capitoil messaggio per contrastare questa maledetta pandemia. Stiamo finalmente avendo i riscontri dovuti, bisogna stare sempre in allerta, far capire quanto sia imporante rispettare le direttive di stare a casa e di uscire solo per necessità”.

Sui provvedimenti:”Abbiamo ufficializzato tutti i numeri di supporto e spesso vengo contattato anche io personalmente tramite Messanger e quindi i miei cittadini ricevono sempre risposta alle loro domande”.

I casi a Terzigno:”Al momento abbiamo registrato due casi di positività al Covid-19, di cui uno purtroppo è deceduto. Sappiamo che questo virus riesce ad entrare in quei quadri clinici purtroppo già compromessi e in difficoltà. Siamo in attesa della risposta di altri tamponi, perchè ogni volta che ci sono sintomi attivo immediatamente il protocollo. La nostra comunità tutto sommato sta tenendo abbastanza bene e sta facendo degli enormi sacrifici”.

Sulla sanità locale:”I medici sono quelli che stanno dando una mano enorme, sono gli eroi di questa battaglia. So quanto è complicato anche per loro, i cittadini hanno paura e chiamano continuamente anche me. Non vediamo l’ora di uscirne vittoriosi e vanno ringraziate tutte quelle persone che mettono a repentaglio la loro salute per preservare la nostra e quella di tutta la comunità”.

Sugli ospedali circostanti:”Noi ci appoggiamo agli ospedali di Boscotrecase, Nola e Castellammare di Stabia. Quello di Bosco è diventato ormai l’ospedale dedicato esclusivamente a quelle persone affette dal Covid-19, quelli di Nola e Castellammare stanno lo stesso funzionando molto bene”.

Sugli anziani:”Sono coloro che devono essere tutelati in maniera maggiore. Abbiamo attivato un servizio che prevede la possibiltà di consegna a domicilio di farmaci e spesa. È un servizio che sta funzionando molto bene anche al supporto dei ragazzi dell’associazione Nova che in questi giorni stanno effettuando un servizio spettacolare”.

Sui materiali sanitari:”Io ho ricevuto tantissime donazioni in merito a tali materiali, sia dalla comunità cinese che dagli imprenditori locali. Mi dispiace per tutte quegli altri comuni che sono in mancanza di materiale e sono vicino a tutti i Sindaci che posso considerare lo stesso dei grandi eroi che non arretrano mai di un passo e dimostrano un grande attaccamento alla loro comunità”.

Sulla gestione della situazione in Campania:”Io parlo per la mia comunità e al momento stiamo riuscendo a tenere la situazione sotto controllo solo con l’aiuto delle forze dell’ordine. Tuttavia però ho già detto che se la situazione dovesse aggravarsi richiederò l’aiuto dell’esercito perché sono dell’opinione che con la salute non si scherza e che questo bene deve essere anteposto a qualsiasi altro interesse”.

Il messaggio ai cittadini di Terzigno:”Cari concittadini state a casa, perché ci sono le istituzioni che pensano a tutto. Date una mano a chi in questo momento pur mettendo a repentaglio la loro salute difende la vostra”.

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Coronavirus, Alberto Cirio: “Sono guarito” – Bollettino Giornaliero

L’annuncio del Governatore del Piemonte

“Sono guarito. Ho appena ricevuto l’esito del doppio tampone di verifica ed entrambi hanno dato esito negativo al coronavirus. Ve lo dico mentre mi preparo per correre all’Unità di crisi, perché l’unica priorità è continuare a lottare”.

Questo è il messaggio che il Presidente della Giunta Regionale della Regione Piemonte ha inviato sui social subito dopo l’esito delle analisi necessarie. Alberto Cirio era risultato positivo al CoVid-19 quasi subito dopo l’inizio dell’epidemia nel nord Italia.

TRE NUOVI GUARITI, TRA CUI IL PRESIDENTE ALBERTO CIRIO
Questa mattina, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato la guarigione virologica di altri tre pazienti: si tratta di una donna di 54 anni di Torino, di un bambino del Novarese e di un uomo di 47 anni del Cuneese.

Tra i guariti, c’è anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che era posto in isolamento domiciliare.

Le persone guarite sono in totale 17, di cui 4 dell’Astigiano, 2 del Cuneese, 3 del Novarese, 6 del Torinese, 1 del Vercellese e 1 residente fuori regione.

QUINDICI DECESSI

Sono 15 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 6 in provincia di Torino, 1 nel Biellese, 1 nell’Astigiano, 3 nell’Alessandrino, 2 nel Vercellese, 1 nel Novarese e 1 nel Verbano-Cusio-Ossola.

Il totale complessivo è ora di 315 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 89 ad Alessandria, 12 ad Asti, 32 a Biella, 20 a Cuneo, 44 a Novara, 76 a Torino, 18 a Vercelli, 19 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 12.30

Sono 4.861 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 817 in provincia di Alessandria, 209 in provincia di Asti, 253 in provincia di Biella, 367 in provincia di Cuneo, 420 in provincia di Novara, 2.198 in provincia di Torino, 263 in provincia di Vercelli, 190 nel Verbano-Cusio-Ossola, 49 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 95 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 343, in altri reparti 2.194

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 13.560, di cui 8.220 risultati negativi.

Sono 1.992 le persone in isolamento domiciliare.

RICETTE VIA EMAIL O SU TELEFONO

Ricetta medica via email o con messaggio sul telefono senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo: lo stabilisce un’ordinanza (la numero 651 del 19 marzo) della Protezione Civile, prontamente recepita dalla Regione Piemonte che in queste ore ha inviato una nota alle Direzioni Generali delle Aziende sanitari, ai Medici di medicina generale e Farmacie.

L’obiettivo è limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del virus Covid-19. Un passo avanti tecnologico che rende più efficiente tutto il Sistema sanitario nazionale.

La Regione Piemonte- sottolinea l’assessore Icardi anche nel suo ruolo di coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni- è stata in prima linea per agevolare questo importante provvedimento.

Al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore – si legge nell’ordinanza – l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica tramite:

a) trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (PEC) o quella di posta elettronica ordinaria (PEO);
b) comunicazione del Numero di Ricetta Elettronica con SMS o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore il numero di telefono mobile;
c) comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del Numero di Ricetta Elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico”.
Nella stessa ordinanza, vengono disciplinate anche tutte le modalità operative per le farmacie e per le Asl per i farmaci distribuiti in modalità diverse dal regime convenzionale e per i medicinali che richiedono un controllo ricorrente dei pazienti.

Per gli assistiti piemontesi che abbiano attivato il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), sottolinea l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, è possibile inoltre consultare la Ricetta Dematerializzata accedendo al servizio telematico, realizzato dal Csi, disponibile al seguente link:

http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/salute/servizi/943-ricette-dematerializzate

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Coronavirus, Radio Musica Television dona mascherine al comune di Cinquefrondi (RC)

In un momento di difficoltà, siamo vicini a tutti

Dopo l’appello del sindaco Michele Conia del comune di Cinquefrondi (RC) ai microfoni di Magazine: Musica e Notizie, programma di approfondimento condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione, la redazione e la dirigenza di Radio Musica Television si sono attivate per aiutare chi è in difficoltà.

Saranno spedite mascherine di tipo FFP2 destinate principalmente alle autorità e alle forze di polizia del comune della Piana di Gioia Tauro, per consentire a tutti di controllare e aiutare soprattutto chi in questo momento è solo.

Un piccolo aiuto che diamo e che cercheremo di dare a tutti coloro che ne hanno bisogno.

La grande famiglia di Radio Musica Television c’è sempre.

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PSFF, ottimo esordio per #IlCortoACasa

Inizio dai grandi numeri per l’iniziativa dedicata al film breve

Inizio con i fiocchi per #IlCortoACasa, iniziativa messa in campo dal Picentia Short Film Festival, in collaborazione con Radio Musica Television. Grazie al connubio tra l’organizzazione e l’emittente è stato possibile trasmettere in streaming sui social e contemporaneamente sul digitale terrestre quattro cortometraggi protagonisti delle scorse edizioni del Festival internazionale del Corto.

I titoli trasmessi sono stati “Non è una bufala” di Niccolò Gentili e Ignacio Paurici; “In zona Cesarini” di Simona Cocozza, con Ernesto Lama, Antonella Morea, Piero Pepe; “Legge n°38” di e con i VillaPerBene; “Le avventure di Mr. Food e Mrs. Wine” di e con Antonio Silvestre, Christian Filangieri, Alessandro Tersigno, Marco Falagusta, Vincenzo De Michele.

La soddisfazione è tanta, siamo riusciti a portare nelle case degli Italiani il cortometraggio – hanno dichiarato in una nota congiunta le direzioni del festival e dell’emittente – speriamo che questo format possa divenire in futuro una certezza, un caposaldo della programmazione anche delle maggiori emittenti. In un momento di crisi come questo è fondamentale aiutare tutti, anche semplicemente intrattenendoli”.

Prossimo appuntamento con #IlCortoACasa, domenica 29 marzo alle ore 21:00, sempre sui social del Picentia Short Film Festival e sui canali del Digitale Terrestre di Radio Musica Television.

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CORONAVIRUS PIEMONTE, ASSUNTI 1.099 SANITARI PER L’EMERGENZA – QUATTORDICI NUOVI DECESSI – IL BOLLETTINO DEI CONTAGI

Nuovi medici per affrontare l’emergenza

ASSUNTI 1.099 OPERATORI SANITARI PER L’EMERGENZA

Dall’insediamento dell’Unità di crisi della Regione Piemonte ad oggi, sono complessivamente 1.099 le risorse umane aggiuntive assunte dalle Aziende sanitarie regionali del Piemonte per fronteggiare l’emergenza del “coronavirus covid19”. Si tratta di 214 medici, 497 infermieri e 388 operatori socio sanitari.

In particolare, le nuove risorse risultano così distribuite per Asl: 190 Asl T03, 140 Città di Torino, 117 Ospedale Novara, 110 Città della Salute di Torino, 99 Asl Vercelli, 89 Asl Cn1, 70 Ospedale San Luigi Orbassano, 49 Asl Alessandria, 41 Ospedale Santa Croce Carle Cuneo, 40 Ospedale Mauriziano Torino, 33 Asl To4, 28 Ospedale di Alessandria, 26 Asl Biella, 23 Asl To5, 23 Asl 23, 10 Asl Cn2, 6 Asl Novara e 5 Asl Vco.

QUATTORDICI I NUOVI DECESSI

Sono 14 i nuovi decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 6 in provincia di Torino, 3 nel Novarese, 5 nel Cuneese.

Il totale complessivo è ora di 238 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 71 ad Alessandria, 8 ad Asti, 25 a Biella, 18 a Cuneo, 31 a Novara, 55 a Torino, 14 a Vercelli, 12 nel Verbano-Cusio-Ossola, 4 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 13.00

Sono 3.752 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 654 in provincia di Alessandria, 166 in provincia di Asti, 182 in provincia di Biella, 265 in provincia di Cuneo, 330 in provincia di Novara, 1.680 in provincia di Torino, 210 in provincia di Vercelli, 149 nel Verbano-Cusio-Ossola, 55 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 61 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone in terapia intensiva sono 301.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 10.701, di cui 6.341 risultati negativi.

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Tommaso Varaldo a Radio Musica Television: “Situazione critica, ma sotto controllo. Ci aspettiamo di più dal Governo”

Il consigliere comunale di Chieri (TO) è intervenuto a “Magazine: Musica e Notizie”

È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television il Consigliere Comunale di Chieri Tommaso Varaldo, con il quale abbiamo parlato della situazione Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese.

Sulla situazione di Chieri e le preucazioni prese : “Noi qui in Piemonte stiamo attraversando una situazione difficile, visto che siamo la seconda regione per decessi dopo la Lombardia. Il governatore Cirio e la sua Giunta stanno lavorando quotidianamente sulla questione e per questo voglio complimentare, anche perchè si sta per risolvere la situazione riguardante i posti letto di terapia intensiva, in quanto la Giunta Cirio a breve aprirà l’ospedale Verduno nel quale saranno disponibili 400 posti letto. Sono già partiti i bandi di assunzione per medici ed infermieri, quindi sono contento che si sta andando verso questa direzione, cosi come sono contento del fatto che si effettueranno tamponi su tutti i medici, infermieri ed operatori sanitari per cercare di occuparci di queste persone che lottano ogni giorno contro questo virus. Tutto sommato la situazione è abbastanza sotto controllo. Chiaramente come affermato dal Governatore Cirio, il Piemonte come la Lombardia si unisce alla richiesta di maggiori restrizioni per evitare un eventuale aumento di contagi futuri che possono diventare complessi da gestire”.

La situazione a Chieri: “Qui ci sono state ulteriori ordinanze come quelle della chiusura di parchi e di strade dove ci sono panchine e dove le persone possono fermarsi. La popolazione tutto sommato sta rispettando l’ordinanza anche se ci sono sempre casi di persone che approfittano della classica passeggiata con il cane per stare fuori più tempo anche se non va bene. Speriamo che soprattutto i giovani capiscano che questa è una situazione di emergenza e che in futuro ci sarà il tempo di stare al parco con gli amici”.

Su sanzioni e denunce: “Si, ci sono state, sia sul territorio comunale che su quello provinciale. Noi cerchiamo di mantenere la situazione sotto controllo anche grazie alle forze armate che sono in prima linea da settimana e a cui voglio fare un grande ringraziamento. Noi cerchiamo di far capire il senso di cittadinanza alle persone anche grazie all’uso dei social e alle varie dichiarazioni a radio e televisioni”.

Sull’aiuto agli anziani: “I commercianti della nostra zona si sono subito attivati dopo l’ultimo decreto. Hanno attivato una rete di servizio a domicilio anche con il supporto comunale. Quindi anche quelli che non possono effettuare la vendita al dettaglio hanno subito creato questo sistema che necessita di una semplice telefonata sia per gli anziani e tutti quelli che per salute non possono muoversi da casa, ma anche per giovani e famiglie. Sta funzionando abbastanza bene e non riguarda solo farmacie e supermercati ma anche tutti gli altri servizi commerciali”.

Sulle famiglie bisognose: “Noi stiamo cercando di fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. Penso a quelle persone che non hanno l’auto, devono andare a fare la spesa e non hanno un punto vendita vicino casa. Per questo stiamo cercando di mantenere attivo il servizio di trasporto pubblico, anche se con corse ridotte. È cosi che siamo riusciti a ricollegare anche un nostro quartiere popolare che era rimasto isolato e non dispone di supermercati nelle vicinanze. Per quanto riguarda il lavoro, è una politica del Governo da cui ci aspettiamo un po’ più di coraggio dopo il primo decreto soprattutto nei confronti di partite IVA, lavoratori autonomi e di chi ha un’attività indipendente che presentano delle spese fisse mensili non colmabili con i 600 euro del decreto. E c’è da dire che non sono neanche a tutte le partite IVA perchè coloro che sono iscritti agli ordini professionali sono esclusi come avvocati, ingegneri e architetti, e non lo trovo giusto perchè anche loro hanno dovuto ridurre il loro lavoro e i loro incassi”.

Sulla chiusura dei centri di supporto per i bisognosi: “Noi fin da subito ci siamo attivati per fare in modo che non venissero chiusi la mensa sociale e i dormitori, perchè ci sono tante persone che ne hanno bisogno. Inizialmente era stat chiusa una mensa e l’abbiamo riaperta, dove possiamo intervenire lo facciamo. Sugli istituti privati, non dipendono dalle amministrazioni comunali, ma so che si stanno attrezzando anche loro per il servizio a domicilio”.

Un messaggio per Chieri: ” Vorrei fare un appello che sto facendo in tutte le dichiarazioni che rilascio. Noi abbiamo una storia che speriamo si concluda bene e speriamo ci riesca a dare anche un po’ di speranza. Questa è la storia di Rebecca, una ragazza con due malattie rare di cui una è curabile solo all’estero. Doveva essere operata in Germania il 9 Marzo ma a causa del Coronavirus sono stati sospesi tutti gli interventi e ricoveri dall’estero. Noi, anche con il supporto del ministro Di Maio ci stiamo muovendo con diplomazia per fare in modo che questa ragazzina riesca ad ottenere il suo intervento nell’unico centro specialistico per questa malattia rara di Friburgo.”

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Nello Donnarumma a Radio Musica Television: “La popolazione risponde bene al decreto, ma studiamo soluzioni per fermare chi non capisce”

Il sindaco di Palma Campania è intervenuto durante la trasmissione “Magazine: Musica e Notizie”

La battaglia al Covid-19 è serrata in tutti i comuni italiani. È intervenuto ai microfoni di Radio Musica Television il sindaco di Palma Campania con quale abbiamo parlato della situazione nella città campana.

Sulla battaglia contro il virus: “È una situazione abbastanza complessa, anche se la popolazione sta reagendo bene rispetto ai dettami del DPCM e delle ordinanze messe in campo. La maggioranza dei cittadini ha aderito all’appello di rimanere in casa, anche se ci sono sempre casi di persone che con la scusa di fare la spesa escono dalle case per più tempo del dovuto”.

Gli aiuti verso i cittadini in difficoltà: ” Noi abbiamo messo a disposizione un servizio di spesa a domicilio per tutti gli over 65, perchè questa è la fascia di età che puo’ essere maggiormente messa in difficoltà dal virus e che non riesce a reperire facilmente materiali di prima necessità. Abbiamo uno sportello di supporto psicologico che risponde 3 volte a settimana. Abbiamo messo delle restrizioni sugli orari di apertura dei negozi che possono stare ancora aperti, alle 19 si chiude cosi come la domenica. Ci sarà una restrizione anche per le persone che devono portare fuori gli animali domestici, perchè questa sta diventando una scusa per poter uscire fuori casa più del tempo necessario, si potrà rimanere nell’arco di 200 metri dalla propria abitazione. Inoltre voglio ringraziare tutti gli imprenditori che stanno mettendo a disposizioni mascherine e le stiamo distribuendo direttamente al domicilio grazie al COC”.

Tutti per uno, uno per tutti: ” Si, sul territorio stanno operando numerosi volontari per questa emergenza. Questi sono momenti di grande unità, dove non esiste alcuna divisione e ognuno deve mettere quello che ha per favorire la comunità”.

Sulle denunce: ” Su questo tema bisogna dire che ci sono numerosi cittadini che attraverso i social mi fanno sapere che ci sono ancora persone che non rispettano il decreto DPCM. Questo accade quotidianamente, anche se non ci sono state sul territorio di Palma denunce effettuate agli organi preposti. Noi direttamente abbiamo riscontrato cittadini che erano per strada senza motivi di necessità e le abbiamo denunciate e messe in quarantena. Più o meno sono state 30″.

Sulle ulteriori restrizioni: ” Io penso che le restrizioni come quelle attuate sul territorio di Palma Campania siano necessarie per tutto il territorio nazionale. Siamo ancora in una fase difficile, la spesa era diventata la scusa di tutti per evadere e ciò ci ha portato a decretare queste ulteriori restrizioni. Tutto sommato stiamo valutando di attuare qualche provvedimento in merito ai Tabacchi visto che numerose persone svolgono attività non necessarie come il gioco del Lotto o l’acquisto di Gratta e Vinci, per cui stiamo pensando di intervenire su questa situazione”.

Sui tributi locali: ” Si, sono stati sospesi. Ora stiamo mettendo in campo un piano in merito agli aiuti, in quanto nel decreto Cura-Italia ci sono degli aiuti a cui i comuni possono accingere. Stiamo pensando di creare un bonus per quelle attività commerciali che sono costrette alla chiusura e che quindi stanno osservando più difficoltà rispetto agli altri”.

Un appello per Palma: “L’appello è sempre lo stesso, di restare a casa, di avere comportamenti responsabili, a spostarsi solo per le emergenze e per situazioni di vera necessità”.

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Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana (NA), a Radio Musica Television: “Aiuto chi è in difficoltà”

Le parole del Primo Cittadino del comune vesuviano a “Magazine: Musica e Notizie”


Il sindaco di Somma Vesuviana (NA), Salvatore Di Sarno, tira le somme dell’emergenza coronavirus durante la puntata del 19 marzo di “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

“Abbiamo 3 positivi al coronavirus e 20 persone in quarantena. Per aiutare i cittadini abbiamo attivato un supporto psicologico e un servizio di aiuto e consegna di provviste per tutti coloro che sono a casa, in special modo per gli anziani” – ha subito aperto il sindaco Di Sarno – “La difficoltà più grave è il reperimento delle mascherine, ma il buon cuore dei cittadini ci sta aiutando, anche grazie all’artigianato”.

Tutti i cittadini sono informati via app tramite messaggi giornalieri che vengono inviati dall’amministrazione, affinché tutti conoscano le nuove direttive e nessuno si senta solo.

“Un grande problema sono coloro che non hanno di che mangiare. Siamo in una grave situazione. Non lavorare comporta a molti grandi sacrifici. Attraverso donazioni abbiamo deciso di procurare per chi è in difficoltà. Io in primis mi sto occupando della situazione”.

Sui cittadini indisciplinati: “Molti miei concittadini non stanno rispettando le regole e me ne dispiaccio” – ha detto Di Sarno – “Per loro scatteranno provvedimenti anche penali. Situazioni del genere non devono accadere affinché la salute di tutti sia tutelata.”

E sull’esercito in Regione: “Alcuni miei colleghi hanno richiesto l’intervento delle Forze Armate e credo anch’io sia necessario. Purtroppo però c’è da dire che l’arrivo dell’esercito in un comune è sinonimo di una grande e grave sconfitta di tutti. Spero di non doverlo richiedere, soprattutto per la tranquillità di tutti.”

“Siamo sotto organico con le forze di Polizia Municipale, è vero. Il turn over della pubblica amministrazione ci hanno distrutto, Quota 100 è stata la mazzata finale. Ciononostante credo nel buon senso della cittadinanza. Tutti gli operatori stanno facendo un grande lavoro ed è necessario tutelarli. Controlliamo, io davanti, tutte le strade della città affinché le disposizioni vengano rispettate” – ha aggiunto il sindaco.

“In questi momenti è necessario riscoprire i nostri valori, la nostra famiglia. Stringiamoci forte, uniamoci. Remiamo forte nella stessa direzione e vedremo come i nostri sacrifici saranno premiati nel futuro. #IoRestoACasa” – ha concluso il primo cittadino di Somma Vesuviana.

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Coronavirus, annullato l’Eurovision Song Contest

Quest’anno la manifestazione si sarebbe tenuta a Rotterdam

Anche l’Eurovision Song Contest cede davanti all’emergenza coronavirus. “È con profondo dispiacere che dobbiamo annunciare la cancellazione dell‘Eurovision 2020“, si legge sul sito ufficiale della manifestazione che quest’anno si sarebbe tenuta a Rotterdam dal 12 al 16 maggio. Per l’Italia era in gara Diodato con Fai Rumore, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo.

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Cura Italia: stop rate mutui per 200mila partite Iva

Pubblicato in Gazzetta, ecco le norme. Dai fondi al sistema sanitario alle misure a sostegno del lavoro

Scattano da subito le norme del decreto ‘Cura Italia’ con la pubblicazione su una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale, che riporta la data di ieri pur essendo stato pubblicato in nottata. Il provvedimento su “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” è stato firmato questa notte dal presidente della Repubblica ed è composto da 127 articoli che confermano l’impianto anticipato nei giorni scorsi.

Il fondo per la sospensione delle rate dei mutui prima casa, ora riservato a chi perde il lavoro o subisce un decesso in famiglia, viene infatti esteso anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti che hanno subito una flessione del fatturato di oltre il 33% e riceve una dotazione ulteriore di 400 milioni di euro. Per accedervi basterà l’autocertificazione. 

Il governo stima che la sospensione delle rate dei mutui casa, estesa anche ai lavoratori autonomi con il decreto possa essere richiesto da oltre 230mila titolari di partite Iva, ovvero la metà degli autonomi in possesso di prima casa. E’ quanto si legge nella relazione tecnica di accompagnamento al decreto divenuto legge. Per ogni nuova sospensione, l’onere medio annuo calcolato per il Fondo Gasperini, già esistente per i dipendenti, è di 1000 euro con un fabbisogno aggiuntivo di 240 milioni.

Nella relazione si evidenzia così come anche in vista di “un plausibile incremento” della perdita di posti di lavoro dipendente e della sospensione riduzione degli orari di lavoro, al Fondo (che fino a ora era riservato proprio ai dipendenti disoccupati o con lutti e disabilità) potranno ricorrere più soggetti. Per questo il provvedimento eleva la dotazione del fondo di 400 milioni di euro.

La moratoria dei prestiti bancari alle Pmi, garantita dallo Stato con il ‘Cura Italia’, potrebbe congelare fino a 220 miliardi di finanziamenti alle Pmi, ovvero quasi il 50% del totale al settore, pari a 480 miliardi. Secondo il decreto la garanzia effettiva dello Stato sarebbe di 29 miliardi, pari a un terzo di 87 miliardi di prestiti e linee di credito. Il governo ipotizza un accantonamento del 6% (e per questo stanzia 1,73 mld) a fronte dei rischi di insolvenza.

Il provvedimento, per il quale sono state necessarie 67 pagine della Gazzetta Ufficiale, è suddiviso in cinque maxi capitoli: misure di potenziamento del servizio sanitario; misure a sostegno del lavoro; misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario; misure fiscali a sostegno delle famiglie e delle imprese; ulteriori disposizioni.

In quest’ultimo ‘titolo’, che spazia dalla pulizia straordinaria delle scuole al potenziamento delle reti di telecomunicazioni, vi sono anche le norme per la costruzione delle newco di Alitalia, con un fondo da 500 milioni, e per il rinvio del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che si potrà indire entro duecentoquaranta giorni dall’ordinanza che lo ha ammesso e che risale a fine gennaio (ultima data utile il 22 novembre).

Nel capitolo per il potenziamento del servizio sanitario vi sono gli incentivi al personale, il potenziamento delle reti di assistenza, norme per la produzione di dispositivi medici e anche di mascherine protettive, la possibilità di utilizzare aree sanitarie temporanee, la requisizione di beni, l’arruolamento temporaneo di medici e per la permanenza di chi dovrebbe andare in pensione, il potenziamento di molte strutture e disposizioni urgenti per la sperimentazione di medicinali e dispositivi anti-coronavirus.

Per il lavoro è prevista l’estensione di ammortizzatori sociali su tutto il territorio nazionale, per la cassa integrazione ordinaria e per quella in deroga, ma anche per chi ha già attivato assegni di solidarietà o ha una cassa integrazione in corso. Un articolo riguarda il congedo parentale 15 giorni, con partenza retroattiva dal 5 marzo, per i genitori che hanno figli o della possibilità di utilizzo di un bonus di 600 euro per baby sitter. La norma vale sia per i dipendenti del settore privato sia per gli autonomi.

Norme specifiche sono previste per il settore pubblico. Nel capitolo del lavoro è prevista anche un contributo di 600 euro in favore dei lavoratori titolari di Partita Iva e per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi. Previsti ammortizzatori anche per gli stagionali del settore turistico e per i lavoratori agricoli. Vengono sospesi anche i termini di pagamento dei contributi previdenziali per l’assicurazione dei lavoratori domestici e la sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti.

Di rilievo le misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario, che aiutano il credito all’esportazione, aiutano le grandi e le piccole imprese, potenziano il fondo di solidarietà per i mutui prima casa, garantiscono supporto alle Regioni per l’acquisto dei beni necessari a fronteggiare il coronavirus. L’effetto leva di queste misure – secondo i calcoli del ministero dell’Economia – dovrebbe consentire di immettere risorse per complessivi 340 miliardi di euro.

Il capitolo delle misure fiscali fissa invece rinvii al 20 marzo per le imposte dovute lunedì scorso e lo stop fino al 31 maggio dei tributi dovuti dai settori e dalle imprese più colpite dall’emergenza Covid. Vi sono poi lo stop alle cartelle esattoriali e sconti alle imprese e alle persone che effettuano donazioni per misure di contrasto all’emergenza coronavirus.

Previsti anche un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione dei luoghi di lavoro e un premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti con reddito inferiori a 40mila euro che rapportare ai giorni di lavoro svolti nella propria sede nel mese di marzo.

Ampliamento del raggio di azione e potenziamento del Fondo centrale di garanzia delle Pmi cui verrà assegnata una dotazione di 1,5 miliardi di euro.

Il decreto assegna poi 1,73 miliardi di euro a garanzia pubblica della moratoria dei finanziamenti bancari a micro, piccole e medie imprese colpite, che potranno sospendere le rate dei pagamenti fino al 30 settembre 2020. Fino a quella data non potranno essere revocati i finanziamenti accordati. Previsti anche 500 milioni per garantire, tramite la Cdp, prestiti alle imprese con un effetto leva da 10 miliardi.

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Coronavirus Piemonte, 11 nuovi decessi, in totale il numero dei morti sale a 144 – Dalla fondazione CRT, tre milioni di euro per l’emergenza

Il bollettino di aggiornamento del 17 marzo 2020

UNDICI NUOVI DECESSI

Sono undici i nuovi decessi in Piemonte di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 1 in provincia di Alessandria (donna), 9 in provincia di Biella (7 uomini e 2 donne), 1 donna in provincia di Torino.

Il totale complessivo è ora di 144 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 56 ad Alessandria, 5 ad Asti, 20 a Biella, 7 a Cuneo, 14 a Novara, 25 a Torino, 10 a Vercelli, 6 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 residente fuori regione (ma deceduto in Piemonte).

Il 69% sono uomini e il 31% donne. L’età media è di 80 anni.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 18,30

Sono 2.063 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 342 in provincia di Alessandria, 93 in provincia di Asti, 96 in provincia di Biella, 134 in provincia di Cuneo, 159 in provincia di Novara, 904 in provincia di Torino, 113 in provincia di Vercelli, 76 nel Verbano-Cusio-Ossola, 46 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi.

I restanti 100 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 226.

I tamponi finora eseguiti sono 6.872, di cui 4.499 risultati negativi.

TRE MILIONI DI EURO DALLA FONDAZIONE CRT

Con un contributo di 3 milioni di euro, Fondazione CRT mette in campo un primo pacchetto di aiuti per fronteggiare l’emergenza sanitaria sul territorio: dalla fornitura di una cinquantina di nuove ambulanze e mezzi per il trasporto dei malati e per la Protezione civile, all’acquisto di materiali urgenti e attrezzature da destinare agli ospedali del Piemonte e della Valle d’Aosta, in particolare ventilatori polmonari, letti per la terapia intensiva, mascherine.

Queste misure sono emerse come prioritarie durante le continue interlocuzioni avviate in questi giorni con le istituzioni e le realtà del volontariato del 118 chiamate a rispondere all’emergenza, in un percorso costruito con i recenti Stati Generali e in linea con la storia di Fondazione CRT.

In base alla mappatura delle esigenze specifiche del territorio, evidenziate dall’Unità di Crisi piemontese e dalla Regione Valle d’Aosta, 17 nuove ambulanze completamente attrezzate saranno destinate alla Croce Rossa Italiana, all’ANPAS e alle Misericordie, per affiancare e, in prospettiva, sostituire quelle che potrebbero in tempi brevi risultare logorate; 3 ambulanze di biocontenimento e 2 automediche saranno assegnate alle centrali operative del 118 regionale e al servizio di maxi emergenza in Piemonte e Valle d’Aosta.

A queste dotazioni si aggiungeranno oltre 30 mezzi per la Protezione civile in entrambe le Regioni.

Oltre a supportare le operazioni di soccorso dei volontari, le risorse della Fondazione CRT serviranno anche per l’acquisto di materiali urgenti e attrezzature, in particolare ventilatori polmonari, letti per la terapia intensiva e la rianimazione, mascherine da destinare agli ospedali per la cura dei malati e la protezione del personale sanitario, in prima linea nell’affrontare l’emergenza coronavirus. Per favorire l’arrivo sul territorio di materiali di difficile reperibilità in Italia, Fondazione CRT ha messo a frutto anche il proprio capitale di relazioni internazionali, attivando corridoi filantropici aperti, in particolare, in Europa e con il mondo delle fondazioni cinesi.

La riconoscenza alla Fondazione CRT, a nome della Regione Piemonte è stata espressa congiuntamente dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dall’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi: «Il sistema piemontese sta dimostrando una straordinaria capacità di reagire, grazie al personale sanitario, ai volontari, donne e uomini che non hanno mai anteposto la paura all’interesse collettivo, ed a tutti coloro, imprese o singoli cittadini, che stanno dimostrando grande solidarietà e generosità. Questo intervento della Fondazione CRT rappresenta un primo pacchetto di misure che abbiamo individuato, in sinergia con tutte le forze in campo, per fronteggiare questa emergenza. Ringraziamo di cuore la Fondazione CRT per questo sostegno straordinario, che è una boccata d’ossigeno per tutta la regione in questo momento di difficoltà».

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Coronavirus, Silvio Berlusconi dona 10 milioni alla Lombardia

Il presidente di Forza Italia aiuta la regione più colpita dal virus

Silvio Berlusconi ha deciso di mettere a disposizione della Regione Lombardia, tramite una donazione, la somma di 10 milioni di euro, necessaria per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano (o, eventualmente, per altre emergenze). Lo comunica una nota di Forza Italia.

Criticato per essersi allontanato dall’Italia in questo momento di crisi, l’ex Premier torna sulla scena mettendo sul piatto una cifra consistente per aiutare la regione più colpita dalla pandemia di CoVid-19.

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Luca Capasso, sindaco di Ottaviano (NA), a Radio Musica Television: “Il Governo è stato irresponsabile”

Il primo cittadino del vesuviano sull’emergenza coronavirus

Il sindaco di Ottaviano (NA), l’avvocato Luca Capasso, tira le somme dell’emergenza coronavirus durante la puntata del 16 marzo di “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

I primi due casi di contagio da CoVid-19, verificatesi nel comune vesuviano, hanno visto protagonisti una donna e suo figlio. La donna, anziana, è deceduta qualche giorno fa, mentre il figlio è risultato positivo al tampone subito dopo il decesso.

“Ho chiuso le scuole anche per il personale ATA e ho disposto la sanificazione di tutte le strade e di tutti gli ambienti della nostra città. I servizi comunali essenziali rimangono disponibili, mentre quelli non essenziali saranno curati digitalmente dal nostro personale” – ha detto il sindaco – “c’è una struttura privata che sarebbe disposta a mettere a disposizione 15 posti in terapia intensiva, ma la Regione Campania non mi ha dato ancora risposta”.

Sul Governo: “Conte è stato un irresponsabile a gestire la situazione in modo approssimativo. Sembra più che ovvio che fare D.P.C.M. a pezzi è assurdo. Non è possibile gestire la situazione in modo diverso regione per regione. Mi sono ritrovato ordinanze di contenimento degli arrivi dal nord Italia, nel mese scorso, nonostante le disposizioni regionali me lo consentissero. Servivano misure più dure sin dall’inizio, ma nessuno ha avuto il coraggio di metterle in atto. C’è bisogno di un’unica testa pensante e comandante. Da questo esecutivo non mi sento rappresentato”.

E su Mattarella:”Il Presidente della Repubblica è stato, nei suoi modi pacati e istituzionali, molto chiaro. A grandi linee ha redarguito l’operato del Governo e l’Europa”.

Sulla questione carceri: “Io sono un avvocato penalista e la sospensione dei colloqui non l’ho condivisa minimamente, soprattutto fino al 15 maggio. Le rivolte dei detenuti, partite da Salerno, erano inevitabili visto che la situazione era già sull’orlo del precipizio. Ormai si va a tentoni, così come i vari D.P.C.M. che si sono susseguiti in queste settimane”.

“Da sindaco ho affrontato tante emergenze (ghiaccio, neve, incendi), ma se questa è la situazione, se queste sono le tutele che come sindaco ho e che hanno i cittadini, non so se alla fine di tutto questo continuerò a ricoprire questa carica. La sfiducia nei confronti di chi è a Roma e a Napoli in questo momento è alta” – ha concluso Capasso.

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Coronavirus, il Governo ha approvato le misure economiche

Il Governo ha approvato il decreto per le misure economiche. Si tratta di una strategia “modello italiano” per far fronte all’emergenza del Coronavirus

Il Governo ha approvato il decreto per le misure economiche. S i tratta di una strategia “modello italiano” per far fronte all’emergenza del Coronavirus. In campo 25 miliardi di euro a beneficio delle famiglie e delle aziende.

Coronavirus, in arrivo il decreto per le misure econimiche

“Vogliamo che l‘Europa ci segua”. Sono le parole di Giuseppe Conte nell’ultima diretta di Facebook, in cui ha annunciato l’approvazione del decreto per le nuove misure economiche. Non mancheranno ingenti investimenti che prevederanno pianificazione e riduzione delle tasse. “Sono orgoglioso di guidare questo paese, insieme ce la faremo”.

Le nuove misure

In sintesi il decreto stanzia tre miliardi e mezzo alla Sanità e oltre 10 miliardi per la tutela del lavoro, “affinché nessuno perda il posto”, ribadisce Gualtieri.

Si tratta di un limite rigido. Il testo della bozza di decreto fiscale precisa infatti che se anche l’Inps dovesse rilevare uno scostamento, anche in prospettiva futura, rispetto al limite di spesa, non verranno adottati altri provvedimenti concessori.

Le altre misure del decreto fiscale

Il provvedimento fa parte di un pacchetto di misure a sostegno delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie. Tra le novità previste dal governo nella bozza di decreto fiscale del 15 marzo ci sono anche, ad esempio, il congedo parentale straordinario e il voucher baby sitter. Altre misure riguardano inoltre il pagamento dei mutui sulla prima casa.

Per i lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare anche durante l’emergenza è stato introdotto un bonus da 100 euro.

Forze armate. Saranno assunti 320 tra dottori e infermieri

Per fronteggiare l’emergenza coronavirus sarà potenziata anche la sanità militare. Con procedure di arruolamento straordinario il personale sarà quindi aumentato di 120 medici e 200 infermieri: la ferma è di un anno. Inoltre la capacità di ricovero delle strutture militari viene incrementata con il potenziamento del Celio e l’acquisizione di due ospedali da campo, sei ambulanze per il biocontenimento, farmaci e strumenti di protezione.

Requisizione di cliniche e alberghi

Il capo della Protezione civile ha il potere di requisire presidi sanitari di qualsiasi tipo, ad esempio anche cliniche private, ed anche attrezzature e mezzi quali ad esempio ambulanze. Inoltre è prevista anche la possibilità, attraverso i prefetti, di requisire strutture alberghiere o altri immobili per ospitare le persone che non abbiano altre possibilità per passare il periodo di quarantena o di autoisolamento o quello si sorveglianza dopo la guarigione.

Per i lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare anche durante l’emergenza è stato introdotto un bonus da 100 euro.

Forze armate. Saranno assunti 320 tra dottori e infermieri

Per fronteggiare l’emergenza coronavirus sarà potenziata anche la sanità militare. Con procedure di arruolamento straordinario il personale sarà quindi aumentato di 120 medici e 200 infermieri: la ferma è di un anno. Inoltre la capacità di ricovero delle strutture militari viene incrementata con il potenziamento del Celio e l’acquisizione di due ospedali da campo, sei ambulanze per il biocontenimento, farmaci e strumenti di protezione.

Requisizione di cliniche e alberghi

Il capo della Protezione civile ha il potere di requisire presidi sanitari di qualsiasi tipo, ad esempio anche cliniche private, ed anche attrezzature e mezzi quali ad esempio ambulanze. Inoltre è prevista anche la possibilità, attraverso i prefetti, di requisire strutture alberghiere o altri immobili per ospitare le persone che non abbiano altre possibilità per passare il periodo di quarantena o di autoisolamento o quello si sorveglianza dopo la guarigione.

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L’on. Gigi Casciello (FI) a Radio Musica Television: “Tutela al personale ATA e reddito per le partite IVA”

Ai microfoni di “Magazine: musica e notizie”, l’intervento del deputato di Forza Italia

Gigi Casciello, Deputato della Repubblica Italiana e giornalista professionista, eletto nelle fila di Forza Italia, tira le somme dell’emergenza coronavirus durante la puntata del 14 marzo di “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

“Le scuole vanno chiuse completamente, il personale Ata non è immune al Coronavirus eppure quotidianamente deve recarsi negli istituti” – ha subito detto Casciello – “Sono giorni delicatissimi, come testimoniano le misure di contenimento del contagio che sono state adottate e non ci si può dimenticare del personale Ata che ancora, ogni mattina, si reca a scuola anche se non ci sono alunni né docenti. Condivido l’appello dell’Associazione nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, che in una lettera al ministro Azzolina ha espresso preoccupazione e necessità di prevenire qualsiasi forma di contatto personale non necessario ad assicurare il servizio”.

Il deputato ha sottolineato come, ancora, ci sia una differenziazione sul territorio sia per mantenere continui i programmi scolastici, ma anche sulle infrastrutture disponibili, soprattutto per la connessione internet: “Non è possibile che nel 2020 esistano ancora differenziazioni. Non è possibile che ancora non ci sia il cablaggio della rete in tutta in Italia. Come Forza Italia stiamo pressando il Governo affinché si lavori per sviluppare anche questi settori”.

L’on. Casciello è, oltre ad essere deputato di Forza Italia, è anche membro e socio fondatore dell’Associazione “Voce Libera” di Mara Carfagna. “Con la vice-presidente della Camera abbiamo proposto il Reddito di “quarantena” a tutela delle partite IVA , dei liberi professionisti e dei piccoli imprenditori” – ha spiegato il deputato – “prorogare i termini non basta: servono misure più forti e concrete. Quella di reddito di quarantena per le partite IVA mi sembra la definizione più appropriata, perché dà l’idea che si sta per aiutare chi in tempi normali sa badare a se stesso e paga le tasse.
Occorre costruire fin da subito uno strumento di sostegno immediato al reddito anche per tutti loro, per evitare che la perdita di lavoro e le chiusure forzate si traducano nella impossibilità di riaprire quando sarà passata l’emergenza”.

E infine sull’Europa: “Le dichiarazioni della Lagarde dell’altro giorno sono sconcertanti. La francese è inadeguata, ha fatto danni e va immediatamente rimossa. L’Unione Europea dev’essere tale e deve sostenere i Paesi in difficoltà, soprattutto durante queste emergenze”.

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Il Ministro De Micheli: “sospesi tutti i treni notte”

Per contenere l’emergenza sanitaria il Ministero Infrastrutture e Trasporti sta razionalizzando l’offerta in accordo con gli operatori sanitari su base DPCM dell’11 marzo

A seguito del Decreto firmato ieri dalla Ministra Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, relativo alla riduzione dei treni ordinari a lunga percorrenza, il MIT comunica che, nell’ambito di tale decisione, da questa sera sabato 15 marzo i treni notturni (Intercity Notte, ICN) di Trenitalia non saranno più disponibili.

Al fine di contrastare e contenere l’emergenza sanitaria da Coronavirus, il MIT sta progressivamente razionalizzando l’offerta in accordo con gli operatori sanitari, in considerazione del Dpcm dell’11 marzo.

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Coronavirus: in arrivo nuovo decreto per le imprese

Prorogati i termini dei versamenti fiscali del 16 marzo

I termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo saranno differiti con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri, relativo alle misure per il contenimento degli effetti dell’epidemia di Covid-19. Il decreto legge introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite IVA colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria.

A comunicarlo il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso una nota stampa.

A breve, quindi, un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri volto ad aiutare gli imprenditori e i professionisti autonomi. Si fanno ancora attendere le misure a sostegno delle famiglie.

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L’on. Vincenzo Fasano (FI) a Radio Musica Television: il Governo aiuti chi è in difficoltà

Il deputato di Forza Italia interviene a “Magazine: Musica e Notizie”

Vincenzo Fasano, Deputato della Repubblica Italia, eletto nelle fila di Forza Italia, tira le somme durante la puntata dell’12 marzo di “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

In primis si è discusso sullo scostamento di bilancio votato a Montecitorio, che ha permesso di mettere a disposizione 25 miliardi di euro per affrontare le spese emergenziali causate dal coronavirus. “Il Governo, con quattro tranche, deve aiutare chi è in difficoltà: anziani e persone sole soprattutto” – ha dichiarato Fasano – “Noi di Forza Italia abbiamo visto accettate le nostre proposte sugli incentivi nel mondo del lavoro”.

E sulla situazione in Campania: “De Luca si è allineato alle posizioni delle regioni del nord, così come Jole Santelli e Michele Emiliano (governatori di Calabria e Puglia, ndr.). Alcune scelte sono particolari, ma le comprendo. Il divieto dell’asporto è bifronte se si pensa sia al pericolo di contagio, ma anche per gli anziani che non possono essere raggiunti”.

“Dal Cotugno, intanto arrivano buone notizie, ma bisogna prenderle con le pinze. Nel caso venga confermata la cura sperimentale è il segno che la Campania, nonostante tutto, non è nelle condizioni da terzo mondo”.

Infine, l’on. Fasano ha concluso con il saluto e l’augurio di pronta guarigione all’amico deputato Edmondo Cirielli, colpito anch’egli dal coronavirus.

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A Milano un nuovo ospedale da 600 posti in 6 giorni

La nuova sfida sanitaria Lombarda

Ecco la nuova sfida della Regione Lombardia: allestire un nuovo ospedale da 600 posti nei padiglioni della FieraMilanoCity.

Una nuova struttura, in pieno centro, pronta ad ospitare i casi di coronavirus al fine di non congestionare le già piene strutture lombarde.

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Coronavirus a Bellizzi, intervista al sindaco Volpe

Primo decesso in Provincia di Salerno: si tratta di un 76enne

Ai microfoni di Radio Musica News è intervenuto il sindaco di Bellizzi Mimmo Volpe per discutere e spiegare ciò che in questi momenti sta accadendo nella cittadina salernitana, dopo il decesso di un 76enne del luogo.

“L’uomo deceduto era una persona estremamente attiva della nostra comunità, era un diacono e lo conoscevamo bene. Stiamo lavorando per ricostruire quali sono stati i contatti del povero deceduto” – ha affermato il sindaco Volpe.

Secondo le prime ricostruzioni, il 76enne, originario di Bellizzi, sarebbe venuto a contatto con un uomo che fa spola tra Milano e Sala Consilina, durante una riunione di catechisti, tenutosi il 27-28-29 febbraio e 1 marzo ad Atena Lucana.

Raffaele Citro è deceduto per insufficienza respiratoria cronica acuta. L’immediato provvedimento è stato relativo alla sanificazione della cittadina e della chiusura delle scuole ancor prima che ciò avvenisse per il D.P.C.M.

“L’invito è di rimanere a casa e di segnalare immediatamente eventuali sintomi alle autorità e nel caso fossero venute a contatto con la famiglia è di rimanere in autoquarantena” – ha aggiunto il sindaco di Bellizzi.

La stima è di circa 50 persone in quarantena, con probabili contagi anche in Puglia vista l’attività citata sopra.

L’intervista completa andrà in onda il 13 marzo 2020, durante “Magazine: musica e notizie”

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Rosaria Capacchione a Radio Musica Television: la rivolta nelle carceri era prevedibile

Ai microfoni di Magazine: Musica e Notizie la giornalista ed ex-senatrice

Rosaria Capacchione, giornalista campana ed ex senatrice, è intervenuta ai microfoni Radio Musica Television durante il programma “Magazine: musica e notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

Il tema affrontato con la nota giornalista anti-camorra è stato la rivolta nelle carceri, difficile nodo da sciogliere di questi ultimi giorni. Alle cronache le rivolte dei detenuti, partite dal carcere di Salerno (Fuorni) e dilagate a macchia d’olio in tutta Italia.

“Il problema delle carceri si identifica su due livelli: quello del sovraffollamento e quello della deriva populista della carcerazione di ogni reato” – ha detto la Capacchione – “I 50.000 posti nelle carceri, di cui solo circa 40.000 disponibili, sono superati di oltre il 30%”.

Il problema sostanziale, come rilevato, è quello soprattutto dei detenuti in attesa di giudizio, dove la platea dei detenuti è composta da colletti bianchi, mafiosi e anche “poveracci”, da quei soggetti, cioè, che non hanno soldi nemmeno per difendersi in giudizio.

“La sentenza “Torreggiani”, inoltre, ci impone sanzioni dall’Unione Europea per la carcerazione che non garantisce la distanza di sicurezza, richiesta soprattutto in questo periodo di emergenza per CoVid-19. Le organizzazioni criminali hanno preso la palla al balzo e hanno gestito il collasso con le rivolte_ tutto ciò era prevedibile” – ha aggiunto la giornalista.

In conclusione, Rosaria Capacchione ha constatato come il D.P.C.M., relativo alla sospensione anche dei colloqui, è stata solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Il vero problema è stata la sospensione anche dei semi-liberi, cioè di coloro che hanno maturato la libertà durante la giornata, con la costrizione in carcere per la sola notte” – ha concluso la giornalista.

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Celano a Radio Musica Television: al più presto il blocco totale

Ai microfoni di Magazine: Musica e Notizie il consigliere comunale e provinciale di Salerno

Roberto Celano, consigliere comunale a Salerno e consigliere provinciale dell’omonima provincia, capogruppo di Forza Italia, tira le somme durante la puntata dell’11 marzo di “Magazine: Musica e Notizie”, condotto da Gaetano Risi e Luca Capacchione.

“La prima cosa, fondamentale, è il blocco totale per evitare il propagarsi dell’epidemia del CoVid-19” – ha dichiarato Celano – “trovo impensabile che sia prese mezze misure visto il continuo aggravarsi della situazione, tanto meno vanno lodate quelle isteriche”.

Il consigliere di opposizione, prossimo candidato alle Regionali2020 in Campania, ha criticato l’amministrazione comunale di Salerno, sottolineando come non siano state prese le dovute misure previdenziali, soprattutto per anziani e malati, viste e considerate anche le risoluzioni portate dal centro-destra in consiglio comunale.

Commento, poi, sulla sanità in Campania: “La sanità campana non è in grado di affrontare grandi crisi, ma comunque il ringraziamento va a coloro che sono in prima linea a combattere per questa crisi. Tra i tanti, è necessario riaprire le strutture ospedaliere della Campania, in primis quella di Agropoli. Inoltre è ovvio, vista l’insufficienza dei reparti di terapia intensiva, che è necessario adeguare anche gli altri ospedali, tra tutti il Da Procida di Salerno”.

E infine, sul governatore De Luca e su Conte: “Si sono comportati da schizofrenici nel fare e nel dire, nel chiudere e nell’aprire le scuole, considerando il CoVid-19 come una brutta influenza. Comunque, questo non è il momento delle polemiche, ma di rimboccarci le maniche. Tutti”.

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Conte agli italiani: rimanete a casa. Solo supermercati e farmacie aperti.

Chiuse tutte le attività commerciali al dettaglio. Aperte solo quelle per l’approvvigionamento di generi alimentari.

In un commovente e breve messaggio alla nazione, il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha spiegato quali saranno da domani i provvedimenti aggiuntivi all’ultimo D.P.C.M. di ieri 10 marzo.

Saranno chiuse tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio, con esclusione di quelle di generi alimentari (supermercati, salumerie, minimarket…) e delle farmacie e parafarmacie.

Il consiglio è di rimanere a casa, anticipare le ferie, non andare al lavoro se non necessario. Misure di incentivo allo smart working sono state varate dal Ministero delle Infrastrutture e delle Telecomunicazioni, in accordo con le diverse aziende di comunicazione, con l’ampliamento della connessione internet.

Per muoversi, da domani anche a piedi, sarà necessario possedere con se l’autocertificazione rilasciata dal Ministero dell’Interno, la quale, dopo i controlli effettuati, sarà controllata dagli operatori di Polizia.

Il premier comunque rassicura gli italiani e chiede l’ultimo, grande sforzo per contrastare il coronavirus: “state a casa, non uscite se non necessario e rispettate le norme che abbiamo varato: ne va della sicurezza e della salute di tutti”.

Inoltre nominato il nuovo commissario per la sanità, con piene facoltà di incentivare la produzione di presidi medico-sanitari e di gestire, in collaborazione con la Protezione Civile, tutta l’emergenza.

Lista completa di tutte le attività che possono rimanere aperte.

Rinviate a domani ulteriori comunicazioni.

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Coronavirus in Campania, stop consegne a domicilio serali: arriva l’ordinanza

Divieto di consegna per pizza e cibi d’asporto

Ristorantipizzerie bar aperti possono rimanere aperti dalle alle 18 ma non possono effettuare consegne porta a porta fuori da tale orario. Lo ha deciso la Regione Campania con una nuova ordinanza, la numero 11, firmata dal governatore Vincenzo De Luca.

L’ordinanza

Dalla giornata di ieri (martedì 10 marzo) e fino al 3 aprile – si legge nel provvedimento – “è fatto obbligo agli esercenti di attività di ristorazione, pizzerie e bar, su tutto il territorio della regione Campania, di osservare inderogabilmente l’orario di apertura dalle ore 6.00 alle 18, con divieto di effettuare qualsivoglia attività al di fuori del suddetto orario”. Tale decisione è stata presa in quanto “le modalità di consegna a domicilio dei prodotti di bar e ristorazione risultano in contrasto” con le norme approvate dal Governo nei giorni 8 e 9 marzo per prevenire la diffusione del virus. Chi non dovesse rispettare tali obblighi sarà punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale. Tale ordinanza è stata notificata ai Sindaci e ai Prefetti ed è stata trasmessa al Presidente del consiglio dei ministri e al ministro della Salute.“

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Ecco il nuovo decreto: tutta l’Italia è zona protetta

Chiuse le scuole fino al 3 aprile, fermi tutti gli eventi sportivi e limitate le aperture dei locali

“Tutta Italia sarà zona protetta”. Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità, in tutto il paese come fino a oggi era avvenuto in Lombardia e nelle 14 province focolaio dell’epidemia di Coronavirus. Lo ha annunciato il premier Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, confermando quanto preannunciato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, parlando di “progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”.

Il premier si presenta in sala stampa da solo, per quello che è senza dubbio l’annuncio più drammatico della sua esperienza di governo: “Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è”, scandisce. “I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahimè anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”. Il provvedimento è quello atteso e ormai ritenuto inevitabile: “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a casa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia zona protetta”, aggiunge.

“Spostamenti vietati se non per comprovate necessità”

Come già oggi in Lombardia e nelle 14 province del nord, gli spostamenti delle persone sono vietati se non per comprovati motivi di salute, di necessità o di lavoro. “Sono pienamente consapevole della gravità e della responsabilità”, spiega Conte. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. E’ il momento della responsabilità e tutti l’abbiamo.
Voi cittadini tutti con me. La decisione giusta oggi è di restare a casa. Il futuro nostro è nelle nostre mani”, aggiunge.

“Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”, precisa il premier. Sarà possibile “l’autocertificazione” per la giustificazione degli spostamenti, “ma se ci fosse una autocertificazione non veritiera ci sarebbe un reato”, precisa.

Le nuove misure, che saranno stasera in Gazzetta Ufficiale e diventeranno operative da domattina, e di cui il premier ha informato il Quirinale e le opposizioni, riguardano anche scuole e manifestazioni sportive: in tutta Italia gli istituti rimarranno chiusi fino al 3 aprile. Gli eventi sportivi non proseguiranno, si ferma quindi anche il campionato di Serie A. “Aggiungiamo anche il divieto degli assembramenti all’aperto e in locali aperti al pubblico”, ha detto il presidente del Consiglio. In tutta Italia, bar e ristoranti chiuderanno alle 18.

Italia, oggi 1598 nuovi contagiati

Parte dai guariti il capo della protezione civileAngelo Borrelli, nel suo punto quotidiano sull’emergenza coronavirus in Italia: sono 724, 102 in più di ieri. Poi il conteggio dei morti: sono 463, 97 in più di ieri. Con la divisione per fasce di età: 1% da 50 a 59 anni; 10% da 60 a 69; 31% da 70 a 79; 44% da 80 a 89; 14% ultra novantenni. Infine i malati, che sono 7.985, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il commissario ha poi fatto sapere che sono state consegnate in tutto il paese circa un milione di mascherine protettive, centomila delle quali sono state fornite agli impianti penitenziari. “Da domani distribuiremo 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage” per lo screening del coronavirus.

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La Regione Lombardia ha svelato il decreto in anticipo, lo rivela la CNN

Atto grave degli esponenti della Regione

La fuga di notizie relative alla bozza del decreto di questa notte, relativo alla chiusura della Lombardia e di altre province del nord Italia, pare abbia finalmente un colpevole.

L’autorevole CNN, in un articolo dedicato alle misure del decreto, parla espressamente di diramazione agli organi di stampa, da parte dell’ufficio stampa della Regione Lombardia.

L’estratto dell’articolo della CNN

Un atto grave, se confermato, che sostanzializza un conflitto non necessario tra i poteri dello stato e che ha generato il panico negli scali ferroviari di Milano.

Ti consigliamo di leggere: Coronavirus: il governo blinda il nord Italia

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Coronavirus: il governo blinda il nord Italia

Misure ancora più restrittive per cercare di contenere il contagio

Con la pubblicazione del D.P.C.M. n°7 del 8 marzo 2020, il governo guidato da Giuseppe Conte ha disposto la chiusura in entrata e in uscita della Lombardia e di diverse province del nord Italia. Unici casi ammessi di movimento sono quelli di rientro al proprio domicilio nelle zone chiuse, di conclamati e urgenti casi lavorativi, cure mediche necessarie. Anche all’interno delle zone interdette è vietato il movimento se non per i casi succitati.

Mappa delle zone interessate dal Decreto Legge

Disposizioni di chiusura o di limitazione per alcune attività commerciali per evitare assembramenti di persone. Scuole e università ancora chiuse.

I treni e gli aerei continueranno a viaggiare regolarmente, seppur con controlli più rigorosi da parte dell’autorità di polizia.

Conte ha inoltre aggiunto, a margine della conferenza stampa in tarda notte, che mercoledì, dopo essersi confrontato con le forze politiche, arriveranno in Parlamento anche tutte le disposizioni economiche per evitare il collasso del sistema.

Nella prima serata di ieri è stata diffusa una bozza del decreto legge, che ha da subito scatenato il panico tra i cittadini lombardi, i quali hanno preso d’assalto stazioni, biglietterie e gli ultimi treni in partenza verso il sud (in particolare gli InterCity Notte).

InterCity Notte Torino P.N.-Salerno preso d’assalto dai cittadini in fuga

Scene di panico causate da una “inaccettabile fuoriuscita di informazioni “- così l’ha definita Conte – che rischia di provocare uno stallo della già complicata situazione del sistema Italia.

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Coronavirus, ecco i dati sulla mortalità. Facciamo chiarezza.

Mortalità più alta per anziani e malati, ancora nessuna vittima tra i bambini

La diffusione a macchia d’olio del Coronavirus in Italia ha comportato, come per ogni caso eclatante, una miriade di articoli notevolmente disinformativi, distorsivi della realtà.

Il fenomeno, che è pur certo grave, è stato trasformato in una macchina della cattiva informazione, volta a creare panico, solo per qualche visualizzazione in più. Gli sciacalli socialmediatici non si sono di certo astenuti dall’approfittare della situazione.

Per comprendere al meglio la gravità del CoVid19 – questo il vero nome del virus – è necessario fare più attenzione ai dati relativi alla mortalità.

Il virus, con sintomi assimilabili a quelli di una forte influenza (febbre alta, difficoltà respiratorie), riesce ad uccidere (almeno dai dati rilevati) soggetti deboli e in età avanzata.

Tabella relativa alla mortalità del virus in Cina

Da un lato, i dati tabellari dimostrano che più si è anziani, più il virus è efficace. Dall’altro, la consolazione: non si sono verificati ancora casi di morte per bambini e quelli tra gli adolescenti e postadolescenti sono nella quota dello 0,2%.

Dati che dovrebbero far comprendere, senza ovviamente abbassare la guardia, che l’essere contagiati dal virus non significa certa morte e che è necessario affidarsi alle cure del personale sanitario competente.

Ma si può guarire dal Coronavirus? Certo!

Anzi, i casi di guarigione, con dimissioni dall’ospedale, (tre per ora in Italia) non sono affatto pochi. Ciò dimostra che prendendo le giuste precauzioni e affidandosi alla competenza dei medici, in attesa di un vaccino, è possibile uscire indenni dal contagio. L’allarmismo, in questi casi, può aiutare solo a peggiorare la diffusione e il trattamento scorretto della malattia.

Ti consigliamo: Coronavirus, cosa fare in caso di contagio

Antonio Del Giudice, Sindaco di Striano, a Radio Musica Television: “Abbiamo creato il Centro Unico di Raccolta per aiutare i nostri cittadini, purtroppo ci manca un Governo con gli attributi”.

Continua il nostro giro d’Italia per scoprire come la penisola vive in periodo di Coronavirus. Oggi è intervenuto ai nostri microfoni il Sindaco di Striano Antonio Del Giudice.

La disinformazione:”Io credo che l’informazione in questa situazione è fondamentale. Noi a Striano abbiamo anticipato un po’ i tempi, abbiamo chiuse le scuole il 19 Febbraio, abbiamo chiuso i mercati rionali e di fare tanta prevenzione dandoci ragione. Noi come Comune abbiamo chiuso i punti di maggiore contagio. Il problema è che la disinformazione ha fatto si che la gente uscisse senza precauzioni e senza utilizzare accortezze verso i propri familiari. Visto che non avevamo informazioni noi ci siamo rivolti a persone che hanno vissuto la situazione ad Hong Kong ed abbiamo utilizzato le loro misure di precauzione. La nostra informazione e la precauzione ci ha dato ragione perchè noi avevamo 3 casi sul nostro territorio, di cui uno guarito e due in fase di guarigione. Noi dobbiamo capire che il virus si trasmette tra persone quindi meno si esce e meno ci sono rischi di contagio. La nostra ordinanza è stata rispettata anche grazie al grande lavoro delle forze dell’ordine e della Protezione Civile. Abbiamo cercato di creare una macchina perfetta anche con i nostri medici di base, che sono 6, in modo tale da poter curare le persone in casa ed evitare qualunque tipo di assembramento”.

Sull’emergenza alimentare:”Un altro problema da qualche giorno e che ci sono cittadini che non hanno la possibilità di mettere il piatto a tavola. Per questo abbiamo creato il CUR, centro unico di raccolta, dove stiamo distribuendo pacchi alimentare che la gente ci consegna e quindi stiamo cercando di sopperire a questa emergenza. Anche questo è stato preso da modello nei comuni limitrofi e anche fuori regione”.

Sui voucher:”Ieri in Giunta abbiamo deliberato su come distribuire questi soldi, abbiamo messo in moto la nostra macchina dei servizi sociali anche dettando quali sono i criteri da rispettare. Noi abbiamo percepito 80.600 euro, abbiamo creato voucher di 25 euro e in base al nucleo familiare saranno distribuiti. Tutto questo sarà controllato dal Servizio Affari Generali. Sul nostro territorio abbiamo fatto una convenzione con le nostre attività commerciali in modo che questi soldi rimangano sul nostro territorio, anche perchè i nostri commercianti hanno fatto tanta beneficenza”.

Sul Governo:”I Sindaci e le amministrazioni sono stati lasciati da soli, senza alcun supporto da parte del Governo. Se chi ci comanda avesse avuto gli attributi avrebbero deciso loro le linee guida per capire a chi spettassero i voucher e poi tutto sommato non hanno fatto che anticipare dei soldi che ci sarebbero spettati tra qualche settimana”.

“Noi come Giunta volevamo fare dei bonifici ai bisognosi, ma non abbiamo potuto farli perchè lo Stato ha parlato solo di buoni spesa e quindi nella fase di controllo si perde davvero tanto tempo. Il nostro problema è come risanare i nostri bilanci, noi non sappiamo da dove prendere soldi. Non abbiamo un Governo che ci sa gestire e che sa prendere decisioni, siamo stati mandati alla deriva”.

Sulla lettera di Berlusoni e la ripresa:”Noi abbiamo bisogno di un Governo che ci dia delle linee guida immediate, abbiamo bisogno di far ripartire le nostre attività commerciali. Pensiamo in positivo e che questa pandemia finisca presto, ma le assicuro che tra 20 giorni raccoglieremo tanti morti, ma non di Coronavirus ma le attività commerciali che non potranno più riaprire, questo è il vero dramma”.